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Il comune partecipa ad Expo grazie alle opere del Maestro Guglielmo Spotorno.

Il comune  partecipa ad Expo grazie alle opere del Maestro Guglielmo Spotorno.

Il comune partecipa ad Expo grazie alle opere del Maestro Guglielmo Spotorno.

Si chiama “Città umanizzate”, la prima mostra personale di Guglielmo Spotorno, ed è organizzata nell’ambito della promozione di Pace e Amore, official event di arte contemporanea in Expo Dubai 2021 a cura di Giammarco Puntelli e di Flavia Motolese.

E proprio grazie alle opere del Maestro Spo-torno, Anghiari sarà presente ad Expo 2021 e avrà la possibilità di promuovere il proprio territorio in una delle vetrine più importanti al mondo. “Essere presenti in questa manifestazione così importante, legare Anghiari all’Expo, per noi vuol dire far conoscere la nostre peculiarità e la nostra Italia – ha dichiarato il sindaco Alessandro Polcri – il nostro comune ha sempre avuto una grande vitalità, è sempre stato una fucina di artisti, di idee ed inizia-tive importanti che hanno avuto ottime risposte dal pubblico, non solo nazionale, ma anche straniero. Siamo onorati di poter ospitare a Palazzo Pretorio la prima mostra personale del Maestro Spotorno, che sarà per noi un trampolino di lancio verso Expo dove avremo modo di farci conoscere e di valo-rizzare ancora di più le nostre bellezze. I turisti che verranno a visitare la mostra del Maestro potranno rivedere nelle sue opere anche una parte della storia del borgo: Anghiari ha la particolarità di essere uno dei borghi più belli d’Italia che però aspira a diventare città, ad essere un porto aperto nei confron-ti dei turisti”. La crisi causata dalla pandemia è stata un fenomeno urbano: mai come ora appare attuale e pertinente il significato della serie, emblematicamente, intitolata “Città umanizzate” che l’artista ha iniziato a dipin-gere nel 2013. In queste opere rappresenta la società, nelle sue contraddizioni. Si tratta di una ‘provo-cazione’: nelle città, ormai, c’è poco di umano. I dipinti immaginano queste città come luoghi in cui do-lore e quotidianità sembrano intrecciarsi nella solitudine della vita metropolitana. L’opera simbolo, in-torno a cui ruota tutto il progetto espositivo, “Città senza finestre” è l’interpretazione visiva di come il covid abbia trasformato le abitazioni in ‘prigioni’ verticali, privando di autonomia e libero arbitrio chi ci vive e accentuando ancora di più le distanze sociali. L’uomo appare soffocato e punito da ciò che lui stesso ha creato. Le moderne metropoli non sono pulsanti di vita, hanno perso la loro identità origina-ria, costrette ad uniformarsi in un aberrante globalizzazione, diventando ‘specchio’ di un’umanità pas-siva. La mostra ha preso il via lo scorso mercoledì 26 maggio e rimarrà a Palazzo Pretorio, ad Anghiari, fino al 27 giugno.

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