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Il governo inglese non ha ammesso che «i vaccini hanno danneggiato il sistema immunitario»

Il 2 agosto 2022 la redazione di Facta ha ricevuto una segnalazione che chiedeva di verificare le informazioni contenute in un messaggio intitolato: «Boooommmm. Il governo del Regno Unito ammette che i vaccini hanno danneggiato il sistema immunitario naturale di coloro che sono stati vaccinati due volte».

Secondo il testo oggetto della segnalazione, nella «42ª settimana del Rapporto di sorveglianza sui vaccini COVID-19», e più precisamente a pagina 23 del documento, il dipartimento della Salute inglese avrebbe ammesso che «i livelli di anticorpi “N” (Natural killer) sembrano essere più bassi nelle persone che vengono infettate dopo due dosi di vaccinazione». Tale calo sarebbe permanente e secondo il messaggio «gli inglesi ora scoprono che il vaccino interferisce con la capacità dell’organismo di produrre anticorpi dopo l’infezione non solo contro la proteina spike, ma anche contro altre parti del virus».

Il messaggio ha iniziato a circolare sui social network in lingua italiana a partire dal mese di gennaio 2022 e ha avuto un picco di diffusione a marzo dello stesso anno.

Si tratta di una notizia falsa.

Innanzitutto, il documento citato nel messaggio oggetto di verifica è il rapporto di sorveglianza sui vaccini anti-Covid redatto settimanalmente dalla UK Health Security Agency (Uksha, l’agenzia governativa del Regno Unito che si occupa di protezione della salute pubblica e contrasto delle malattie infettive). 

Il rapporto numero 42 risale al mese di ottobre 2021 e a pagina 23 evidenzia come gli anticorpi anti-nucleocapside N (ovvero gli anticorpi che l’organismo sviluppa dopo l’infezione da Covid-19) siano più bassi negli individui infetti dopo aver ricevuto due dosi di vaccino, piuttosto che in quelli risultati positivi dopo una o nessuna dose.

Ciò, tuttavia, non significa che i vaccini abbiano «danneggiato il sistema immunitario», dal momento che appena tre pagine prima lo stesso rapporto aveva sottolineato come la percentuale di donatori di sangue con anticorpi rilevabili sia dopo l’infezione che dopo il vaccino fosse aumentata nel tempo e si fosse stabilizzata attorno al 96 per cento. Il rapporto spiegava inoltre che «un importante contributo» a questa dinamica è arrivato dai vaccini anti-Covid. 

Un livello più basso di anticorpi N evidenzia semplicemente che la risposta anticorpale che si verifica nelle persone vaccinate con due dosi è di tipo diverso da quella scatenata dall’organismo umano non vaccinato: per questo motivo si parla di “immunità naturale” e di “immunità indotta da vaccino”. Nel primo caso gli anticorpi sono predisposti per riconoscere una molecola all’interno del virus Sars-Cov-2 (chiamata nucleocapside), mentre nel secondo gli anticorpi riconosceranno la proteina spike sulla superficie del virus.

Allo stato attuale delle nostre conoscenze non è possibile affermare quali delle due risposte immunitarie sia più efficace – esistono ricerche che puntano sia in una direzione che nell’altra – ma i dati attualmente a nostra disposizione mostrano che i vaccini contro la Covid-19 riducono sensibilmente le possibilità di contrarre la forma grave della malattia, di essere ricoverati in ospedali e di morire. 

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