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Immobilismo stellare

(Dott. Paolo Caruso) – Un immobilismo stellare sembra avere colpito il movimento grillino, che in atto senza alcun responsabile e privo di indirizzo politico, sembra essersi arenato nella palude scivolosa delle correnti interne in attesa di una svolta politico gestionale che porti alla nomina dell’ex premier Conte alla guida dello stesso movimento. E così in questa interminabile attesa, in questo buio profondo le Stelle stanno davvero a guardare, ma fino a quando? Le mire politico ideologiche del gruppo dirigente pentastellato sembrano ormai condizionate dai giochi di potere e orientate più verso un comodo e interessato “poltronismo” piuttosto che, come gruppo parlamentare maggioritario, incidere sul programma di governo ergendosi necessariamente anche a difesa delle cose buone fatte in precedenza e minacciate costantemente dalle forze restauratrici. Basterebbe un sussulto d’orgoglio, un po’ di salutare opposizione, per ritornare a rinverdire il recente passato e a coronare i sogni di gloria mai sopiti dei propri sostenitori. Purtroppo il movimento di oggi sembra avere smarrito la strada maestra, la linea politica che l’ha contraddistinto nel recente passato, i contatti con la base e con i cittadini, quasi a voler cancellare con la spugna della ignominia le proprie origini, il proprio passato di lotta  e di governo. Non un sussulto d’orgoglio, ma solo un tacito silenzio di tutti coloro che siedono negli scanni del governo e che non vogliono né vedere né sentire, non una parola su Benetton e autostrade, ne sui fondi dell’editoria, non un accenno sul conflitto di interessi ne tantomeno un duro contrasto al reintegro dei vitalizi ai parlamentari condannati o allo spreco di denaro pubblico per i voli militari da parte della presidente del senato, la forzista Casellati. Ci si chiede allora, una volta scoperto il giochino, cosa ci stanno a fare i pentastellati in questa grande ammucchiata di governo a trazione finanziaria e con forze prettamente restauratrici? Si assiste alla crisi attuale della democrazia rappresentativa, e il governo dei cosiddetti migliori si è rivelato finora l’inciucio più eclatante delle forze della conservazione.  In questo marasma ideologico dei partiti, in questo appiattimento consociativo della politica, fonte di degenerazione della vita democratica del Paese, non si capisce più quali siano le idee trainanti del M5S che lo contraddistinguono dai partiti tradizionali.  

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