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In ferie sì, ma quando lo diciamo noi: il governo ora ci impone le “vacanze di Stato”

Dopo mesi e mesi di restrizioni, confinamenti in casa e obblighi di non-lavoro, saremo almeno liberi di organizzarci le vacanze come e quando vogliamo? Una domanda che sorge più che spontanea dopo le ultime dichiarazioni del super commissario Francesco Paolo Figliuolo, l’uomo chiamato a sostituire il disastroso Domenico Arcuri nella gestione dell’emergenza Covid-19. E che in queste ore ha sottolineato più volte un passaggio a dir poco allarmante: gli italiani dovrebbero mettere al centro delle proprie ferie la dose di vaccino che spetta loro.

Figliuolo è arrivato addirittura a sbottare di fronte a chi chiedeva regole che rendessero possibile vaccinarsi anche lontano da casa, durante le vacanze, così da non dover rinviare l’occasione di godersi qualche giorno di relax: “È bene che chi va in vacanza regoli le proprie vacanze in funzione dell’appuntamento vaccinale” ha invece prontamente tuonato il generale. Aggiungendo poi: “Per Astrazeneca si può fare con un intervallo tra 4 e 12 settimane tra prima e seconda dose, con i vaccini a mRNA si può fare a 42 giorni. Sono aperto a qualsiasi proposta delle Regioni, ma a tutto c’è un limite”. Bene preparasi, dunque, a delle vere e proprie “vacanze di Stato”.

Sì perché di fatto ci sarà imposto anche il periodo in cui poterci muovere. Con i continui stravolgimenti delle regole a rendere tutto più difficile. Pensate, per esempio, a chi regolandosi sulle indicazioni fin qui date aveva prenotato il vaccino Pfizer o Moderna, per i quali la seconda dose era inizialmente prevista dopo 21 giorni salvo improvviso dietrofront. Figliuolo ha infatti deciso dal giorno alla notte che la seconda somministrazione può aspettare, anche fino al 42 esimo giorno. Con le Regioni a regolarsi, di fronte a questa cambio di rotta repentino, ognuna a modo loro: chi fa prenotare il richiamo dopo 30 giorni, chi dopo 35, chi arriva al limite massimo di 42.

Finito qui? Macché. Gli scienziati ora sostengono che la seconda dose possa arrivare, e anzi sarebbe meglio, dopo 12 settimane. E allora via, di nuovo tutti a spostare le ferie, sempre che sia possibile visto che non è sempre pacificio organizzarsi in questo senso con superiori e colleghi. Nella consapevolezza che le cose potrebbero cambiare ancora, senza preavviso. E che al governo poco importi dei cittadini, delle loro esigenze, dei loro diritti: ci si muove a vento, dando retta ora a quella ora a questa campana, e se gli italiani non si adeguano in fretta beh, peggio per loro.

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