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In un libro raccolta sonetti romaneschi giudice Micheli

“A ‘sta pandemia damoje ‘n verso” il titolo del volume

(ANSA) – PERUGIA, 24 MAG – Si intitola “A ‘sta pandemia damoje ‘n verso” il libro scritto dal giudice Paolo Micheli e che propone una raccolta di oltre un centinaio di sonetti romaneschi. Il volume, Europa edizioni, è stato presentato oggi pomeriggio alla sala dei Notari.

    Micheli, originario di Terni, dopo varie esperienze come pubblico ministero è passato nel 2000 a esercitare le funzioni giudicanti. Consigliere della Cassazione dal 2012, è ora presidente della sezione penale della Corte d’appello del capoluogo umbro. Per diletto scrive canzoni e, da poco, sonetti romaneschi. “Perché, a quasi 57 anni, uno che non è romano si mette a scrivere sonetti romaneschi? – si chiede nell’introduzione del libro il giudice – E perché, adesso che ne ha 58 e mezzo, il tizio di prima, che sarei io, continua a farlo? Da studioso (ma, preferisco, onesto manovale) del diritto, ho sempre pensato e amato ripetere che la risposta più onesta a qualunque domanda in ambito giuridico, è sempre ‘dipende’. Qua, invece, la risposta vera è… boh, insomma non lo so neppure io”. “E’ cominciato assolutamente per caso – ha spiegato Micheli a margine della presentazione -, perché avevo voglia di scrivere qualcosa che mi divertisse o mi facesse riflettere. Ho pensato di farlo in romanesco perché è più divertente. E’ stato anche un modo per esorcizzare il periodo della pandemia, per trarne degli insegnamenti e fare in modo che certi errori e sottovalutazioni, o magari sopravvalutazioni, di cose che non meritavano potessero trovare una correzione”.

    (ANSA).

   

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