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International Student Camp, protagonisti anche gli studenti umbri – e del Properzio di Assisi

C’erano quattro squadre composte da studenti e studentesse di altrettante scuole umbre, l’Itet Capitini e il liceo scientifico Galilei di Perugia, il liceo scientifico Properzio di Assisi e l’Istituto Campus Da Vinci di Umbertide, tra quelle che hanno conquistato il diritto a partecipare, insieme a coetanei provenienti da Bulgaria, Croazia e Slovenia, all’International Student Camp, svoltosi online il 14 e 15 maggio. Alla due giorni i ragazzi e le ragazze sono arrivati dopo essersi aggiudicati la vittoria in una delle quattro sfide che li hanno visti competere con decine di coetanei provenienti da tutta Italia nell’ambito di HackforInclusion, il civic hackathon articolazione del progetto Erasmus + “IN-EDU” sulle tematiche della Media and Information Literacy, coordinato dal gruppo FORMA.Azione, centro di coordinamento in Umbria del No Hate Speech Movement Italia, in partenariato con l’ITET Aldo Capitini di Perugia.

Questi i partecipanti umbri all’International Student Camp. Squadra Capiteam 1 (Itet Capitini di Perugia): Luisa Tamantini, Giulia Bugiantelli, Alessandro Boccali, Jasmin Zadyraka, Sofia Zhou (tutor: Silvana Micillo). Squadra Digicampus (Istituto Campus Da Vinci di Umbertide): Camilla Pontini, Carlotta Ramaccioni, Raffaele Ricci, Dario Fumanti, Daniel Skiba (tutor: Marta Ciancabilla). Squadra I Galileiani (Liceo Scientifico Galilei di Perugia): Andrea Bartoli, Giulio Coletti, Tommaso Menigatti, Sanchez Calderon Maria Vittoria, Anita Bistocchi (tutor: Giusi Gualtieri e Isabella Biondi). Squadra Liceo Classico Properzio di Assisi: Celeste Alzalamira, Benedetta De Giovanni, Giorgia De Santis, Maria Elena Patacca (tutor: Lorenzo Morlunghi).

L’International Student Camp è un appuntamento internazionale che dà la possibilità ai giovani partecipanti di confrontarsi con esperti e attivisti sui temi dell’informazione, delle migrazioni, della sostenibilità ambientale delle aziende, dei diritti degli animali e della prevenzione ai comportamenti rischiosi on line. Il ciclo di incontri ha rappresentato la prosecuzione e il coronamento del percorso che i ragazzi e le ragazze dei quattro istituti hanno intrapreso nell’ambito del progetto che è finalizzato all’innalzamento della consapevolezza su cosa significhi stare in rete e all’educazione all’utilizzo di linguaggi e pratiche inclusive e non discriminanti nei confronti delle minoranze e al rispetto dell’ambiente e delle specie viventi.

Le strategie messe a punto per vincere le sfide danno bene l’idea dei principi ispiratori dell’iniziativa. I ragazzi e le ragazze del Capitini hanno dato vita a una pagina Instagram per condividere le storie di persone vittime di episodi di razzismo. Quelli del Campus Da Vinci hanno lavorato a un progetto per sensibilizzare gli utenti dei social media a sviluppare una capacità critica nei confronti delle informazioni che porti a riconoscere le fake news. Studenti e studentesse del Galilei hanno creato podcast, organizzato un flashmob e diffuso informative con gli obiettivi di innalzare la consapevolezza rispetto ai rischi e ai benefici del web, proteggere i dati personali e sensibili, controllare le informazioni che si condividono e promuovere la libertà di scegliere la propria identità digitale per non diventare un prodotto. Al Properzio invece è stata ideata una campagna per sensibilizzare il pubblico rispetto al body shaming e ai messaggi di sessismo attraverso i social mediante l’uso di podcast. Grazie a International Student Camp, i giovanissimi avranno adesso la possibilità di approfondire ulteriormente le tematiche già trattate e soprattutto di confrontarsi con esperti e organizzazioni internazionali che proporranno loro di collaborare alle loro cause civiche e sociali.

Alla due giorni hanno partecipato Diego Ciulli, senior public policy manager presso Google; Alberto Puliafito, caporedattore e co-fondatore di Slow News, il primo progetto giornalistico slow italiano; Andrea Menapace, fondatore e attuale direttore di CILD, la Coalizione Italiana per i Diritti e le Libertà Civili nata nel 2014.

Cosa è il Progetto IN EDU

IN-EDU – Comunità inclusive attraverso l’alfabetizzazione dei media e l’educazione al pensiero critico – è il nuovo progetto ERASMUS PLUS promosso da 5 partner europei provenienti da Italia, Bulgaria, Francia, Croazia e Slovenia, nato per potenziare buone pratiche di alfabetizzazione mediatica ed educazione al pensiero critico. Un programma di apprendimento inclusivo che coniuga attività formative non formali e azioni con un approccio di comunità. Attraverso le sue attività, il progetto punta ad accrescere la consapevolezza e le capacità di genitori, insegnanti e studenti/studentesse di muoversi tra i contenuti di internet e i social network, giocando un ruolo attivo nella prevenzione dell’emarginazione sociale e nella lotta alla disuguaglianza, creando comunità inclusive che utilizzano consapevolmente le risorse on line. Il Progetto IN EDU è coordinato da FORMA.Azione, che da anni si occupa di Media Literacy, Formazione, Educazione inclusiva, in partenariato, in Italia, con l’ITET Capitini di Perugia, scuola polo per l’inclusione della provincia di Perugia.

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