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A 28 anni è stato al comando della compagnia Carabinieri di Corleone e ha lavorato a stretto contatto con Giovanni Falcone nelle indagini per la cattura di Totò Riina. Dopo ulteriori successi contro la ‘ndrangheta in Calabria e in Veneto con Carlo Nordio, ha comandato il secondo reparto investigativo del ROS Centrale, dove ha svolto attività di infiltrato tra narcos e camorristi, vicende che ha scritto nel romanzo autobiografico Un’arma nel cuore. Nell’Italia di oggi ritratti di eroi vissuti nel silenzio.

Lui è Angelo Jannone, colonnello in congedo e oggi, dopo diversi incarichi di dirigente d’azienda e docente universitario, affermato manager.

Non perdetevi la sua intervista sul numero in edicola di CulturaIdentità: dall’esercito al management aziendale, quali i valori in comune? Leva obbligatoria, giusto o sbagliato rimetterla? I poteri occulti sono realtà o leggenda? («Ci sono gruppi finanziari che possono destabilizzare i governi»). E poi: Riina poteva essere catturato prima? «Con Giovanni Falcone eravamo determinati nella convinzione di poter fermare prima quel mostro di Totò Riina».

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