La democrazia secondo Berizzi: una “clausola antifascista” per chi si presenta alle elezioni

Roma, 4 ago – Berizzi deve avere un’idea piuttosto strana di cosa sia la democrazia. In un’intervista a Micromega, il noto giornalista di Repubblica ha lanciato un appello per creare una “clausola antifascista” da far sottoscrivere ai partiti che si presenteranno alle elezioni del 25 settembre. Insomma, una sorta di conventio ad excludendum in cui gira che ti rigira sola la sinistra ha diritto a governare.

“Le elezioni più importanti da ’48 a oggi”, il voto agli occhi di Berizzi

Secondo Berizzi le prossime elezioni hanno qualcosa di apocalittico: “Quelle del 25 settembre sono le elezioni più importanti dal ’48 a oggi: in ballo c’è la tutela della Costituzione italiana”. In questo perenne clima da guerra civile la minaccia, manco a dirlo, è quella fascista. Il giornalista teme una vittoria della destra e soprattutto l’affermarsi di Fratelli d’Italia, cioè di una destra “guidata da un partito a matrice fascista e portatrice di un messaggio xenofobo e discriminante modello Orban”.

Proprio a Giorgia Meloni, leader di Fratelli d’Italia, sarebbe riuscita un’operazione di “demostrificazione”, che Berizzi definisce “lepeniana”. Ma le preoccupazioni di Berizzi sembrerebbe fin troppo egotiche, con il giornalista che accusa la Meloni di “reagire con dileggio” alle sue importantissime inchieste. Un peccato di lesa maestà contro l’imprescindibile tribunale giornalistico, il quale evidentemente decide chi è dentro al perimetro democratico e chi no.

La “clausola antifascista” è una clausola contro la destra

Il fatto che “la destra sovranista e nazionalista” non prenda su serio il “pericolo fascista”, parlandone in termini di “spauracchio” è qualcosa che manda su tutte le furie Berizzi. Con un salto logico abbastanza curioso, per il giornalista la soluzione a questo problema è la creazione di un “antifascismo vero, non occasionale o pre-elettorale, ma permanente e costituzionale”. In altre parole, se la maggior parte delle persone si disinteressa al fascismo e all’antifascismo, significa che ci vuole più antifascismo. Anzi, il richiamo ad un antifascismo che si debba fare “costituzionale” sembra l’involontaria ammissione che la nostra Costituzione in fin dei conti non sia antifascista e che di sicuro non lo sia esplicitamente.

Nella sua invettiva Berizzi usa toni machisti, parlando di “gesti chiari, netti. Forti” o di “una destra cattiva e una sinistra un po’ sguarnita”. Anche se a leggere i giornali sembra tutto il contrario. Ad esempio, solo qualche giorno fa, su Domani, Stefano Feltri aveva parlato della necessità di “demonizzare” la destra. In fin dei conti, la proposta di Berizzi sembra solamente un esercizio vuoto di potere, con il feticcio dell’antifascismo che nasconde la pochezza di contenuti della sinistra e la sua propensione ad un perenne ricatto morale verso la destra.

Michele Iozzino

L’articolo La democrazia secondo Berizzi: una “clausola antifascista” per chi si presenta alle elezioni proviene da Il Primato Nazionale.

Related Posts

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.