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La Rai spegne le onde medie, mossa azzardata per la sicurezza nazionale

Tutti lo dicono tranne Rai Way. Con una precisione che pensavamo solo svizzera, alle 00:01 di oggi, 11 settembre (sì, proprio nel tristemente famoso nine-eleven) Rai Way ha disattivato la rete radiofonica in onde medie. Neppure la motivazione pare ufficializzata: ipotizziamo sia il numero di ascoltatori ormai trascurabile.

Un media eco-sostenibile

Certamente non si tratta una scelta di natura energetica, visto che tutti conosciamo i consumi irrisori delle radioline a onde medie. E se proprio dobbiamo vederla dal punto di vista del broadcaster, l’antenna di Radio 1 Rai a Milano Siziano con circa 60 kW di assorbimento serve quasi tutta la Lombardia, con un consumo pari a circa 0,006 W/abitante.

Vero, se prendiamo in considerazione chi decide di ascoltare oggi in onde medie il conto sarebbe differente: ma altrettanto vero il fatto che la tecnologia attuale (lo streaming e il DAB+) consuma molto di più (considerando l’insieme dei consumi di chi trasmette e di chi ascolta). Non un fatto trascurabile, in questi momenti di penuria energetica.

Nessun preavviso

Abbiamo chiesto all’Ufficio Stampa Rai una motivazione ufficiale per lo spegnimento e perché sia stato scelto proprio l’11 settembre. Non ci è stata data alcuna risposta (potremmo dire: silenzio radio), quindi l’unica comunicazione resta un annuncio che viene a volte messo in onda prima dei programmi con audio descrizione, che invita chi ne ha bisogno ad utilizzare il satellite o “i canali digitali usando i tasti del telecomando”.

Si chiude dunque una storia iniziata nel 1924, alcune delle principali tappe sono state descritte in un articolo pubblicato dalla testata specializzata Newslinet.

Sicurezza nazionale

Riteniamo che lo spegnimento di questo media, irreversibile vista la preannunciata distruzione dei siti emittenti, potrebbe esporre il Paese a situazioni critiche. Il motivo è presto detto: chiunque di noi abbia avuto la sfortuna di far parte di un evento particolarmente grave (terremoti o attacchi terroristici) sa in prima persona come in questi casi le strutture informative più moderne possano non funzionare.

Nel caso dell’FM in genere il problema è l’alimentazione: raramente i siti sono dotati di gruppi elettrogeni e le emittenti semplicemente si spengono (quando non sono state direttamente colpite dall’evento ovviamente).

Le reti cellulari invece hanno in questi casi la simpatica abitudine di non funzionare, almeno nelle prime ore che però sono spesso le più critiche. Anche quando le barrette sono visibili spesso nessun messaggio viene consegnato (e le eventuali chiamate non si attivano).

Certo, in prospettiva le cose dovrebbero migliorare: nell’annunciare iPhone 14, il 7 settembre 2022, Apple ha reso noto di aver implementato un’interessante funzione di messaggistica via satellite utilizzabile senza bisogno di antenne supplementari: ma si tratta per ora di un sistema in funzione solo negli Stati Uniti e riservato a chi decide di acquistare un apparato di alta gamma (oltre i 1.300 euro).

Perché, occorre ricordarlo, una radiolina AM ha un costo irrisorio, non necessita di alcun abbonamento e le batterie hanno una durata ridicolmente lunga.

Usa e Uk in controtendenza

Non tutti hanno scelto di spegnere le onde medie: lo ha fatto la Francia e Monte Carlo, dove però le infrastrutture sono ancora in essere e ben visibili. Ma non lo hanno fatto il Regno Unito e gli Stati Uniti, dove questo antico modo di diffondere voce e musica ha trovato una sua nicchia con la diffusione prevalente di radio “talk” o “all news”.

La patria di Guglielmo Marconi

La gravità di questa decisione passa in secondo piano anche perché la storia dell’inventore del mezzo, l’italiano Guglielmo Marconi, viene poco o nulla studiata. Marconi inventò la telegrafia senza fili e fu l’autore delle prime trasmissioni a distanza della voce umana.

L’inventore/imprenditore italiano curò durante il ventennio la realizzazione delle prime stazioni emittenti in Italia e in Vaticano, dotando lo stivale di un’infrastruttura che nulla aveva a che invidiare alle altre nazioni europee.

Non va dimenticato inoltre che all’inizio del secolo scorso, proprio grazie alla “Marconi International Marine Communication Company”, il Titanic fu in grado di informare i transatlantici vicini della propria posizione, permettendo il salvataggio di un numero non trascurabile di passeggeri.

Cancel Culture?

A Budrio, in provincia di Bologna, sorgeva fino al 2015 una stazione radiofonica voluta da Marconi. Per anni ha trasmesso in onde medie, sulla frequenza di 567bkHz. Ma in quell’anno i politici locali decisero di abbatterla per fare posto ad un ipermercato.

Avrebbe potuto essere trasformata in un museo, come richiesto da molti, ma non ci fu nulla da fare e le ruspe ebbero la meglio. Cosa spinse i politici a quella decisione? Non conoscevano la storia di Marconi, o forse erano già adepti della cancel culture?

Probabilmente entrambe le cose. Guglielmo Marconi non era infatti democratico e antifascista, anzi aveva aderito al Partito Fascista. Secondo alcuni storici contrassegnava anche con una “e” alcuni candidati (successivamente respinti) che si proponevano per l’assunzione nella sua azienda. Il lettore potrà facilmente capire cosa indicasse quella “e”. Ma è anche vero, come ricorda qualcuno, che non c’era industriale, dal senatore Agnelli in giù, che non avesse buoni rapporti con il regime del tempo.

Imprenditori privati

Spento il servizio pubblico, le onde medie continueranno per il momento a vivere grazie ad alcuni imprenditori privati. Tra questi vogliamo segnalare Maurizio Anselmo, specializzato in telecomunicazioni spaziali via satellite e a suo tempo gestore di un teleporto in provincia di Padova.

Ritenendo che le onde medie siano “un monumento tangibile alla memoria di Marconi” e che il nostro Paese non possa permettersi scempi quali quello di Budrio, da un po’ di tempo trasmette la voce dell’inventore a ciclo continuo proprio sulla frequenza di Budrio. Nelle parole dell’Ingegnere:

“Trasmetto 567 Khz, la frequenza della stazione in onde medie di Budrio (Bologna), voluta espressamente da Gugliemo Marconi: stazione che è stata massacrata, abbattuta e distrutta in favore della costruzione di un ipermercato, un crimine orrendo, un calcio nelle palle ed un pugno in faccia alla memoria di Marconi. Una semplice demolizione di una palazzina fatiscente per le capre ignoranti della pubblica amministrazione”.

Certamente chi ha deciso lo spegnimento della rete Rai (appunto, chi? Impossibile saperlo, anche dopo aver tentato tutte le strade, ufficiali e non) non fa parte delle capre ignoranti.

Ma non possiamo non citare un’affermazione di pochi mesi fa di Andrea Borgnino, responsabile di Rai PlaySound e autore di numerosi programmi per Radio 3 Rai: “Noi anche solo per i disastri possibili nel nostro paese in termini di terremoti e alluvioni le onde medie dovremmo tenercele care care“.

Purtroppo la dirigenza del servizio pubblico non pare avere ascoltato. Speriamo di cuore non debba pentirsene.

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