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La “Red Wave” di Trump incombe su New York

Un repubblicano alla guida dello Stato di New York? Perché no. Lee Zeldin, 42 anni, conservatore trumpiano, membro della Camera dei rappresentanti e già avvocato per l’Autorità Portuale di New York e New Jersey, nelle ultime settimane ha ridotto significativamente lo svantaggio nei confronti della governatrice dem Kathy Hochul. Il “miracolo” è possibile, e i repubblicani potrebbero fare il colpaccio in nella roccaforte progressista per eccellenza, con buona pace dei salotti liberal. Un vero incubo per i democratici, che hanno addirittura rispolverato, in un recente comizio, l’ex Segretario di Stato Hillary Clinton e l’impopolarissima vicepresidente Kamala Harris per convincere le donne a votare Kathy Hochul.

Segnale che la minaccia dell’onda rossa repubblicana è reale, anche a New York, nel cuore del potere dem: i sondaggi parlano chiaro e dicono che il vantaggio di Hochul si sarebbe ridotto a soli quattro punti percentuali. Hochul è entrata in carica il 24 agosto 2021, a seguito alla formalizzazione delle dimissioni di Andrew Cuomo, travolto dalla accuse di molestie lanciate da undici donne (accuse penali poi cadute per volontà dell’ufficio del procuratore distrettuale di Albany).

L’ex avvocato dell’esercito minaccia la roccaforte dem

Zeldin, ex avvocato dell’esercito Usa, ha martellato sui temi ampiamente sottovalutati dai democratici in queste elezioni: l’inflazione galoppante, che mina il senso di benessere della Grande Mela, e la criminalità in crescita rispetto ai livelli pre-pandemia, elemento che accumuna tutte le grandi città americane, perlopiù a guida dem. Zeldin è cresciuto nel quartiere di Shirley, New York, e proviene da quella classe operaia bianca a cui il partito democratico ha voltato le spalle, privilegiando le minoranze e la politica dell’identità. Come spiega il New York Times, trattasi di un sobborgo prevalentemente abitato da poliziotti, proprietari di piccole imprese e infermieri, l’elettorato su cui punta il candidato repubblicano.

Il candidato repubblicano Lee Zeldin. (Foto: EPA/JUSTIN LANE)

Dopo il divorzio dei genitori, sua madre, un’insegnante, si è risposata con un poliziotto. Suo padre era un investigatore di frodi e investigatore privato che si è laureato all’Accademia militare di New York, la stessa di Trump. Mentre frequentava la facoltà di legge, Zeldin sottolinea di aver prestato servizio in “prima linea” in Iraq con altri paracadutisti, nella famosa 82a divisione aviotrasportata dell’esercito, anche se, nella maggior parte del tempo, si è occupato di faccende legali.

Sebbene abbia ammesso che il crimine è una questione prevalente – e reale – per gli elettori, la governatrice dem Kathy Hochul ha criticato Zeldin per le sue dichiarazioni sulla criminalità dilagante, soprattutto a New York City. Durante un’intervista alla Cnn, Hochul, ha accusato i repubblicani di essere retoricamente “duri con il crimine, ma delicati con le armi”.

Incubo dem

Ma i democratici non rischiano di perdere solo il governo dello Stato di New York, che già da solo rappresenterebbe uno smacco clamoroso. Nel 17esimo distretto, il rappresentante democratico Sean Patrick Maloney affronta l’agguerrito repubblicano Michael Lawler. Il primo è un’istituzione dell’universo progressista: prima della sua carriera al Congresso, Maloney è stato consigliere senior dell’ex presidente Bill Clinton ed è un alleato di ferro della Speaker della Camera Nancy Pelosi. È la prima persona apertamente gay eletta al Congresso di New York. Il 17° distretto congressuale di New York si trova nella bassa valle dell’Hudson e comprende le contee di Rockland e Putnam, parti di Westchester e tre città nel sud-est della contea di Dutchess. Qui, nel 2020, Joe Biden stravinse contro Donald Trump, ma ora il vento è cambiato. Secondo i sondaggi, la sfida fra i due candidati nella roccaforte democratica è apertissima. A pesare, ancora una volta, sono l’inflazione e la criminalità, oltre a una diffusa percezione di insicurezza.

Nel 21esimo distretto la deputata repubblicana Elise Stefanik, trumpiana di ferro con un passato da moderata/centrista, è in testa nei sondaggi contro lo sfidante democratico Matt Castelli, ex ufficiale dell’intelligence, mai decollato nei sondaggi. “Gli elettori in tutto lo stato (compresi i sobborghi di New York City) sono più preoccupati per la criminalità e l’inflazione, questioni che favoriscono i repubblicani, rispetto ad altri” nota Harry Enten, in un’analisi pubblicata sul sito della Cnn. “La conclusione è che se ci sarà un’ondata repubblicana a livello nazionale nel 2022 – che sembra essere una forte possibilità – probabilmente la vedremo a New York”. È dalla grande Grande Mela, dunque, che potrebbe dunque prendere forma la “Red Wave” repubblicana. Un’onda lunga che potrebbe indurre l’ex presidente Donald Trump a ufficializzare presto la sua candidatura alle elezioni presidenziali del 2024.

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