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La resistenza e la trincea di Alfredo Reichlin, spari e poesia: “Lo vedi che tramonto?” – Il Riformista

La storia

Piero Sansonetti — 11 Settembre 2022

La resistenza e la trincea di Alfredo Reichlin, spari e poesia: “Lo vedi che tramonto?”

Alfredo Reichlin aveva appena compiuto 18 anni. Allora si cominciava presto a fare politica. Quella mattina insieme al suo amico Arminio Savioli, ragazzetto come lui, prese il fucile nell’armeria segreta che era nascosta nel negozio di biciclette di Collalti, a via del Pellegrino, e si diresse verso la Piramide, dove esercito e partigiani avevano deciso di tentare una disperata resistenza ai tedeschi che avanzavano dalla via Ostiense.

Erano le sette di sera e Alfredo e Arminio stavano accucciati dietro a una trincea improvvisata e sparavano, sparavano all’impazzata sui carrarmati dei nazisti. A un certo punto Alfredo si accorse che Arminio non sparava più, e sentì un tuffo al cuore. Immaginò che l’avessero colpito. Si girò verso di lui e lo vide col fucile in mano che guardava lontano. Non sembrava ferito.

Gli chiese cosa fosse successo. Arminio, ispiratissimo, lo guardò e gli rispose: Ma lo vedi che tramonto? Erano così i ragazzi della resistenza. Armi, lotta, coraggio , idee e poesia. Questo episodio me lo ha raccontato Reichlin tanti anni fa, quando lui era il direttore dell’Unità e Arminio una delle firme più prestigiose del giornale. Reichlin adorava Arminio.

Giornalista professionista dal 1979, ha lavorato per quasi 30 anni all’Unità di cui è stato vicedirettore e poi condirettore. Direttore di Liberazione dal 2004 al 2009, poi di Calabria Ora dal 2010 al 2013, nel 2016 passa a Il Dubbio per poi approdare alla direzione de Il Riformista tornato in edicola il 29 ottobre 2019.

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