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La Russia testa il missile ipersonico Tsirkon: che cos’è e cosa è in grado di fare

È partito da una nave della Flotta del Nord della Federazione Russa che si trovava nel Mare di Barents, e da lì ha puntato e colpito un obiettivo non meglio specificato situato nel Mar Bianco. Il ministero della Difesa di Mosca ha annunciato di aver effettuato con successo un nuovo lancio di prova del missile ipersonico Tsirkon.

“Secondo i sistemi di monitoraggio e registrazione dal vivo, un missile da crociera ipersonico Tsirkon ha colpito con successo un obiettivo marittimo situato a circa 1.000 chilometri di distanza. Il volo del missile ipersonico ha rispettato i parametri stabiliti”, ha informato il dicastero russo, citato dalla Tass. Questa la cronaca nuda e cruda. Ma il fatto in sé, oltre a rappresentare un test in tempo di guerra, nasconde un messaggio ben chiaro.

Il motivo è semplice: lo Tsirkon è considerata una delle armi più micidiali a disposizione della Russia. Questo missile, conosciuto anche come 3M-22 Zircon o 3M-22 Tsirkon, è un missile cruise ipersonico made in Russia, progettato per neutralizzare unità navali di grandi dimensioni, tra le quali incrociatori, portaerei e cacciatorpedinieri.

Che cos’è il missile ipersonico Tsirkon

Vladimir Putin in persona aveva definito i test del supermissile Tsirkon “un grande evento nella vita del Paese”. Questo missile, infatti, è ritenuto capace di intercettare tanto obiettivi marini quanto terrestri, collocati ad una distanza non inferiore ai 1.000 chilometri. Lo stesso Tsirkon, inoltre, può viaggiare a velocità vicine a Mach 9 e ad altitudini comprese fra i 30 e i 40 chilometri, dove l’aria è più rarefatta e l’attrito inferiore.

Scendendo nei dettagli più tecnici, lo Tsirkon è ritenuto essere invulnerabile ai sistemi anti aerei impiegati dalle unità navali delle forze armati occidentali; il lasso di tempo tra il suo rilevamento, l’ingaggio e la reazione sarebbe infatti insufficiente per imbastire un qualsiasi tipo di difesa. Altri due appunti: nell’estate 2021 è stato firmato il primo ordine da parte dell’esercito russo, mentre a novembre 2022 è iniziata la produzione in serie dei suddetti missili.



Quello riportato dal ministero della Difesa russo, in ogni caso, non è certo il primo test in questione. Già, perché il battesimo di fuoco del missile risale al gennaio 2020. Il lancio inaugurale fu effettuato dalla fregata Admiral Gorshkov nel Mare di Barents, durante il quale il missile centrò un bersaglio a oltre 500 chilometri di distanza negli Urali settentrionali. Ma uno dei test più impressionanti risale allo scorso 4 ottobre. In quella circostanza, il test avvenne mediante l’utilizzo di un sottomarino K-560 Severodvinsk di classe Yasen.

Mosca stringe i muscoli

Entro la fine dell’anno dovrebbe essere pronto all’uso un sistema progettato per lanciare i famigerati missili ipersonici russi. In particolare, l’agenzia di stampa Tass ha fatto sapere che un sistema per lanciare il missile Tsirkon è stato sviluppato presso il famoso ufficio di progettazione di razzi NPO Mashinostroyenia a Reutov, vicino a Mosca. Il sistema missilistico costiero dovrebbe entrare in servizio con la Marina russa “entro la fine del 2022”, ha spiegato la stessa agenzia russa citando una fonte militare.

Anatoly Svintsov, vicedirettore generale della NPO Mashinostroeniya, ha detto al canale televisivo militare Zvezda che esistevano già versioni aeronautiche e marittime dello Tsirkon, ma che alla sua fabbrica è stato ordinato di “intensificare il lavoro sulla creazione di una versione marina del razzo”.

Tutte queste notizie arrivano quando la Marina russa sta iniziando a giocare un ruolo sempre più critico nella guerra in Ucraina. Di recente, la Russia ha caricato missili da crociera Kalibr su due sottomarini Varshavyanka nel Mar Nero. Piccola nota: Mosca ha strinto i muscoli pochi giorni dopo che il blocco occidentale aveva paventato l’eventuale utilizzo della forza per liberare il grano arenato nei porti ucraini. Difficile che la tempistica sia casuale.

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