“Le originali proposte per il turismo e i beni culturali del Comune: senza mettere risorse e con i progetti degli altri”

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 di Gruppo Consiliare Alternativa per Porano

Martedì 8 giugno è stato presentato il Piano di marketing territoriale del Comune di Orvieto. Ha partecipato all’incontro anche il Sindaco di Porano, rilasciando una “significativa” dichiarazione che, a nostro avviso, rimane da ascrivere più alla propaganda che ad un reale tentativo di sviluppare poltiche socio-economico-territoriali virtuose nei settori della cultura e del turismo. Affermazioni per altro facilmente confutabili.

Ad esempio, il Sindaco di Porano ha dichiarato “(…) abbiamo intrapreso una collaborazione concreta con la Soprintendenza (…); trattasi in realtà di una generica e reciproca dichiarazione di intenti, che presupporrebbe interventi concreti da parte del Comune di Porano per le finalità della convenzione medesima, che ad oggi però non si sono ancora visti.

Ha proseguito dicendo “(…) sono prossimi gli interventi sulla tomba Hescana e le tombe Golini (…); nel corso del 2021 effettivamente sono in programma interventi esterni ed interni al sito archeologico, ma nessuno e sottolineiamo nessuno di questi si svolgerà per interessamento e/o con il sostegno del Comune di Porano. Quanto sarà possibile realizzare per la tutela e per il restauro di questo bene unico in Umbria e raro a livello nazionale, lo si deve soltanto alla progettazione messa in campo dalla SABAP Umbria e dal funzionario archeologo di zona, con il supporto dell’Associazione ACQUA, organizzazione no profit che da oltre un decennio gestisce con le proprie risorse (umane ed economiche) visite guidate, didattica e manutenzione della Tomba Hescanas, in convenzione con la SABAP. Altresì, per le Tombe Golini, prossimamente interventi straordinari non sono proprio previsti, se non la manutenzione ordinaria sempre a totale carico dell’Associazione ACQUA.

Il Sindaco ha aggiunto “(…) poi c’è il gioiello di villa Paolina sede del CNR che, relativamente al parco, è gestita direttamente dal Comune di Porano (…); che il parco e il suo palazzo settecentesco siano beni di assoluto pregio è fuori discussione, ma proprio per questo, soprattutto nella porzione in carico al Comune di Porano ci si aspetterebbe maggiore attenzione da parte dell’ente locale, non certo di trovarla nella condizioni in cui versa oggi: cancelli di ingresso rattoppati con reti e tavole da cantiere, erba alta e rovi prossimi ai viali principali, porte da calcetto buttate lì tanto per far sfogare i ragazzi (ci chiediamo in base a quali protocolli di sicurezza), gestione e controlli pressoché assenti, tanto che si sono fatte frequenti anche sui gruppi Facebook del paese le proteste di cittadini che lamentano la presenza di rifiuti un po’ ovunque.

Sul finale poi una fantasiosa affermazione (…) Nei giorni scorsi è stato inaugurato un nuovo percorso con il CAI (…); non esistono nuovi percorsi, né tanto meno ci sono state inaugurazioni. Ci risulta altresì che il CAI di Orvieto avesse inoltrato a suo tempo una proposta ai Comuni del comprensorio orvietano per la valorizzazione della sentieristica, che anche il Comune di Porano si fosse finalmente interessato (magari dopo qualche sollecitazione), e che alcuni soci del CAI abbiano effettuato una passeggiata nelle campagne di Porano con alcuni esponenti dell’amministrazione comunale.

Speriamo quantomeno che con questa escursione anche gli amministratori si siano accorti dello stato di degrado in cui versano la pannellistica, la segnaletica direzionale escursionistica e la strumentazione digitale realizzate negli anni scorsi grazie ai fondi del Piano di Sviluppo Rurale per l’Ecomuseo del Paesaggio degli Etruschi. Strumentazioni di base per la frequentazione del nostro territorio – attraversato per altro dall’Itinerario Europeo della Via Romea Germanica – da parte di camminatori e appassionati di natura, che con poche centinaia di euro l’anno si sarebbero potute mantenere efficienti.

L’amministrazione comunale di Porano preferisce invece continuare a perseverare nella presentazione di progetti generici, talvolta dai titoli spettacolosi ma che troppo spesso rimangono sulla carta, piuttosto che pensare ad un recupero/aggiornamento dell’esistente, periodicamente bisognoso di semplice manutenzione/adeguamento.

L’approccio alla materia del Comune di Porano è divenuto a tratti sconfortante, come nel corso dei lavori della Commissione consiliare dello scorso mese di Marzo che ha preceduto l’approvazione del Bilancio di previsione 2021/2023; alla nostra rimostranza per la pressoché totale assenza di risorse nel Capitolo relativo a Cultura e Turismo, con particolare riferimento ai siti archeologici delle Tombe Etrusche Hescanas e Golini, il Sindaco ha risposto che non essendo beni di proprietà del Comune, l’ente non può intervenire, perché sarebbe come spendere risorse pubbliche per un bene privato. Affermazioni che si commentano da sole.

Non è necessario essere esperti o professionisti del settore, bensì magari semplici turisti in altri territori, anche limitrofi, per comprendere quale sia lo sforzo compiuto da Comuni talvolta minuscoli, pur di tutelare e valorizzare le proprie emergenze naturalistiche e storico-archeologiche. Prima dei soldi servono le intenzioni e le idee chiare; andare goffamente a ruota di qualcun’altro serve soltanto a raccogliere le briciole, se rimangono.

Abbiamo decisamente un’altra idea di cosa significhi la gestione virtuosa dei beni comuni, che nulla ha a che fare, ad esempio, con lo stato attuale degli ambienti esterni del Centro Socio-Culturale Malerba.



Abbiamo decisamente un’altra idea  di cosa significhi “fare rete” con i Comuni limitrofi; in questo senso ormai sempre di più anche i Bandi Regionali premiamo le reti ampie e articolate, costruite su progetti dai legami concettuali forti; la semplice contiguità territoriale non basta.

Continueremo quindi a svolgere con convinzione il ruolo che una fetta cospicua di cittadini ci ha affidato alle elezioni amministrative del 2019, tra le persone e in Consiglio Comunale: per una Porano decisamente diversa e aperta al confronto più ampio e costruttivo possibile, consapevole del valore assoluto delle proprie origini nell’antichità e dei beni culturali presenti sul proprio territorio.