“lega-e-m5s-sono-soci:-hanno-un-asse-segreto-filo-putin”,-la-rivelazione-di-vincenzo-presutto-–-il-riformista

“Lega e M5S sono soci: hanno un asse segreto filo-Putin”, la rivelazione di Vincenzo Presutto – Il Riformista

Parla il braccio destro di Di maio

Aldo Torchiaro — 6 Settembre 2022

“Lega e M5S sono soci: hanno un asse segreto filo-Putin”, la rivelazione di Vincenzo Presutto

Vuota il sacco il senatore Vincenzo Presutto, braccio destro di Luigi Di Maio e co-fondatore di Impegno Civico (di cui è capolista per il Senato in Campania). Vuole fare luce sul mistero di quella nottata politicamente buia, democraticamente scivolosa – quella tra il 27 e il 28 gennaio – quando la giostra impazzita dei nomi proiettò quello di Elisabetta Belloni sul Quirinale. «L’accordo sul capo del Dis sembrava fatto, fu proposto all’unisono da Matteo Salvini e Giuseppe Conte e fatto accettare prima a Giorgia Meloni e poi a Enrico Letta, sembrò fatta tanto che perfino Grillo twittò per metterci il cappello», ricostruisce. «Era una trappola per la tenuta delle istituzioni. Serviva a produrre un terremoto: far cadere il governo Draghi, andare alle urne subito e rimettere in discussione la posizione atlantica italiana». Una manovra organizzata in quell’asse mai scisso tra Lega e M5S che secondo il Senatore, che ha rappresentato il Movimento in commissione Bilancio a Palazzo Madama fino a quattro mesi fa, doveva scardinare la storia e gettare alle ortiche Draghi e Mattarella in un colpo solo.

Perché parla adesso?

Perché è tutto più chiaro, a bocce ferme. Nitido.

Il M5S e la Lega sono più uniti di quanto sembra, ci dice?

Salvini e Conte hanno stabilito un’intesa profonda proprio dagli albori della legislatura, che è iniziata con la fine della coalizione di centrodestra e l’accordo forte e inaspettato tra i due partiti.

Come è emerso Conte in quel frangente?

Lo ha presentato Alfonso Bonafede, che l’aveva conosciuto a Firenze. Non ha mai convinto davvero Beppe Grillo, mentre con Salvini l’asse è stato subito forte. Tanto che Conte si presentò inizialmente dicendo di avere una posizione intermedia tra Lega e Movimento, di essere esattamente a metà tra i due, e per questo fu indicato come Premier”.

Di Maio lo ha voluto e appoggiato a lungo, in una prima fase.

Di Maio ha preso coscienza piuttosto presto che qualcosa non andava. Anche nella gestione della pandemia, con l’arrivo dei militari russi e le continue aperture di credito alla Cina, alla tecnologia cinese nelle istituzioni. Da ministro degli Esteri, Di Maio ha potuto verificare che certe scivolate su Europa e Nato di Conte e Salvini non erano dettate solo dal populismo come matrice ma come matrioska.

E così hanno ricostruito un’intesa non per Belloni al Colle ma per andare al voto in primavera, proprio all’inizio della guerra tra Mosca e Kiev.

Esattamente. Una intesa segreta che voleva usare il Quirinale come grimaldello per un Parlamento nuovo e dunque una maggioranza filorussa o comunque meno schiacciata su Nato e Usa.

Un momento, l’invasione dell’Ucraina avviene il 24 febbraio.

A volerle vedere, c’erano informazioni sulle intenzioni di Putin. C’era chi sapeva cosa stava per accadere. Anche la nostra intelligence – per quanto mi è stato detto – aveva contezza dei movimenti di truppe al confine, degli arruolamenti straordinari a Mosca, dei treni carichi di mezzi militari: tutti segnali che gli analisti avevano registrato e che da noi qualcuno voleva interpretare con una maggioranza dall’orientamento opposto a quello di Mario Draghi.

Poi alla fine ce l’hanno fatta, Draghi a casa e tutti al voto.

Mesi dopo, ma con lo stesso asse. Noncuranti dell’emergenza gas, del Pnrr, della legge di bilancio.

Il M5S era un’isola, nella politica italiana. Questo di Conte cos’è?

Il M5S non esiste più, in realtà. È stato annientato dalla gestione fallimentare di Conte, che adesso ne ha fatto un suo partitino personale. Con il suo arrivo è iniziato un processo di involuzione serio e strano. Caratterizzato dall’estirpare tutti i principi fondativi del Movimento, fino a richiedere il 2 per mille. Che sono comunque contributi pubblici, per chi non lo avesse capito.

E Impegno Civico, come lo definisce?

Una forza stabilizzatrice. Di centrosinistra moderato. Europeista, atlantista. Orgogliosa del lavoro fatto con il governo Draghi e impegnata per darvi continuità anche nel futuro, e per tenere l’Italia lontana da tentazioni pericolose.

È vero che Di Maio ha ricevuto input e garanzie istituzionali per fare l’operazione scissione?

Va chiesto a lui. Posso dire che nel governo erano informati per tempo e che auspice della scissione fu senz’altro Bruno Tabacci, che ha seguito l’iniziativa dal principio è sempre stato vicino a Draghi e a Mattarella.

Ph.D. in Dottrine politiche, ha iniziato a scrivere per il Riformista nel 2003. Scrive di attualità e politica con interviste e inchieste.

© Riproduzione riservata

Related Posts

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *