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L’Europa ci umilia ancora: Francia e Germania dicono “no”alla redistribuzione dei migranti

Nonostante una parte dell’opinione pubblica e della politica cerchino disperatamente di dipingere l’Europa come un’istituzione generosa e sempre bendisposta nei confronti dell’Italia, l’ennesimo schiaffo subito sul fronte migranti ha messo in imbarazzo in queste ore anche i più strenui difensori di Bruxelles. L’appello lanciato dal nostro Paese, che chiedeva solidarietà nell’affrontare il recente aumento degli sbarchi, è caduto nel vuoto. Con gli altri Stati che hanno fatto capire di non aver alcuna intenzione di sobbarcarsi i nostri problemi, abbandonanci ancoa una volta al nostro destino.

L'Europa ci umilia ancora: Francia e Germania dicono

E sì che, a parole, l’Italia avrebbe dovuto poter contare sull’aiuto di tutti, penalizzata da una posizione geografica che la rende punto di approdo naturale per chi fugge dai Paesi africani. E invece ecco che soltanto tre Paesi si sono fatti avanti per darci una mano. Minima, tanto da far sembrare l’offerta quasi offensiva: l’Irlanda si è detta disponibile a prelevare 10 migranti, la Lituania altri 10, il Lussemburgo ha spiegato di non poterne accogliere più di 2. Fine. Gli altri Stati, a partire da Germania e Francia, hanno fatto orecchie da mercante, fingendosi sordi alle nostre richieste.

L’ennesima umiliazione per un’Italia che viene puntualmente chiamata in causa quando c’è da rispettare diktat economici e altrettanto puntualmente abbandonata quando invece chiede aiuto. Questa è l’Europa di cui il nostro premier, Mario Draghi, è diretta emanazione. Non bastasse, Parigi e Berlino sono andati oltre, con il sostegno della commissaria Ue agli Affari Interni Ylva Johansson: entrambi i Paesi hanno infatti reso pubblico il loro “no” all’istituzione di un meccanismo temporaneo di redistribuzione, che avrebbe permesso all’Italia di alleggerire un po’ la pressione figlia degli ultimi, ingenti sbarchi.

No a un nuovo meccanismo di redistribuzione, dunque. Mentre restano in alto mare le trattative per una riforma degli accordi di Dublino, che si sono rivelati più che disastrosi: dalla fine del 2019 a oggi, dal nostro Paese sono stati prelevati soltanto 1.273 migranti, dei quali tra l’altro un centinaio sono ancora in attesa del trasferimento. Una bazzecola, considerando che nel frattempo sono sbarcate sul nostro territorio oltre 53 mila persone. Ma d’altronde l’Europa è questa, si fa viva soltanto quando c’è da pretendere e mai per allungare la mano in segno d’aiuto.

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