Un gesto di riconoscenza verso chi, per anni, è rimasto fedele alla sua azienda.  L’imprenditore marchigiano ha voluto lasciare la sua eredità ai dipendenti. 

Emidio Vagnoni è stato uno dei soci fondatori di Elettromedia spa. Conosciuto da tutti come Mimmo,  è deceduto a 68 anni lasciando una bella sorpresa ai suoi dipendenti.

ANSA/DANIEL DAL ZENNARO/ archivio

L’uomo è morto nel giugno 2021 con il Covid. Ma fino all’ultimo ha pensato ai suoi collaboratori, prevedendo nel testamento un lascito per tutti i dipendenti che al momento della sua morte avessero svolto più di un anno di lavoro in azienda. Ora, a distanza di poco più di un anno il “regalo” di Mimmo è arrivato, tramite una lettera firmata dagli eredi e consegnata dagli attuali soci, Maria e Maurizio Riccobelli e Pietro Pantaleone. Tutti i lavoratori dell’azienda marchigiana  hanno ricevuto un bonifico: 500 euro per ogni anno trascorso a Elettromedia. In tutto Vagnoni ha lasciato ai dipendenti 400mila euro.L’uomo aveva deciso di fare questo lascito mentre si trovava ricoverato in ospedale con polmonite bilaterale, prono e con il casco: un segno di riconoscenza tangibile nei confronti di chi lo ha aiutato a far crescere la sua azienda. In occasione della consegna di questa lettera, i soci Riccobelli e Pantaleone hanno comunicato ai dipendenti di aver rilevato le quote societarie in possesso di Mimmo.

Fondata nel 1987 a Potenza Picena -Macerata – Elettromedia progetta e commercializza prodotti con i propri marchi Audison, Hertz e Connection; negli ultimi anni ha aggiunto ai prodotti car info-entertainment anche linee per il mercato della nautica, da diporto, yachting e cruise con il brand Hertz Marine. È presente in oltre 60 Paesi esteri nei quali esporta oltre l’80% del fatturato complessivo, che nel 2021 ha superato i 30 milioni di euro. Conta in totale 80 dipendenti, di cui il 35% occupati nell’area ricerca e sviluppo. Emidio Vagnoni, classe 1952, era responsabile proprio di quest’ultimo settore a cui si è dedicato con tutto se stesso fino al decesso improvviso. Non è il primo caso di questo tipo: nel 2017 anche l’imprenditore milanese Luciano Tamini – morto a 84 anni – aveva lasciato ai suoi dipendenti – circa trecento tra operai e impiegati – la bellezza di quattro milioni di euro: ciascun dipendente aveva ricevuto tra i 10 e i 15mila euro. di contro, invece, una giovane ereditiera austriaca ha deciso di rinunciare alla sua parte di eredità perché non vuole essere ricca.