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L’imprenditoria giovanile umbra ha perso in dieci anni il 28% delle imprese under 35

Il decennio 2011 – 2020, ha visto mancare all’appello in Umbria oltre 2.800 imprese giovanili  – quelle guidate da imprenditrici e imprenditori con meno di 35 anni:  un calo del  28,1% , in media ogni anno – 2,8%.

Il risultato è che a fine 2020 si contano in Umbria 7.031 imprese giovani  iscritte al Registro delle Imprese della Camera di Commercio dell’Umbria, contro le 10.149 presenti nel 2011. Un taglio di 2.848 unità.

E se un decennio fa il 10,5 % delle imprese umbre era under 35, oggi il peso dei giovani sul tessuto imprenditoriale regionale è sceso al 7,4%.

Non cambia di molto la situazione se l’osservazione ha prospettiva provinciale. In provincia di Perugia le imprese giovanili sono al 31 dicembre 2020 5.377,  il 7,4% della base imprenditoriale. In Provincia di Terni  anno 2020, 1.924 imprese giovanili pari all’8,8% del totale delle imprese. All’inizio del decennio, nel 2011, in provincia di Perugia erano registrate  totale7 Sostanzialmente identica e l’osservazione si sposta su base provinciale

E’ quanto emerge dall’indagine Unioncamere-InfoCamere sulla nati-mortalità delle imprese, secondo cui la crisi pandemica ha certamente contribuito a frenare la voglia di fare impresa dei giovani,  aggravando una tendenza negativa  in atto nell’intero arco dell’ultimo decennio, 2011-2020.

Più in particolare in questo decennio le imprese giovanili sono calate di 16 punti in più rispetto alla riduzione della popolazione giovanile tra i 18 e i 34 anni (-22,4% contro – 8%). A fronte di questa forbice il rapporto tra imprese giovanili e popolazione giovanile ha perso mediamente un punto per ogni anno passando dal 61,5‰ del 2011 al 51,9‰ del 2020.

Dal punto di vista territoriale la perdita del numero di imprese giovanili registrata tra il 2011 e il 2020 ha riguardato tutta la nazione. E, in  proporzione al totale delle imprese esistenti, si identifica un cluster territoriale abbastanza definito intorno alle regioni del centro Italia  – la Toscana, le Marche, l’Abruzzo, l’Emilia Romagna e l’Umbria  –  in cui la perdita complessiva di imprese giovanili si colloca tra il 28 e il 34% nell’arco del decennio 2011 – 2020.

“Abbiamo tuttavia registrato un comportamento positivo che distingue l’operato dei giovani imprenditori e che ci fa ben sperare – ha sottolineato Giorgio Mencaroni, presidente della Camera di Commercio dell’Umbria. Di fronte al Covid i giovani imprenditori si mostrano più resilienti e sembrano guardare al futuro con maggiore positività rispetto agli altri colleghi. Su scala nazionale, sull’impatto della pandemia sull’attività 2020 dell’imprenditoria giovanile,  infatti,  il 43% dichiara di non avere avuto perdite di fatturato contro il 36% delle altre imprese. E chi ha perso terreno ha maggiori aspettative di recupero. Il 68% delle imprese under 35 manifatturiere prevede infatti un ritorno ai livelli produttivi del pre-covid entro il 2022, contro il 60% delle altre imprese.  Ed è interessante notare che la percentuale sale al 75% per gli imprenditori  under 35 che hanno investito in industria 4.0, a conferma, se ce ne fosse ancora bisogno, che il digitale è un potente acceleratore di competitività”.

Le tipologie d’impresa più interessate dal fenomeno di contrazione della base imprenditoriale under 35 sono le imprese individuali. Significativa indicazione di dinamismo viene dalla forma giuridica delle Società a responsabilità limitata semplificate, tra tutte la forma organizzativa di maggior successo in questi anni per l’ingresso nel mercato.

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