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Luca, muore solo in auto: la gente passa ma non si accorge di lui

Un uomo di 37 anni stroncato da un malore improvviso mentre si trovava in auto da solo. Nessuno si è accorto di lui per un giorno intero.

Luca Rudatis non è arrivato a spegnere le 38 candeline: l’uomo avrebbe compiuto 38 anni il prossimo 9 ottobre. Come accaduto al povero Alessio Gamba, anche Luca è stato stroncato da un malore improvviso.

Luca Rudatis Facebook

Luca è morto mentre si trovava da solo nella sua auto dove è rimasto, senza vita, per ben ventiquattro ore senza che nessuno si accorgesse di lui che giaceva morto in una macchina. La vettura era posteggiata in via Risorgimento, a Pedavena, un comune in provincia di Belluno. Alcuni passanti si sono resi conto della tragedia solo il giorno seguente al decesso e hanno avvisato il 118 che non ha potuto far altro che constatare la morte di Luca. Il 37enne era residente a Borgo Valbelluna. Questo soltanto in via ufficiale perché, in realtà, da tempo Luca viveva nella sua automobile. I Carabinieri, infatti, dentro alla vettura hanno trovato diversi beni personali e diversi vuoti di vino e di birra. Secondo i sanitari la morte potrebbe essere compatibile con una intossicazione alcolica.

In passato aveva lavorato alla Pandolfo alluminio di Lentiai, poi alcuni anni fa si era licenziato per fare altro. Il padre di Luca, Giuseppe Rudatis,  ha scritto una lettera pubblica dall’emittente agordina Radio Più per sottolineare che lui e il resto della famiglia non avevano mai abbandonato il giovane:  “Luca Rudatis era mio figlio. Io e la mia ex moglie non eravamo al corrente che ultimamente viveva in auto, a noi diceva che andava regolarmente al lavoro, che aveva preso in affitto un appartamento e viveva con una sua nuova amica. Non ci aveva mai detto nulla dei sui drammi, e non aveva chiesto aiuto. L’avessimo saputo mai l’avremmo lasciato lì da solo. Andavo a prenderlo e me lo portavo a casa o da sua madre“. Il papà della vittima ha aggiunto che il figlio aveva il problema dell’alcool e nonostante avessero tentato di tutto – compreso metterlo in comunità – nulla è servito a salvare il 37enne. “Aveva il problema dell’alcool è vero, le abbiamo provate tutte io e mia moglie, lo abbiamo messo in comunità, portato più volte all’ospedale, ci diceva che non beveva più e invece la realtà era un’altra. Quello che voglio far capire è che non è stato abbandonato, ci eravamo fidati di quanto di raccontava ed è giusto che chi vi legge ed ascolta conosca anche questa verità” – ha concluso il signor Giuseppe.

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