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M5S sfida Draghi: che scandalo signora mia!

(Roberta Labonia) – Ascoltare in queste ore l’ipocrisia di certi conduttori televisivi che nella domanda all’ospite di turno inseriscono anche la risposta tipo: “che ne pensa della crisi di governo aperta da Conte mentre c’è una guerra e i prezzi dell’energia stanno alle stelle?”, è uno spasso. Una degna rappresentate del genere è Concita De Gregorio che ieri sera, nel raccontare dagli studi de La7 la crisi di governo innescata dal MoVimento 5 Stelle, sembrava una comare di condominio alle prese con una dirimpettaia: “signora mia che scandalo!”

Gli ordini di scuderia degli editori televisivi e della carta stampata di queste ore sono questi: puntare il dito sulla responsabilità della mossa di Conte sottacendone le sacrosante argomentazioni.

Fateci caso: nessun commentatore entra nel merito dei suoi 9 punti programmatici, quasi tutti di chiara matrice sociale: avrebbero difficoltà a smontarli alle soglie, come siamo, di un autunno di lacrime e sangue. Meglio buttarla in caciara, pompare sulla guerra e sulla pandemia, argomenti ormai buoni per tutte le stagioni, addossandone il peso sull’uomo Giuseppe Conte che, è la vulgata imperante, “sta giocando sulla pelle degli italiani”. Quando in realtà è l’unico che sta cercando di salvargliela.

Stesse facce scandalizzate non si son viste né quando Salvini fece il suo Papeete perché voleva “i pieni poteri” né, ed è doppiamente grave, quando Renzi fece il suo golpe bianco facendo cadere il Conte II nonostante un piano vaccinale appena avviato e un Pnrr da completare. (anzi, proprio per metterci le mani prima che venissero spartiti i pani e i pesci).

Che poi a ben guardare non sono solo “le Concite” televisive a non voler entrare nel merito dei temi di fondo sociali, mai risolti, da che è in piedi questo governo. E’ lo stesso Draghi ad approcciare la posizione politica dei 5 Stelle con un malcelato senso di fastidio e a buttarla in caciara. Ieri, dopo il nulla di fatto del suo incontro con i sindacati, in conferenza stampa ha risposto alle domande dei giornalisti sulla crisi in fieri dispensando battute con malcelato sarcasmo. Quindi, davanti alla stampa estera, ha riesumato lo stile del Berlusca raccontato la trita e ritrita barzelletta del banchiere senza cuore. La spocchia con cui il parterre politico e mediatico sta reagendo alla sacrosanta presa di posizione del MoVimento e di Giuseppe Conte è plateale quanto vergognosa.

La realtà è che l’establishment è stato assolutamente spiazzato, lor signori pensavano che sua magnificenza Draghi li avrebbe messi al riparo da ogni scossone, hanno commesso l’errore madornale di interpretare l’ etica istituzionale di Conte e il suo senso di responsabilità verso il Paese per debolezza. Hanno tirato la corda tanto che ora si è sfilacciata. A spezzarla ci vuole poco adesso, basta continuare a snobbarlo come stanno facendo ora.

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