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Mascherine, è catechismo politico. Ministro Bianchi, lasci in pace i bambini

Chissà cosa ha pensato il ministro dell’istruzione, Patrizio Bianchi, quando ha visto il premier Draghi in posa smascherato in mezzo agli alunni di una scuola veneta, invece costretti a indossare i dispositivi di protezione nella foto di rito e fino al termine dell’anno scolastico.

Una sola bambina ha osato sgarrare, rimuovendo il pezzo di stoffa, proprio quando è stato immortalato il premier in compagnia delle scolaresche. Quel sorriso innocente e, al tempo stesso, beffardo ha rappresentato forse un segnale di speranza per questo Paese. A volte, sono i piccoli gesti disallineati a cambiare il corso degli eventi.

E la “disobbedienza” della bimba ha segnato una netta differenza con l’atteggiamento di Draghi, che non ha rispettato l’obbligo imposto dal suo stesso governo. Ma se gli obblighi sono variabili a seconda della carica che si riveste o del ruolo che si ricopre, la doppiezza provoca inevitabilmente sfiducia.

Eppure ormai siamo abituati a questo tipo di comportamenti. Altrove, come nel Regno Unito, le ipocrisie e le incoerenze di chi governa suscitano un minimo di reazione dell’opinione pubblica mentre da noi passano in cavalleria anche in virtù dello stato letargico in cui versano gran parte degli organi di informazione.

Il “valore educativo” della mascherina

Ecco perché le uscite come quella del ministro Bianchi risultano ancor più paradossali e irritanti. Secondo il ministro, la mascherina in classe è “un atto di responsabilità” di cui va riconosciuto “il valore educativo”. “Abbiamo insegnato ai nostri ragazzi ad avere attenzione e rispetto per gli altri, non si può far passare il messaggio via la mascherina come un atto di liberazione”. Al contrario, è esattamente questo: un atto di liberazione. Quasi una catarsi, la sublimazione dell’individuo dopo mesi di sottomissione.

Il “valore educativo“ della mascherina è catechismo politico, nemmeno più Stato etico. È un concetto così assurdo che, se i Pink Floyd avessero conosciuto il ministro Bianchi, lo avrebbero inserito sulla copertina di The Wall o nel video di una delle canzoni di quel leggendario album. Perché, in questi due anni e passa, si è realizzato proprio quello che il gruppo inglese temeva alla fine degli anni ‘70: l’indottrinamento moralistico, il controllo rigido degli individui, la stroncatura di ogni opinione in dissenso e il fastidio verso ogni forma di satira tesa a evidenziare distorsioni e stridenti contraddizioni.

Nella migliore delle ipotesi, a far notare tutte queste cose ci si è beccati l’epiteto di complottista o addirittura di negazionista senza nemmeno pesare il significato di un termine così offensivo. Peraltro, tutta questa narrazione è già pronta per essere riciclata in vista di nuove epidemie, tipo il vaiolo delle scimmie o la peste suina, che già eccitano gli animi dei sacerdoti dell’ortodossia sanitaria.

Virus nuovo, misure vecchie

È sufficiente considerare il nuovo protocollo predisposto dal ministero della salute per fronteggiare questa nuova forma di vaiolo. Le ricette sono sempre le stesse: tracciamento e misure quarantenarie come nella migliore tradizione cinese. Perciò, c’è sempre una nuova emergenza e nuovi decaloghi da rispettare, adesso anche tra le lenzuola vista la trasmissibilità per via sessuale di questo morbo. O almeno così ritengono gli esperti in servizio permanente fino a nuovo ordine.

Attendiamo con ansia nuovi suggerimenti. Forse, qualcuno comincerà a predicare la moderazione sessuale o perfino l’astinenza. O a sostituire la letteratura, la matematica, la filosofia con la nuova etica pubblica, questa specie di educazione civica che si insinua nel privato degli individui pretendendo di condizionare qualsiasi aspetto della vita, trovando sostegno nella scienza ufficiale che è diventata una sorta di sovrastruttura del potere grazie anche alla grancassa offerta dai media.

Solo un’esigua minoranza tenta faticosamente di rimarcare le controindicazioni di una società basata sulla cieca obbedienza al culto scientista; una società che sull’altare del tremendismo ha sacrificato i propri valori fondanti.

In crescita i disagi psicologici tra i bambini

Una ricerca condotta all’NHS, il servizio sanitario britannico, ha appurato che è impressionante il numero di bambini affetti da disagi psicologici dovuti alle restrizioni subite in questi mesi con un incremento considerevole di sindromi depressive. Figuriamoci da noi, dove i divieti sono stati molto più pesanti e prolungati nel tempo, come quello assurdo dell’obbligo di mascherina ancora in vigore nelle aule scolastiche

Misura del tutto inutile visto e considerato che gli ultimi dati diffusi dall’Istituto superiore di sanità e riportati da La Verità indicano che l’unica fascia in cui il tasso di positività fa registrare il maggiore incremento è proprio quella dell’età scolare. Perciò, la vera lezione è quella dei Pink Floyd: hey, ministro, lasci in pace questi bambini. Liberi di studiare, vivere, pensare, capire e respirare.

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