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Meloni: “Avremmo potuto andare al governo turandoci il naso. Ma con Pd e M5S nulla di buono è possibile”


martedì 24 Maggio 20:55 – di Federica Argento

Meloni

Giorgia Meloni galvanizza la platea radunatasi a Catanzaro, a sostegno della candidata di FdI Wanda Farro alle amministerative di giugno. Una stoccata agli alleati, un’altra al Pd, un’altra ai Cinque stelle: tanti i temi messi sul tappeto dalla leader di FdI. Il centrodestra anzitutto. Agli alleati dico “che la ‘conditio sine qua non’ per governare bene è rimanere nella propria metà campo. Voglio una proposta autenticamente di centrodestra. Non ci sto al racconto che in Italia per essere presentabile o sei di sinistra o vai a braccetto con la sinistra o governi con la sinistra. Siamo molto più presentabili noi della sinistra“. Un passaggio che ha naturalmente entusiasmato la platea.

Meloni a Letta: Ius soli è la tua priorità. Se fossi di sinistra mi arrabbierei”

Così come anche il riferimento all’ossessione del segretario del Pd Enrico Letta: “Per lui  la priorità è lo ius soli... Mi arrabbierei pure se fossi un elettore di sinistra”. C’è la guerra, c’è la penuria globale di grano, c’è una crisi economica alle porte e Letta si balocca con la misura-bandiera che innervosisce parecchio anche i suoi a sinistra. “Incontro tanti elettori del Pd che mi raccontano il loro sconcerto”. C’è piuttosto un Pd partito delle tasse che fa da sponda alle “richieste” dell’Unione europea che ci raccomanda la revisione del catasto. Con un aumento esplicito della tassazione. Lo sottolinea Giorgia Meloni in un passaggio molto duro contro il premier Draghi.

Meloni: “Con Pd e M5S la decisione è sempre quella: tassare”

“Avremmo potuto andare al governo diverse volte, bastava turarsi un po’ il naso… Ma io non voglio sopravvivere, non voglio andare al governo se non sono in grado di cambiare le sorti di questa Nazione. Ci si va se si può fare la differenza“.  “Col Pd e M5S non puoi fare niente di buono. La maggioranza ce l’hanno loro… Quando decidono loro, le decisioni sono sempre quelle: tassare, tassare, tassare“, insiste Meloni. Una stoccata all’Europa, dunque, che mentre stava per scoppiare la guerra tra Russia e Ucraina la Ue era in altre faccende affaccendate: il gender, Greta…

“Il reddito di cittadinanza è diseducativo”

Già, con Pd e M5S non può nascere nulla di buono. Prendiamo la misura-bandiera del grillini, ad esempio. FdI ha da sempre ha dato battaglia:  “Il reddito di cittadinanza non risolve la tua condizione di povertà, ti lascia stabile, dipendente dalla politica”. Ancora: “Penso ci sia qualcosa di profondamente diseducativo nel reddito di cittadinanza: dire ai ragazzi di 20 anni ‘stai a casa, non mi servi, ti tiro un po’ di soldi, stai buono lì’. Questa è una Nazione fatta da giovanissimi, che oggi ha bisogno delle energie dei suoi giovani”, ha proseguito la presidente di Fratelli d’Italia, che ha parlato della nobiltà del lavoro, e sul valore delle persone.  Il problema della nostra attuale classe politica è che si occupa solo occupa solo dell’oggi, del fare cassa: tutto quello che è investimento su una certa idea strategica dell’italia non trova spazio”. Fa un esempio: “L’Italia ha grandi prospettive su cui investire: il mare. Siamo una piattaforma in mezzo al Meditarraneo e ci comportiamo cose se fossimo la Svizzera. Non c’è traccia di questo disegno nel Pnrr”.

Balneari: curiosa questa accelerazione del governo…

E a proposito di mare, torna sul tema dei balneari, sul quale oggi il governo ha trovati una sorta di compromesso. “Non conosco i termi dell’accordo” sui balneari “ma considero francamente curioso che si stia accelerando così quando aspettiamo dalla Consulta un pronunciamento sul conflitto di attribuzione di Fratelli d’Italia avverso le sentenze del Consiglio di Stato”. “Nelle prossime ore – aggiunge- dovrebbe arrivare la riposta della Corte costituzionale sul rispetto delle regole: converrebbe si aspetti la sentenza per capire se il problema delle aste imposte il prossimo anno sia da porre; o se va bene la legge che il Parlamento votò”, ha spiegato la leader di FdI. Infine Catanzaro.

Nel centrodestra “è mancata la volontà di anteporre i bisogni dei cittadini di Catanzaro ai problemi interni delle singole forze politiche; credere che dare una speranza, una occasione, un futuro migliore ai cittadini di Catanzaro fosse più importante di garantire le correnti nei singoli partiti. Una cosa della politica che non ho mai amato”. “Il destino di una terra come questa, che ha bisogno di coraggio, di gettare il cuore oltre l’ostacolo, non deve essere piegato alle beghe. A me le beghe interessano poco. Poi ci diranno i cittadini di Catanzaro cosa ne pensano”, ha  concluso la leader di FdI.

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