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Meloni contro gli sciacalli della sinistra: “A loro di Seid non interessa nulla, speculano su un suicidio”

domenica 6 Giugno 13:01 – di Guido Liberati

Meloni, suicidio Seid

Sul suicidio di Seid Verin, il giovane di origine etiope morto a Nocera Inferiore, la bufala del razzismo come “motivo del gesto” è durata poche ore. Tuttavia, non nessuno degli sciacalli che avevano cavalcato la sua morte per attaccare Giorgia Meloni e altri esponenti sovranisti ha ancora chiesto scusa.

Eppure i fatti parlano chiaro. «Il padre di Seid, il giovane morto tragicamente suicida alla precoce età di 20 anni, ha dichiarato che il razzismo non c’entrava nulla con l’estremo gesto di suo figlio e che la lettera, letta durante il suo funerale, risaliva a tre anni fa». Lo scrive Giorgia Meloni su Facebook, commentando il suicidio del 20enne ex calciatore del Milan.

Meloni durissima: “Sciacalli che si cibano dei drammi altrui”

«Ai soliti ridicoli esponenti della presunta intellighenzia di certa sinistra – continua la leader di FdI – che succhiano visibilità mistificando da sempre la realtà, però non interessa. Loro passano sopra a tutto: alla vita, alla morte e alla tragedia. Per loro tutto è funzionale per vendere un altro articolo, un altro libro, o di ottenere un’altra presenza in tv. Sciacalli che volteggiano sulla sofferenza delle persone, in attesa di un altro dramma del quale cibarsi. Squallidi, cinici, cattivi: persone che questa Nazione non merita. Solidarietà alla famiglia di Seid – conclude Meloni – che, mentre piange il proprio ragazzo, è costretta a subire questa schifosa strumentalizzazione».

La bufala del suicidio di Seid per razzismo

La bufala del suicidio di Seid a causa del razzismo era circolata a lungo sui Social, cavalcata a lungo dal solito carrozzone di sinistra. La verità, nuda e cruda, è che il giovane di origine africana aveva subito dei traumi gravissimi in Etiopia, dal quale era stato portato via a 7 anni. Per quei traumi era in terapia fin dall’infanzia. Come racconta Filippo Galli, ex calciatore del Milan e nello staff rossonero del settore giovanile, “Seid a 14 anni era seguito da uno psicologo. Aveva spesso crisi di pianto improvvise”. E proprio la sua fragilità emotiva, nonostante il talento, lo aveva costretto ad abbandonare il calcio professionistico.

Walter Verin, padre adottivo di Seid, ai quotidiani ha ribadito lo stesso concetto: “La lettera che è uscita sui Social è datata gennaio 2019 e si riferisce agli sbarchi sulle coste italiane. Non ha nulla a che vedere con un suo disagio per il razzismo”. Il giovane è stato trovato impiccato nella sua stanza e non ha lasciato alcun biglietto d’addio.

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