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Migranti, superati 50.000 sbarchi. È strapotere delle Ong: scorrazzano liberamente e portano tutti in Italia – Secolo d'Italia


23 Ago 2022 17:57 – di Martino Della Costa

Migranti

Mentre i 106 migranti partiti dalla Turchia e soccorsi dalla Geo Barents (la nave di Medici senza frontiere) si dirigono a Taranto per raggiungere il porto di sbarco assegnato, il Viminale comunica l’ultimo dato sugli sbarchi aggiornato a ieri mattina. E i numeri parlano chiaro: ad oggi sono 50.760 gli arrivi certificati. Non solo: in base a quanto riferisce Il Giornale in queste ore, «le stime della Guardia costiera indicano che entro la fine dell’anno arriveranno almeno in 77.000». Un trend in crescita esponenziale: del resto, confrontando i dati dell’ultimo report con gli ultimi precedenti, apprendiamo che nello stesso periodo dello scorso anno gli arrivi sono stati 35.480, mentre nel 2021 quasi tre volte di meno. È

Migranti, lo strapotere delle Ong: superati i 50.000 sbarchi

Numeri che denunciano un’emergenza quotidiana. Che asseverano una realtà che vede il Belpaese sotto scacco, preso d’assalto da Ong che la fanno da padrone nel Mediterraneo e nei nostri porti, ignorato dall’Europa e abbandonato in balia di ondate di sbarchi ciclici e di flussi migratori inarrestabili. Solo da domenica sono approdati sulle nostre coste in mille. Appena ieri lo sbarco di 600 migranti ad Augusta si è chiuso con l’appello-denuncia del sindaco Giuseppe Di Mare che ha dichiarato: «L’Europa non può voltare le spalle e scaricare tutto sull’Italia e sui comuni».

Le Ong la fanno da padrone: sono di 5 Paesi, ma approdano sempre in Italia

Sos che finiscono nel vuoto e che la cronaca degli sbarchi sbeffeggia a ogni nuova notizia, anche non necessariamente legata alle scorribande di qualche Ong. Come nel caso della vicenda di una coppia di russi arrestata dopo aver traghettato con il loro veliero, dalla Turchia in Sicilia, 108 migranti fra afghani, iraniani e iracheni. Già, perché come conferma ancora una volta il sito del quotidiano diretto da Minzolini, «le prime tre nazionalità nella classifica degli sbarchi» non si riferiscono a migranti in fuga da  da Paesi in guerra. E infatti, i tunisini sono ben 10.086. Gli egiziani 9.385 ed i cittadini del lontano Bangladesh 8.490.

L’ultimo caso: quello della Geo Barents che fa rotta su Taranto

Un caos di partenze, arrivi e soccorsi in mare aperto, che le Ong gestiscono a mano libera. E l’ultimo caso della Geo Barents che fa rotta su Taranto lo testimonia una volta di più. Tanto che, sottolinea sempre Il Giornale, grazie a una fonte in prima linea sul mare, «l’ammiraglia ultimamente agisce come coordinatrice dei soccorsi anche per le altre navi». Un’acquisizione che si sposa con quella che una segnalazione sempre più evidenziata dai fatti: quella secondo cui le Ong si starebbero dotando di unità navali sempre più grandi. E se pensiamo che, per esempio, la Geo Barents può imbarcare fino ad 800-1000 migranti, possiamo capire bene il progressivo aumentare del numero degli sbarchi sulle nostre coste…

A disposizione delle Ong una flotta di 18 navi e 2 aerei

Una realtà, quella dell’ampliamento delle flotte delle Ong, che Il Giornale riassume in un rapido schema che mette in fila almeno 18 imbarcazioni «che rispondono ad Organizzazioni non governative di cinque Paesi europei compresa l’Italia. I talebani dell’accoglienza tedeschi fanno la parte del leone con 8 navi, comprese le Sea Watch e due aerei di ricognizione. Il Seabird ha una base a Lampedusa, da dove decolla regolarmente nonostante fosse stato precedentemente bloccato dall’Ente nazionale per l’aviazione civile. Due navi battono bandiera norvegese, una britannica e quattro spagnola. Il centralino dei migranti è il solito Alarm phone con sede in Francia. Solo la mare Jonio è italiana».

Migranti e Ong, lo slogan in voga: «Libera circolazione per tutti». In fuga dalla guerra oppure no

Un sistema rodato e in continuo movimento che oltre alla disponibilità di mezzi (in aumento e in servizio effettivo e permanente), può contare anche su reclutamento di volontari, addestramento degli equipaggi e il proliferare di attivisti in grado di favorire «mediazioni con enti, istituzioni e aziende». Tutto finanziato e garantito da molteplici attività limitrofe al salvataggio e trasporto dei migranti, come la vendita di gadget e le raccolte fondi rilanciate da uno slogan che la dice lunga: «Libera circolazione per tutti». Che si scappi da una guerra, da una carestia, da un flagello epocale o meno…

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