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Napoli, sburocratizzazione e lavoro soluzioni per rilanciare la città

Abbiamo intervistato l’Avv. Nicholas Esposito, esponente territoriale di Napoli, al fine di ascoltare delle proposte per il rilancio della città. Infatti, nel post pandemia il capoluogo campano rischia di accentuare il suo divario e le sue difficoltà sociali rispetto al resto della nazione.

Quali sono per l’economia di una città come Napoli le principali conseguenze della crisi economica derivante dalle chiusure?

Sicuramente Napoli è una delle città che ha maggiormente risentito delle chiusure obbligatorie imposte per il contenimento della pandemia. La nostra è una città a vocazione turistico – culturale e la mancata presenza dei turisti, affiancata alla chiusura delle attività economiche quali, ad esempio, la ristorazione tra i settori maggiormente penalizzati, ha sicuramente generato una crisi economica di dimensioni catastrofiche, del resto basti vedere quanti cittadini godono di una prestazione assistenziale da parte dello stato, vista l’impossibilità di arrivare alla fine del mese.

La sua città è pronta per ripartire, oppure una consona programmazione post covid non è ancora avvenuta?

Napoli è una città che ha nel suo DNA la capacità di adattarsi alle difficoltà, quindi son sicuro che noi napoletani sapremo “arrangiarci” e ripartire, ma il dato di fatto è che l’amministrazione comunale ormai latita e ha completamento abbandonato la città al proprio destino. Ritengo che De Magistris sia il peggior sindaco d’Italia, dopo 10 anni di mala amministrazione e di indebitamento, ormai è con la testa in Calabria per assicurarsi un posto in consiglio regionale per altri 5 anni.

Ci elenchi le principali iniziative che più gioverebbero attualmente al tessuto produttivo e popolare cittadino.

In primis c’è bisogno, non solo per Napoli, di una forte sburocratizzazione e di un forte alleggerimento del carico fiscale. In Campania c’è bisogno di creare impresa e di non far scappare chi produce qui, negli ultimi dieci anni oltre 100 mila giovani hanno lasciato questa terra in cerca di lavoro, è inaccettabile. C’è bisogno di un serio incentivo per attirare capitali in Italia e a Napoli. Dopodiché, c’è bisogno di una seria programmazione per il comparto Turismo – Mare che potrebbe essere il vero volano della ripartenza economica, non è possibile che ogni città del mondo utilizzi il mare per creare indotto, mentre a Napoli il mare è solo una cartolina di cui non possiamo fruirne.

Come valuta l’amministrazione attuale politica della città di Napoli e della sua provincia? La gestione può considerarsi soddisfacente?

Il giudizio sull’amministrazione De Magistris è totalmente negativo, oltre ad una gestione scellerata dei conti e a qualche regalo ai centri sociali, della sua amministrazione rimane ben poco. L’emblema dell’ennesimo fallimento è la galleria vittoria, ormai chiusa da mesi.

Quale panorama sociale possiamo immaginare e sperare per il territorio napoletano nel futuro?

Tutto dipende dalla politica, dall’utilizzo dei fondi del PNRR, e dalla prossima amministrazione comunale. Napoli ha bisogno di una seria programmazione, è finito il tempo degli slogan e delle promesse demagogiche che non hanno fatto altro che impoverire il tessuto sociale napoletano. Mi piace guardare al futuro con ottimismo, ma con una proposta politica programmata, seria e attenta alle esigenze della città.

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