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No, l’Ecdc non ha rivelato che i tamponi Covid effettuati in Italia sono «una truffa»

Il 9 agosto 2022 il sito web Blondet & Friends, blog personale del giornalista Maurizio Blondet che nel 2020 era stato identificato da NewsGuard come uno dei principali diffusori di disinformazione sulla Covid-19, ha pubblicato un articolo intitolato “TRUFFA TAMPONI – L’ECDC svuota il sacco e dice la verità”.

Nell’articolo si legge che l’European Center for Disease Control (Ecdc, il centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie) avrebbe risposto «in maniera ufficiale» a una richiesta avanzata dall’avvocato Mauro Sandri, stabilendo che per essere ritenuto attendibile un tampone Covid debba essere sottoposto a «24 cicli». L’articolo prosegue aggiungendo che «le Regioni italiane hanno sempre (e da sempre) processato i tamponi a non meno di 40 cicli» e che ciò sia servito a incentivare la campagna vaccinale e a inscenare la «farsa pandemica».

Si tratta di una notizia falsa. 

Innanzitutto, l’articolo fa riferimento ai cicli di amplificazione della Pcr (Polymerase chain reaction), la tecnica alla base dei tamponi molecolari. Come avevamo già in passato spiegato su Facta, la Pcr agisce ricopiando ciclicamente una sequenza specifica del genoma del virus Sars-CoV-2, fino a quando il Dna presente nella provetta diventa rilevabile. Se per rilevare il genoma virale servono molti cicli, aumenta la possibilità che il risultato sia un falso positivo. 

Esiste dunque un numero limite di cicli oltre il quale il test viene dichiarato negativo, ma quel limite non è di «24 cicli», come invece si sostiene nell’articolo. Tale affermazione si basa unicamente sul racconto dell’avvocato Mauro Sandri, professionista iscritto al foro di Milano e partecipante attivo delle iniziative legali del Comitato per le Libertà Costituzionali (ComiCost), ente che tra il 2020 e il 2021 ha presentato ricorsi al Tar contro i Dpcm introdotti durante la pandemia e contro l’obbligo di misure di distanziamento nelle scuole. 

Nel corso della manifestazione “No Paura Day”, svoltasi a Cesena il 20 marzo 2021, Sandri aveva rivelato (qui dal minuto 12:42) l’esistenza di una corrispondenza con l’Ecdc, nella quale l’autorità sanitaria europea avrebbe rimandato a uno studio che considerava attendibili i tamponi Pcr solo entro i 24 cicli. L’esistenza di tale corrispondenza non è mai stata dimostrata ed è stata anzi apertamente smentita dalla stessa Ecdc, che contattata da Facta ha chiarito come secondo le sue linee guida (pubbliche e ancora oggi disponibili online anche in italiano) la soglia da non superare siano i 35 cicli. L’Ecdc aggiunge inoltre che, se il test è positivo sotto i 25 cicli, si è in presenza di «alta carica virale».

Bisogna aggiungere, infine, che non esiste alcuna prova dell’informazione secondo cui l’Italia avrebbe processato i tamponi «a non meno di 40 cicli»: le linee guida proposte dall’Istituto superiore di sanità fanno infatti riferimento a una «perdita di sensibilità» dei tamponi «ad alti numeri di cicli di amplificazione della PCR», mentre non esiste un banca dati dettagliata del numero di cicli utilizzato nei laboratori italiani.

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