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Nuovo inceneritore, Terni chiede ‘taglio’ Stroncone tra le aree considerate idonee

06 Ott 2022 21:40

di S.F.

È più che interessante andare a leggere nel dettaglio la maxi relazione tecnica da 169 pagine nell’ambito della conferenza Vas – Valutazione ambientale strategica – per il nuovo piano regionale integrato dei rifiuti. Ci sono tutte le osservazioni e le risposte in merito alle richieste dei singoli enti: tra questi c’è ovviamente anche il Comune di Terni che, in particolar modo, ha puntato il mirino su un territorio vicino. Vale a dire Stroncone. Ragione? Il progetto per il termovalorizzatore.

LA RELAZIONE TECNICA COMPLETA PER IL PARERE FAVOREVOLE

Le aree idonee (in rosso) per impianti di termovalorizzazione

Le considerazioni generali: semaforo verde

Chi si è occupato per palazzo Spada di dare un giudizio sul piano regionale rifiuti? La persona più indicata a livello tecnico, ovvero il dirigente all’ambiente Paolo Grigioni. Il protocollo è dell’8 settembre 2022: «La proposta del nuovo Prgr – il riepilogo – si pone i seguenti obiettivi generali assunti come riferimento programmatico dalla nuova pianificazione regionale: riduzione del 4,4% della produzione di rifiuti da conseguire al 2035; raggiungimento dell’indice di riciclo del 65% al 2030; incremento della raccolta differenziata al 75% al 2035; eliminazione della fase di trattamento meccanico biologico (TMB) e l’avvio ad incenerimento con recupero energetico del rifiuto tal quale indifferenziato e degli scarti da raccolta differenziata (10%) al 2028; chiusura del ciclo tramite smaltimento a discarica dei rifiuti non riciclabili e non recuperabili (7% al 2030). La proposta – si legge nel documento – prevede l’attuazione di due fasi: una prima ‘fase di transizione’, in cui viene mantenuto il trattamento meccanico biologico con l’impiego dell’impiantistica esistente, e una ‘fase di regime’ in cui entra in funzione, a partire dal 2028, un impianto di termovalorizzazione (da realizzare in un sito non ancora individuato) a servizio dell’intero territorio regionale. In parallelo allo sviluppo impiantistico è prevista l’implementazione degli attuali sistemi di raccolta differenziata, i cui incrementi percentuali attesi sono superiori all’8,6%: passando dal 66,2% rilevato nel 2020 al 75% previsto per l’anno 2035. Il piano prevede altresì l’incentivazione della creazione dei centri del riuso/riutilizzo e riparazione dei beni da favorire attraverso risorse dedicate nonché un aggiornamento delle linee guida sulle modalità di gestione; la promozione di iniziative volte alla riduzione dello spreco alimentare lungo tutta la filiera sul modello delineato dalla strategia comunitaria ‘from farm to fork’; sostegni alla riduzionedell’utilizzo di prodotti in plastica e alle iniziative di contrasto al littering; campagne di sensibilizzazione alla riduzione degli imballaggi superflui e sul contenimento della dispersione dei rifiuti. Tali azioni, unitamente alla previsione di decremento generale della popolazione residente nella regione, consentono di stimare una riduzione complessiva della produzione dei rifiuti del 4,4% al 2035 rispetto al 2020. L’impostazione generale fin qui descritta risulta pienamente condivisibile, ricalcando i principi dell’economia circolare e di prevenzione dei rifiuti all’origine, secondo i criteri strategici comunitari». Chiusa la prima parte. Il problema è su altro.

IL NUOVO PIANO REGIONALE DEI RIFIUTI

Il focus sul Ternano

Il termovalorizzatore e la viabilità 

In merito al termovalorizzatore – specifica Grigioni nel parere – risulta necessario rimettere alcune considerazioni di dettaglio sulla previsione di realizzazione del nuovo impianto a servizio dell’intero bacino regionale. Un primo profilo riguarda le aree potenzialmente idonee individuate nella proposta di piano e riportate nella cartografia allegata alla documentazione di proposta: l’applicazione dei singoli criteri ha portato all’elaborazione di una cartografia di riferimento dove vengono evidenziate le aree non idonee (in rosso) e potenzialmente idonee (in bianco), per ciascun impianto, e dalla quale si evidenzia, per quanto riguarda il particolare profilo di interesse del Comune di Terni, l’esclusione della conca ternana tra le aree potenzialmente idonee alla realizzazione del nuovo impianto di termovalorizzazione». Fin qui ci siamo. Dove solleva la questione palazzo Spada dunque? Lo puntualizza l’esperto dirigente: «Appare tuttavia solo marginalmente considerato l’aspetto infrastrutturale delle reti di viabilità, incluse insieme alle altre ‘infrastrutture’ in una unica voce classificata tra i criteri preferenziali. Il piano rimanda alla ‘fase di localizzazione’ le valutazioni inerenti l’accessibilità, del sito. A scala di maggior dettaglio è necessario identificare l’accessibilità del sito, le infrastrutture esistenti, loro dimensioni e capacità, le possibilità di percorsi alternativi per i mezzi che conferiscono i rifiuti. In sede di localizzazione di dettaglio devono essere effettuati studi sulla viabilità locale e verificate le possibilità di accesso adottando le misure più opportune per minimizzare possibili interferenze e limitare i disagi. Si ritiene che i requisiti infrastrutturali siano viceversa essenziali a priori per individuare in modo efficace le aree maggiormente idonee, e debbano quindi essere oggetto di approfondimento, in particolare attraverso una sovrapposizione della rete viaria principale con la mappatura delle aree individuate quali potenzialmente idonee». Curiosità: tra le osservazioni anche quella di un privato cittadino che, alla pari del Comune di Terni, chiede il ‘taglio’ di Vascigliano. E anche una società di Configni (Rieti), la Ariete srl.

PROPOSTA DI PIANO REGIONALE DI GESTIONE INTEGRATA DEI RIFIUTI (SLIDE)

Il dirigente Paolo Grigioni

Chiesta l’esclusione del territorio di Stroncone

C’è l’esempio concreto: «Per quanto riguarda le aree di interesse del Comune di Terni si evidenzia l’area classificata ‘idonea’ ricadente nel Comune di Stroncone, raggiungibile solo attraverso una viabilità secondaria che si dirama dalla viabilità principale ricadente nel Comune di Terni. In questo contesto, l’incremento inevitabile dei flussi di automezzi per il trasporto dei rifiuti graviterebbe, da tutto il bacino regionale, all’interno della conca ternana, già individuata quale area critica soggetta a misure di contenimento delle emissioni, che in tal caso rischiano di venire compromesse». L’amministrazione ha chiesto per questa ragione «esclusione, tra le aree idonee, dell’area individuata ricadente nel Comune di Stroncone e, più in generale, di riconsiderare le aree idonee alla luce della reale infrastrutturazione viaria, prediligendo quelle aree idonee attigue e/o facilmente raggiungibili dalla viabilità principale, e in ogni caso di considerare l’effetto di concentramento del traffico dei mezzi da adibire al trasporto rifiuti nelle aree maggiormente soggette a criticità ambientali». Risposta? «Non pertinente ai fini della valutazione ambientale». In conclusione da Terni è stata sottolineata la necessità di delineare l’iter amministrativo per la realizzazione del nuovo impianto di termovalorizzazione e di «prevedere scenari alternativi in caso di mancato rispetto della previsione di esercizio al 2028». In questo caso la replica da Perugia è che «sono previste efficaci azioni di monitoraggio e in caso di mancato rispetto sono previste misure correttive atte a risolvere eventuali criticità».

VASCIGLIANO, CENTRALE A BIOMETANO: SCATTA LA VAS, I DETTAGLI

Vascigliano

Le osservazioni da Stroncone

Per il Comune di Stroncone si è mosso direttamente il sindaco Giuseppe Malvetani: «Premesso che la cartografia prodotta ed allegata al Prgr in epigrafe ha un livello di dettaglio poco approfondito, che non consente una valutazione più puntuale ed oggettiva sulle zone identificate non idonee all’eventuale destinazione di impianti utili al ciclo dei rifiuti regionali. Si ritiene, anche sulla base di quanto riportato nelle premesse, che l’intero territorio del Comune sia individuato in cartografia come ‘Aree non idonee’ per impianti di tipologia Tipologia B1, C1, C2, D1, D2, D3, D4, D5, E1, E2, E3, in quanto la realizzazione di detti impianti sarebbe anti economica ed a notevole impatto inquinante, legati al trasporto, rispetto a possibili siti più baricentrici alle aree di maggior produzione di rifiuti. Il territorio del Comune di Stroncone è infatti servito da viabilità secondaria e locale, che attraversa centri abitati dei Comuni limitrofi, e quindi con un potenziale aumento di inquinamento».

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