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Paolo Deotto / Tutto quello che non mi piace di Giorgia Meloni. Eppure spero che… – Aldo Maria Valli

Cari amici di Duc in altum, ricevo da Paolo Deotto questo contributo che volentieri vi propongo.

di Paolo Deotto

Caro Aldo Maria,

mi permetto di intervenire nel dibattito sul governo Meloni che è iniziato sul tuo sito Duc in altum.

I pochi ardimentosi che mi seguono sul Nuovo Arengario sanno che io non ho appoggiato Fratelli d’Italia alle recenti elezioni. Sul finire della campagna elettorale avevo proposto di votare per Paragone, nella speranza di portare in Parlamento anche la voce di chi con decisione sosteneva la necessità per l’Italia di liberarsi dai lacci di Ue, Nato & compagnia bella.

È andata come è andata e i cosiddetti partiti “antisistema” hanno fatto tutti fiasco.

Adesso abbiamo al governo Giorgia Meloni, che è una persona seria, senza dubbio, ma le sue professioni di fede per Nato e Ue, e la sua urgenza di dichiarare tutto il suo appoggio all’attore comico Zelensky, sono un pugno nello stomaco. È quindi legittimo chiedersi se il governo Meloni non sia una continuazione del governo Draghi, ovvero una dependance dei poteri forti sovranazionali, semplicemente ripulita da quell’impresentabile corte dei miracoli che era il governo Draghi.

Questo è possibile, ma è anche possibile che Giorgia Meloni abbia dovuto, obtorto collo, fare i salamelecchi di rito, perché, non scordiamocelo, al Quirinale c’è sempre un uomo pericoloso, quel tale Mattarella che ha già mostrato nei fatti la sua sudditanza al Pensiero Unico. Non a caso il Mattarella ha già fatto il suo primo illecito con il nuovo esecutivo – intervenendo in materia di competenza del governo – con le sue dichiarazioni sulla cosiddetta “emergenza sanitaria”.

E anche mi è rimasto sullo stomaco quanto la Meloni ha dichiarato in materia di aborto.

Tuttavia, voglio lasciare aperto uno spiraglio alla speranza. E mi spiego.

Giorgia Meloni non sarà la salvezza dell’Italia, però è sperabile che:

  • Il suo governo non dia spazio all’avanzata delle follie gender, intraprenda un po’ di repulisti nelle scuole dove è già iniziato l’indottrinamento alle perversioni, difenda la libertà educativa delle famiglie.
  • Attui delle politiche a sostegno della famiglia e della natalità.
  • Non dia in genere appoggio alle politiche tanatofile della sinistra.
  • Riporti ordine nelle troppe città ridotte a bivacchi di clandestini che delinquono alla luce del sole.
  • Metta fine alle pazzie della psicopandemia (e in tal senso direi che ha già iniziato).

Ripeto: non sono certo che il nuovo governo riuscirà a fare queste cose (e tante altre urgenti). Semplicemente, lo spero, non foss’altro perché è un governo che non è composto di personaggi malati di ideologie malate.

Quanto potranno realmente agire, ministri e presidente del consiglio, per il bene dell’Italia? È difficile prevederlo.

Di sicuro, se la Meloni si fosse presentata al suo elettorato proclamando la sua intenzione di liberare finalmente l’Italia da quei vincoli internazionali che ci stanno distruggendo, avrebbe probabilmente ottenuto ancora più voti dall’elettorato, ma si sarebbe poi trovata la strada sbarrata dal Mattarella. Questi senza dubbio avrebbe iniziato consultazioni senza fine, conferito “incarichi esplorativi”, avrebbe fatto il possibile e l’impossibile per impedire la formazione di un governo Meloni.

Giorgia Meloni opportunista? È possibile, in politica bisogna saper anche dissimulare.

È sperabile – ripeto “sperabile” – che il governo Meloni sia almeno la prima tappa per un cammino di liberazione dell’Italia. Per rimediare il disastro in cui viviamo, non basterà certo una legislatura, né del resto sappiamo cosa sarà il domani, specialmente considerando la spensierata allegrezza con cui l’America sta spingendo per una bella guerra totale da combattere in Europa.

In definitiva, ripeto qui quanto ho già scritto sul Nuovo Arengario: “In bocca al lupo, signora Meloni”.

Vedremo cosa saprà fare. Che faccia peggio di Draghi, è impossibile. Draghi è un artista della distruzione, e lo ha ampiamente dimostrato.

E per chiudere, ricordiamoci che la salvezza di uno Stato non dipende solo dai suoi governanti, ma anche dai cittadini. Ricordiamoci che l’Italia cristiana, culla di arte e di cultura, non è morta. Ricordiamoci che comunque siamo eredi di tradizioni millenarie e preghiamo il Signore perché ci aiuti a non perderle.

Grazie della pazienza che hai avuto a leggermi, e un caro saluto e a tutti i lettori del tuo blog.

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