Pensione in totalizzazione, facile essere penalizzati dal calcolo contributivo

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Pur se interessante dal punto di vista del diritto alla pensione, l’istituto della totalizzazione non è del tutto conveniente.

Raggruppare, cumulare, riunificare i contributi versati in gestioni diverse per ottenere la pensione. È questo lo scopo della totalizzazione, un istituto che permette di cumulare, gratuitamente, i periodi di lavoro coperti da contributi,  sparsi in diverse gestioni previdenziali in modo tale da raggiungere il diritto alla pensione.

Ma occhio al calcolo della prestazione, perché tra normativa e pronunce di alcune aule di Tribunale, il calcolo col sistema contributivo è quello che probabilmente viene applicato nella stragrande maggioranza dei casi.

La totalizzazione è l’evidente vantaggio

I lavoratori con carriere discontinue sono quelli che il più delle volte hanno versamenti di contributi sparsi in più casse previdenziali. In pratica, si tratta di lavoratori che durante la loro carriera frammentata,  hanno fatto la spola in termini di versamenti previdenziali, tra  gestioni differenti.

La legge però viene in loro aiuto dal momento che il Decreto Legislativo n° 42  del 2006 permette di utilizzare l’istituto della totalizzazione.

In pratica, senza oneri a carico dell’interessato, quest’ultimo può sommare tutti i contributi versati tra le varie gestioni, per raggiungere in quella prescelta, il diritto alla pensione.

In pratica ciò che è possibile fare con il cumulo e la ricongiunzione, ma con il vantaggio non indifferente di permettere la riunificazione di versamenti anche dalle casse dei liberi professionisti e perfino dalla Gestione Separata Inps che altrimenti non si può ricongiungere.

Totalizzazione, alcune caratteristiche dello strumento

Ricapitolando, per il tramite della totalizzazione è possibile riunificare tutti i periodi non coincidenti tra loro, in modo gratuito, per ottenere la pensione da una unica cassa previdenziale. Pensione che di fatto è la somma di tante quote di pensione maturate in ciascuna cassa previdenziale dove durante la carriera si è provveduto a versare contributi.

I lavoratori che possono sfruttare la totalizzazione sono:

  •        Lavoratori dipendenti;
  •         Lavoratori autonomi (artigiani, commercianti, coltivatori diretti, coloni e mezzadri);
  •         Lavoratori iscritti alla gestione separata;
  •          Sacerdoti;
  •          Liberi professionisti;
  •          Lavoratori iscritti alle forme assicurative sostitutive ed esclusive dell’Ago.

Per poter sfruttare la totalizzazione, i lavoratori non devono essere già titolari di pensione a meno che non si tratti di pensione ai superstiti.

Per chiedere la totalizzazione l’interessato non deve aver accettato in precedenza la ricongiunzione dei periodi assicurativi. Per accettazione della ricongiunzione si intende l’aver iniziato a versare il corrispettivo delle rate con cui si è deciso di pagare la ricongiunzione.

Va sottolineato che la totalizzazione deve essere intera, nel senso che non si può dare corso ad una totalizzazione parziale. Infatti una volta attivato l’istituto, questo deve riguardare per intero i periodi assicurativi presenti nelle gestioni in cui l’assicurato è stato iscritto. Non ci sono limiti di durata dei versamenti nelle varie gestioni. Infatti si possono totalizzare anche brevi periodi di versamento.

Il nodo del calcolo della pensione

In assenza della piena maturazione del diritto alla pensione in una delle casse oggetto della totalizzazione, il trattamento previdenziale che ottiene il lavoratore è liquidato interamente con il penalizzante metodo contributivo.

Solo nel caso in cui in una delle casse dove sono presenti i versamenti e inserite dentro la totalizzazione da parte del lavoratore, quest’ultimo ha completato il diritto ad un trattamento pensionistico, l’interessato mantiene il sistema di calcolo spettante per la prestazione come previsto nel fondo interessato.

Questo orientamento è stato confermato pure dalla Corte di Cassazione che ha recentemente emanato una sentenza con cui non consente il ricalcolo misto nemmeno se il lavoratore in questione ha superato la fatidica soglia dei 18 anni di contributi antecedenti il 1996, che come si sa, servono per godere del calcolo retributivo fino al 31 dicembre 2011.

Infine va sottolineato che con la totalizzazione il lavoratore può avere diritto a:

  •       Pensione di vecchiaia;
  •         Pensione anticipata/anzianità;
  •          Pensione di inabilità;
  •         Pensione indiretta.