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Perquisizione dell'Fbi da Trump, le motivazioni del blitz: trovati 184 documenti riservati, 25 top secret – Il Riformista

Pubblicato l’affidavit

Carmine Di Niro — 26 Agosto 2022

Perquisizione dell’Fbi da Trump, le motivazioni del blitz: trovati 184 documenti riservati, 25 top secret

Quattordici delle 15 scatole recuperate dall’Fbi nella residenza dell’ex presidente degli Stati Uniti Donald Trump a Mar-a-Lago contenevano documenti classificati, tra cui 25 contrassegnati come top secret.

È quanto emerge dalle 32 pagine di affidavit diffuso, in versione con omissis per non ostacolare le indagini in corso conto il tycoon e proteggere informazioni delicate, dal dipartimento della Giustizia Usa. L’affidavit è la dichiarazione giurata che l’Fbi ha presentato al giudice per ottenere il mandato di perquisizione della proprietà di Trump, avvenuta nella notte tra l’8 e il 9 agosto scorso.

A ordinarne la pubblicazione parziale delle motivazioni della perquisizione era stato il giudice fedarale Bruce Reinhart, lo stesso che aveva anche firmato il mandato di perquisizione dell’Fbi dopo aver letto il documento con le motivazioni del dipartimento di Giustizia.

Alcuni dei documenti “top secret” trovati nella residenza di Trump, secondo quanto si legge nelle motivazioni, sarebbero stati tolti dalle rispettive cartelle e mescolati ad altri in modo non adeguato. 

Le 14 scatole recuperate dall’Fbi contenevano in particolare 184 documenti classificati, di cui 25 top secret sulla difesa nazionale, 92 segreti e 67 confidenziali.

L’Fbi sta attualmente indagando Trump in relazione a tre possibili crimini federali, per cui rischia anche il carcere: occultamento di documenti riservati, ostruzione della giustizia attraverso la distruzione, la modifica o la falsificazione di documenti e quello di presunta violazione dell’Espionage Act, la legge federale che vieta e punisce eventuali reati di spionaggio.

Le reazioni di Trump e Biden

Un totale sotterfugio di pubbliche relazioni da parte dell’Fbi e del Dipartimento di Giustizia“. Così Trump ha definito la decisione di diffondere, pur con molti omissis, l’affidavit che ha permesso all’Fbi di perquisire la sua abitazione e sequestrare documenti riservati.

Non ho fatto nulla di male – ha dichiarato Trump in un audio – Di fatto siamo stati attaccati. Hanno aperto le casseforti, sono entrati degli scassinatori. Hanno portato molti, molti agenti dell’Fbi, proprio prima delle elezioni di midterm e dei migliori sondaggi che abbia mai avuto“. “Questa è una vergogna per il nostro paese” e “non finisce mai“, ha aggiunto Trump, lamentando “fughe di notizie” sull’indagine federale sulla sua gestione dei documenti presidenziali.

Per il suo successore Joe Biden invece, “sarà il dipartimento di Giustizia a stabilire se la sicurezza nazionale è stata compromessa a Mar-a-Lago”. Rispondendo ad un giornalista, l’attuale presidente degli Stati Uniti ha sottolineato infatti che eventuali reati da parte del suo predecessore “li lasceremo stabilire al dipartimento di Giustizia”.

Romano di nascita ma trapiantato da sempre a Caserta, classe 1989. Appassionato di politica, sport e tecnologia

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