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Piano estate, FacciamoEco: “Mense scolastiche gratis per chi svolge le attività”

Offrire già con il “piano Estate” la mensa gratuita nelle scuole che svolgeranno attività e iniziative durante i prossimi mesi. E prevedere una revisione della normativa, per portare le mense ad essere servizio pubblico essenziale. 

E’ quanto emerso all’iniziativa “Nutrirsi a scuola – Cibo di qualità, mense scolastiche, educazione alimentare”, promossa oggi alla Camera dal gruppo FacciamoEco.

Noi – ha spiegato l’on Alessandro Fusacchia, promotore dell’iniziativa – vogliamo spingere per il tempo pieno e la mensa che diventa un momento centrale, non più periferico: se vogliamo più tempo pieno la mensa deve cambiare status“.

In base a quanto riferisce l’Ansa, chi ha il tempo pieno, è stato detto oggi, in sostanza usufruisce di un anno in più di tempo scuola. In Italia – è emerso durante l’incontro – soltanto il 26% degli edifici scolastici è dotato di mensa e la distribuzione delle scuole che offrono tale servizio è piuttosto disomogenea nel Paese. Esiste in particolare una polarizzazione tra il Centro-Nord, dove in alcune Regioni come Valle d’Aosta, Toscana, Friuli-Venezia Giulia e Piemonte la mensa è presente in più del 60% degli edifici, e il Sud dove in alcune Regioni non si raggiunge neppure il 20%. La Regione con meno edifici dotati di refezione scolastica è la Sicilia con l’8,2%, seguita dalla Campania con il 9,6%. 

Il PNRR prevede, entro il 2026, la costruzione o ristrutturazione degli spazi delle mense scolastiche per un totale di circa 1.000 edifici. Si tratta certamente di una buona notizia – hanno detto oggi i relatori – e tuttavia questo numero, e le risorse stanziate in proposito – pari a 960 milioni di euro – appaiono insufficienti, considerato che nel Paese vi sono oltre 40 mila sedi scolastiche di cui poco più di una su quattro dotata di mensa.

Per non dire che nel PNRR non viene specificato se le risorse stanziate debbano servire anche per fornire di cucina i nuovi spazi mensa. Di qui la richiesta di creare nuovi spazi mensa laddove mancano e non limitarsi ai 1000 già previsti dal PNRR, determinare dei criteri di priorità per intervenire più tempestivamente in quei territori dove c’è maggiore carenza (come ad esempio in alcune Regioni del Sud) e pensare a spazi mensa innovativi.

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