Piano Scuola 2021, pulizie fai da te, mascherine trasparenti e niente obbligo vaccinale: le novità

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Il governo è al lavoro per la riapertura delle scuole per settembre. Il ministro dell’Istruzione, Patrizio Bianchi, presenterà nei prossimi giorni alle Regioni il piano per settembre. Così come anticipa il Corriere della Sera, le linee guida ricalcano le indicazioni del CTS.

Il piano tocca diversi aspetti, dall’utilizzo delle mascherine – anche quelle trasparenti laddove sia necessario per favorire una più agevole comunicazione – all’importanza del distanziamento, che non sarà comunque imprescindibile. Resta alta l’attenzione anche sul tema dei trasporti, ma sembra inevitabile il ricorso allo scaglionamento degli orari per l’inizio delle lezioni

Piano Scuola 2021, le anticipazioni

La presenza fisica, in classe, viene ritenuta dagli esperti necessaria, non solo per la formazione degli studenti, ma anche come momento indispensabile nel loro percorso di sviluppo psicologico e di strutturazione della personalità, con gravi danni a lungo termine nell’eventualità contraria.

L’obbligo della vaccinazione per il personale rimane al momento l’estrema ratio. La comunità scolastica deve operare per far comprendere il valore della vaccinazione, “veicolo per la piena ripresa della vita sociale del Paese, e in particolare della normale vita scolastica”.

Nel piano non si fa cenno invece alla gestione delle quarantene: se dovessero cambiare le regole, ad esempio sulla scia della Francia, dovrebbe esserci una decisione in ambito sanitario che verrebbe allegata al piano successivamente.

Laddove non sia possibile mantenere il distanziamento fisico, resta fondamentale l’uso della mascherina, preferibilmente di tipo chirurgico o di comunità, per tutti gli studenti sopra i sei anni di età. Le mascherine in classe si dovranno tenere quando non sia possibile il distanziamento da seduti. Laddove per motivi straordinari questo tipo di misura non possa essere mantenuta, sapendo che è un livello più basso di sicurezza si può adottare almeno la mascherina chirurgica, non qualsiasi mascherina.

Fermo restando che comunque deve essere garantita la circolazione dell’aria e tutte le altre misure. C’è un livello di flessibilità in condizioni di straordinarietà, sapendo però che il livello primario di sicurezza è dato dal distanziamento. Per i disabili, in particolare per gli studenti non udenti, mascherine trasparenti che permettono di vedere i movimenti della bocca e che saranno fornite dalla struttura commissariale.

Per quanto riguarda i test, il Cts ritiene che non debbano eseguirsi test in ambito scolastico né screening antigenici o anticorpali per la frequenza scolastica. Nessun test diagnostico preliminare è necessario, mentre – dove tale soluzione fosse giuridicamente percorribile – può ipotizzarsi la richiesta del green pass per il personale.

Pulizia dei locali “fai da te”

Va mantenuto il rispetto delle ordinarie misure di areazione dei locali e della pulizia quotidiana, accurata e ripetuta, di tutti gli ambienti. Nel caso di positività a scuola, la sanificazione va effettuata se non sono trascorsi 7 giorni o meno da quando la persona positiva ha visitato o utilizzato la struttura, ma non è necessario sia effettuata da una ditta esterna, e neanche che sia accompagnata da attestazione o certificazione di sanificazione straordinaria: potrà essere effettuata dal personale della scuola già impiegato per la sanificazione ordinaria.

Didattica a distanza

La didattica  a distanza non viene citata, segnala il Corriere della Sera, ma il piano prevede che occorra continuare ad organizzare – singolarmente o in rete, mediante webinar o in presenza, in ragione dell’evoluzione pandemica – attività di formazione per il personale docente e Ata, così da consolidare le competenze nell’utilizzo delle nuove tecnologie acquisite nei due precedenti anni scolastici.

L’obiettivo è quello che il “digitale” possa divenire strumento di rinforzo della didattica “in presenza” e, più in generale, delle competenze professionali di tutto il personale. C’è chi ne paventa ancora il rischio: “Oltre al personale scolastico, serve anche l’obbligo di vaccino per gli studenti che possono farlo. Ma bisogna anche valutare tutte le possibilità riguardo alle alternative per i non vaccinati”, sostiene l’Associazione Nazionale dei Presidi, spiegando che “se questi ultimi dovessero essere una percentuale significativa, una delle alternative potrebbe essere la Dad, purché non ci sia disparità di trattamento”