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Politiche 2022, Calenda rompe con il Pd: “Decisione sofferta ma non vado avanti con l’alleanza”

È una delle decisioni più sofferte, la più sofferta”: così il leader di Azione, Carlo Calenda , a Mezz’ora in più, su Rai Tre, annuncia la rottura dell’alleanza con il Pd. “Ho comunicato ai vertici del Pd che non intendo andare avanti con quest’alleanza – continua -. Ci ho creduto, forse sono stato ingenuo”, spiegando: “Non mi sento a mio agio con questo, non c’è dentro coraggio, bellezza, serietà e amore a fare politica”. L’annuncio arrivo dunque in tv, dopo ore di silenzio.

Mi scuso con gli italiani – dice – per aver tenuto appeso il paese su una cosa che in fondo è molto piccola ma per noi è molto grande”. Poi rivela: “Nei giorni scorsi sono andato da Enrico Letta e gli ho proposto di fare un’alleanza netta e che rinunciavo ai collegi, avrei accettato anche solo il 10%”.

E continua: “Alla vigilia di queste elezioni avevo intrapreso un negoziato col Pd per costruire un’alternativa di Governo. Non ho mai avuto intenzione di distruggerlo . Ho fatto un negoziato con Enrico Letta. Mano a mano che questa negoziazione andava avanti, si aggiungevano pezzi che stonavano. Mi sono trovato al fianco di persone che hanno votato 54 volte la sfiducia a Draghi e persone come gli ex M5s che hanno demolito il lavoro fatto e hanno inquinato il dibattito politico. Mi sono un po’ perso”.

Le intese raggiunte da Letta con Di Maio, Fratoianni, Bonelli, Tabacci sono state decisive nella scelta di Calenda. “A Letta ho detto che se avesse firmato un patto antitetico al nostro sarebbe stata una confusione totale, ieri ho avuto la sensazione di un Pd in mezzo e tante altre forze, che dovevano essere Bonelli e Fratoianni, poi si sono aggiunti Di Maio e altri. Dal momento successivo al nostro accordo hanno attaccato l’agenda Draghi , ci doveva essere una coerenza di linguaggio che è saltata subito”. Il leader di Azione ribadisce: “A Letta avevo detto che non si poteva arrivare a bombardare l’agenda Draghi dal giorno dopo”, dice con riferimento alle forze di sinistra.

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Convergenza con Renzi?

Il futuro? La strada che il suo partito prenderà si fa in salita, riconosce, ma “la difenderò con onore e coraggio e servirà anche per avvicinare molti di coloro che oggi non votano. Costruiremo le liste e una proposta molto forte. E se sarà necessario raccoglieremo le firme”.  Renzi? “Non l’ho sentito, ma gli dirò che come non si fa la politica destra contro sinistra non si fa nemmeno contro chiunque. Bisogna spiegare agli italiani come governare. Non ho parlato con Renzi, ci parlerò”, ha detto Calenda. Una strada convergente? “Lo vedremo. Negli ultimi due giorni ho ricevuto dai renziani contumelie, qualsiasi scelta non coincida con quella di Renzi per loro è una scelta da traditore della patria”.

Scambio di tweet Letta-Calenda

Annuncio tv, ma polemiche social. “Ho ascoltato Carlo Calenda. Mi pare da tutto quel che ha detto che l’unico alleato possibile per Calenda sia Calenda . Noi andiamo avanti nell’interesse dell’Italia”, così commenta su Twitter il segretario del Pd, Enrico Letta. La replica del leader di Azione, sempre su Twitter, non si fa attendere: “No Enrico. In verità eri tu. Buon viaggio e grazie comunque per la disponibilità a discutere”.

Pd all’attacco

“Carlo Calenda parla di ‘onore’. Onore è rispettare la parola data . Un accordo, una firma, una stretta di mano tra persone leali e serie: questo è onore. Il resto, compreso l’attacco alla destra e alla sinistra tutte uguali, è populismo. Populismo d’élite, ma pur sempre populismo”, si legge sui canali social del Partito Democratico a corredo di un video con stralci delle dichiarazioni dello stesso Calenda e di Enrico Letta subito dopo l’accordo tra Pd e Azione/+Europa lo scorso 2 agosto.

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+Europa resta

Intanto fonti del Nazareno fanno sapere che “il Partito Democratico esprime forte apprezzamento per la nota diramata poco fa dalla segreteria di +Europa , che ribadisce il proprio sostegno al Patto sottoscritto martedì scorso tra lo stesso Pd e la Federazione +Europa/Azione”. (foto Agi)

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