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Prevenzione dei fenomeni di bullismo e cyberbullismo: un esempio di regolamento

La scuola rappresenta il luogo in cui gli studenti quotidianamente sperimentano i processi di apprendimento, vivendo straordinarie opportunità di crescita intellettuale, di maturazione, di acquisizione di consapevolezza critica e di responsabilità ma, al tempo stesso, in cui si misurano anche con le difficoltà, la fatica, gli errori, le relazioni con i pari e i momentanei insuccessi. Ne consegue che la qualità delle relazioni, il clima scolastico e le diverse modalità con cui si vive la scuola influenzano, più o meno direttamente, la qualità della vita, nonché la percezione del benessere e della salute.

La visione che l’individuo ha di sé e la soddisfazione per la propria vita

Il benessere fisico, come noto, non è determinato solo dall’assenza di malattia o di comportamenti a rischio, ma dipende anche, da variabili soggettive quali l’autostima, la visione che l’individuo ha di sé, la soddisfazione per la propria vita, le relazioni sociali, soprattutto con i coetanei con i quali gli studenti condividono la maggior parte delle esperienze che fanno a scuola.

Il compito di educare e di vigilare affinché tutti gli alunni possano vivere serenamente il loro processo di crescita

La scuola, in collaborazione con la famiglia e con le agenzie educative presenti sul territorio, si legge nel brillante “Regolamento” appositamente realizzato dall’istituto Comprensivo Statale Bellizzi (Sa) diretto dal dirigente scolastico Prof.ssa Rosaria Papalino, ha il compito di educare e di vigilare affinché tutti gli alunni possano vivere serenamente il loro processo di crescita e di apprendimento. Per tale motivo essa pone in atto misure sia educative e formative che specifiche norme di comportamento e sanzioni conseguenti, per arginare ed eliminare ciò che mina il benessere dei singoli alunni.

Il Bullismo e le azioni di sistematica prevaricazione che si realizzano a scuola

Con il termine bullismo si indicano tutte quelle azioni di sistematica prevaricazione che si realizzano a scuola, generalmente, nel periodo adolescenziale e pre – adolescenziale. Sono molti i fatti di cronaca dai quali si evince che i ragazzi violenti, che compiono atti di questo tipo, trovano risposta da parte delle autorità competenti che, prontamente, prendono posizione contro i malfattori; ma, purtroppo, sono tantissime anche le situazioni di bullismo (mobbing a scuola) in cui la vittima di violenza e la sua famiglia non trovano il coraggio di denunciare.

Il bullismo è un abuso di potere

Gli atti di bullismo si presentano in modi diversi. Prima di tutto , si legge nel brillante regolamento dell’istituto Comprensivo Statale Bellizzi (Sa) che si allega come esempio di eccellente pratica formativa-educativa ma anche amministrativa, bisogna distinguere il bullismo dai semplici giochi o ragazzate; al di là delle singole forme di prepotenza, il bullismo può essere descritto secondo le seguenti caratteristiche generali:

  • Pianificazione: il bullismo è un comportamento aggressivo pianificato: il bullo sceglieattentamente la vittima tra i compagni più timidi e isolati per ridurre il rischio di possibili ritorsioni e aspetta che la supervisione dell’adulto sia ridotta. Si tratta di atti ripetuti nel tempo e con una certa frequenza.
  • Potere: il bullo è più forte della vittima, non per forza in termini fisici, ma anche sul piano sociale ed etico: egli si identifica con il potere.

Il bullo ha un gruppo di amici-complici con cui agisce, mentre la vittima è sola, vulnerabile e incapace di difendersi.

  • Rigidita’: i ruoli di bullo e vittima sono rigidamente assegnati.
  • Gruppo: gli atti di bullismo vengono sempre più spesso compiuti da piccole “gang” .
  • Paura: sia la vittima che i compagni che assistono agli episodi di bullismo hanno paura, temono cheriferendo questi episodi all’adulto, la situazione possa solo peggiorare e suscitare possibili ritorsioni da parte del bullo: “Meglio subire in silenzio sperando che tutto passi!”

Le formi differenti di bullismo a scuola

Alla luce di queste caratteristiche, il bullismo può assumere forme differenti:

  • fisico:atti aggressivi diretti (dare calci, pugni, ecc.), danneggiamento dellecose altrui, furto intenzionale
  • verbale:manifesto (deridere, umiliare, svalutare, criticare, accusare, ecc.) onascosto (diffondere voci false e offensive su un compagno, provocazioni, ecc.)
  • relazionale:sociale (escludere il compagno dalle attività di gruppo,cyberbullismo, ecc.) o manipolativo (rompere i rapporti di amicizia di cui gode la vittima)

Il Cyberbullismo

Il Cyberbullismo, si legge nel brillante Regolamento dell’istituto Comprensivo Statale Bellizzi (Sa) diretto magistralmente, come ricordavamo prima, dal dirigente scolastico Prof.ssa Rosaria Papalino,riguarda una forma di bullismo online che colpisce i giovanissimi, soprattutto attraverso i social network, con la diffusione di foto e immagini denigratorie o tramite la creazione di gruppi contro.

Rientrano nel Cyberbullismo:

  • Flaming: Litigi on line nei quali si fa uso di un linguaggio violento e volgare.
  • Harassment: molestie attuate attraverso l’invio ripetuto di linguaggi offensivi.
  • Cyberstalking: invio ripetuto di messaggi che includono esplicite minacce fisiche, al puntoche la vittima arriva a temere per la propria incolumità.
  • Denigrazione: pubblicazione all’interno di comunità virtuali , quali newsgroup, blog, forumdi discussione, messaggistica immediata, siti internet di pettegolezzi e commenti crudeli, calunniosi e denigratori.
  • Outing estorto: registrazione delle confidenze – raccolte all’interno di un ambiente privato creando un clima di fiducia e poi inserite integralmente in un blog pubblico.
  • Impersonificazione: insinuazione all’interno dell’account di un’altra persona con l’obiettivo di inviare dal medesimo messaggi ingiuriosi che screditino la vittima.
  • Esclusione: estromissione intenzionale dall’attività on line.
  • Sexting: invio di messaggi via smartphone ed Internet, corredati da immagini a sfondo sessuale.

Le dimensioni preoccupanti del fenomeno

Negli ultimi anni, il fenomeno del cyber-bullismo ha assunto dimensioni preoccupanti dal momento che, anche i nostri alunni, sono utenti attivi delle tecnologie digitali. Diverse ricerche scientifiche hanno dimostrato che ragazzi imparano velocemente imitando il comportamento dei loro genitori e compagni. Gli alunni di oggi hanno ottime competenze tecniche ma, spesso, mancano ancora di un pensiero riflessivo e critico sull’uso delle tecnologie digitali ignorando le insidie e i “pericoli della rete” che diventa il luogo in cui il bullismo inizia o è mantenuto.

La mediazione attiva degli adulti

La mediazione attiva degli adulti permette l’integrazione di valori e il pensiero critico e aumenta la consapevolezza sui possibili rischi, sulle sfide e le infinite opportunità offerte dal mondo online.

La velocità del cyberbullismo e la reputazione della vittima

Il cyberbullismo è un fenomeno molto grave perché in pochissimo tempo le vittime possono vedere la propria reputazione danneggiata in una comunità molto ampia, inoltre i contenuti, una volta pubblicati, possono riapparire a più riprese in luoghi diversi. Spesso i genitori e gli insegnanti ne rimangono a lungo all’oscuro, perché non hanno accesso alla comunicazione in rete degli adolescenti. Pertanto, può essere necessario molto tempo, prima che un caso venga alla luce.

Il trattamento accorto dei dati privati

I giovani si possono proteggere dal cyberbullismo trattando i dati privati propri e altrui in modo critico e con la massima sensibilità. Chiunque fornisca indicazioni personali o pubblichi immagini su blog, reti sociali o forum si rende un potenziale bersaglio. Ci si può proteggere mantenendo sempre un comportamento rispettoso (netiquette), evitando di postare dati e informazioni sensibili sul proprio profilo (p. es. foto imbarazzanti o troppo discinte), curare solo amicizie personali e proteggere la sfera privata mediante criteri d’impostazione sicuri.

Perché un regolamento?

Obiettivo di un apposito regolamento è quello di orientare la nostra scuola nell’individuazione e prevenzione dei comportamenti deviati, troppo spesso ignorati o minimizzati, a volte, anche dagli stessi docenti.

Regolamento per la prevenzione dei fenomeni di bullismo-e-cyberbullismo

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