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Prosegue l’attivismo pro Lgbt di padre Martin (purtroppo con il consenso papale)

di Michael Haynes

L’influenza dell’importante gesuita pro-Lgbt padre James Martin continua a farsi sentire negli ambienti cattolici, nonostante la promozione che egli fa di insegnamenti contrari alla dottrina cattolica e la sua trafila di bestemmie contro Nostro Signore, la Madonna e il Rosario. Un esempio è la sua rubrica regolare su Give Us This Day (“Dacci oggi”) di cui è anche consulente editoriale.

Lanciata nel 2011 dalla Liturgical Press, Give Us This Day è una pubblicazione mensile che contiene preghiere e riflessioni quotidiane su “persone sante”, non necessariamente canonizzate, una decisione specificamente enunciata dall’editore in quanto più attraente per i lettori modernisti.

La pubblicazione contiene commenti settimanali sulle Scritture e articoli religiosi mensili e descrive sé stessa nei seguenti termini: “Traendo ispirazione da una moltitudine di voci, essa fornisce una comprensione pertinente e affidabile delle Scritture”. Tuttavia, pur affermando di essere fedele alla dottrina cattolica e alle Scritture, da sempre Give Us This Day è molto esplicita riguardo al suo sostegno al dissidente padre James Martin, il quale non solo funge da consulente editoriale, ma tiene una rubrica mensile intitolata Insegnaci a pregare. Nel 2017 ha anche raccolto gli scritti della rivista nel libro In All Season, for All Reasons (In tutte le stagioni, per tutte le ragioni).

Poiché padre Martin è controverso, Give Us This Day prende le sue difese indirizzando i lettori online a un saggio scritto nel 2017: Building a Bridge. How the Catholic Church and the Lgbt Community Can Enter into a Relationship of Respect, Compassion, and Sensitivity (Un ponte da costruire. Chiesa e persone Lgbt. Una relazione nuova). In esso si descrive il gesuita come “un sacerdote in regola” e si sottolinea come lo staff di Give Us This Day abbia avuto “il privilegio di condividere l’impegno incrollabile di padre Martin nel proclamare la Buona Novella di Gesù Cristo”.

Il saggio si vanta di allineare la pubblicazione alle tesi del religioso, parlando di come i lettori siano pieni di “dolore e tristezza” per il contraccolpo subito a causa di quei fedeli cattolici che protestano contro la sua opera pro-Lgbt.

“C’è un’ulteriore peccaminosa ironia nel fatto che gli attacchi non sono fondati sui fatti”, si legge nel saggio. “In Un ponte da costruire e in tutto il suo lavoro, padre Martin poggia sul solido terreno delle Scritture, dell’insegnamento sociale cattolico e del Catechismo della Chiesa cattolica. Senza dubbio, il cuore di padre Martin è radicato e fondato nell’amore e nella misericordia di Cristo”.

Give Us This Day sembra quindi aver scelto di difendere Un ponte da costruire come segno pubblico di sostegno a padre Martin, mettendo così però in dubbio la sua qualifica di pubblicazione cattolica. Infatti, Il libro in questione è inficiato da numerose affermazioni che non solo contraddicono gli insegnamenti della fede cattolica, ma direttamente bestemmiano Nostro Signore e la Madonna.

Il suo attivismo pro-Lgbt è ben documentato: il gesuita, che scrive per America Magazine, sostiene il “transgenderismo” per i bambini, chiede che gli omosessuali si bacino al momento del segno della pace durante la Messa, invita i cattolici a “riverire” le unioni omosessuali e mina l’insegnamento della Chiesa sulla questione dell’ideologia Lgbt.

Padre Martin non si accontenta di promuovere l’ideologia Lgbt, ma pretende di stravolgere l’insegnamento e l’immaginario cattolico per raggiungere questo obiettivo. Nel 2018 ha invitato le persone a pregare il “Rosario dei dolori moderni”, dedicato, tra le altre intenzioni, alle “vittime del razzismo, alle persone Lgbt”. L’intenzione per il quinto mistero del “rosario” era “l’accoglienza delle persone Lgbtq da parte di tutte le chiese, i templi, le moschee e le sinagoghe… Preghiamo perché possano essere sostenute e amate, pienamente accettate come persone veramente create a immagine di Dio, una creazione vista come ‘buona’ da Dio, che merita di vivere in pienezza ogni aspetto della vita”.

Un anno prima, padre Martin aveva twittato una immagine blasfema della Madonna accompagnata da due foto che rappresentavano “bellissime immagini della Madonna di Guadalupe, reimmaginate come due donne contemporanee” [sic].  Nel 2019, offese Nostro Signore condividendo un’immagine tratta da una serie di opere omoerotiche che rappresenta la vita di Gesù come omosessuale. L’immagine era tratta da una collezione di opere d’arte intitolata The Passion of Christ: A Gay Vision (La Passione di Cristo, una visione gay), opera descritta da Amazon come segue: “In nuove immagini stupefacenti, la moderna figura di Cristo viene derisa dai fondamentalisti, torturata da sosia dei marines e risorge per godere di momenti omoerotici con Dio. I suoi amici, sorprendentemente diversi, si uniscono a lui in un viaggio dalla sofferenza alla libertà. I lettori la definiscono “accessibile ma profonda”.

Nella primavera del 2021, padre Martin ha continuato la sua campagna blasfema riferendosi a Dio col pronome “lei” e sostenendo che le rappresentazioni femminili di Dio “non sono contrarie alla nostra fede”. Ha sostenuto che è “teologicamente corretto usare immagini femminili di Dio piuttosto che usare quelle maschili” e che questo “non è contrario alla nostra fede, poiché fa parte della Scrittura, sebbene sia una parte trascurata e persino ignorata”.

Tenendo conto di queste azioni, prelati fedeli all’ortodossia hanno condannato padre Martin. Il cardinale Raymond Burke giudica l’insegnamento del sacerdote “non coerente con l’insegnamento della Chiesa sull’omosessualità”. L’arcivescovo Charles Chaput si è unito alla schiera di prelati che si oppongono al gesuita, affermando che sulle questioni Lgbt padre Martin “non parla con autorità a nome della Chiesa”.

L’attacco aperto di padre Martin alla dottrina cattolica non sorprende visto che gode del sostegno di Papa Francesco, che lo ha incontrato privatamente nel 2019, in quello che è stato il loro terzo incontro ma il primo di lunga durata.

L’evento fu descritto dal prete dissidente e dalla rivista gesuita America Magazine come una “dichiarazione pubblica altamente significativa di sostegno e incoraggiamento” per il suo lavoro. L’anno scorso il papa ha persino espresso pubblicamente il suo sostegno a padre Martin, con una nota scritta a mano (e ancora qualche giorno fa papa Francesco ha inviato un’altra nota manoscritta di sostegno al confratello americano).

Dato il suo lavoro pubblico e di lunga data per distorcere l’insegnamento della Chiesa, utilizzando a questo scopo opere e commenti blasfemi, qualsiasi pubblicazione o evento di stampo cattolico dovrebbe evitare di associarsi a Martin. Nel Vangelo, Cristo avverte del grande danno rappresentato dallo scandalizzare i fedeli: “Chi invece scandalizza anche uno solo di questi piccoli che credono in me, sarebbe meglio per lui che gli fosse appesa al collo una macina girata da asino, e fosse gettato negli abissi del mare” (Mt 18, 6).

FonteTfp.org

Traduzione a cura di Tradizione Famiglia Proprietà – Italia.

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