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Pubblicità di prodotti a base di carne? No! Mangiare cavallette? Sì! L’ecoterrorismo colpisce anche così – Aldo Maria Valli

Leggo che il consiglio comunale della città olandese di Haarlem ha deciso di vietare l’esposizione nelle strade cittadine di pubblicità di prodotti a base di carne. “Il divieto non entrerà in vigore immediatamente, ma dal 2024, e dovrebbe rendere la città la prima al mondo a vietare la pubblicità della carne”.

L’idea nasce da una consigliera, Ziggy Klazes, del partito ambientalista GroenLinks (Sinistra verde), e fa parte di un progetto del consiglio comunale per incentivare la popolazione a consumare meno carne e ridurre così le emissioni di gas serra prodotte dal bestiame da allevamento. “Secondo le Nazioni Unite, queste da sole rappresentano il 14,5 per cento di tutte quelle prodotte dall’uomo”.

Haarlem, che si trova a una decina di chilometri da Amsterdam e ha circa 160 mila abitanti, prima divedere adottato il provvedimento dovrà attendere il 2024 perché solo allora scadranno le licenze concesse alle aziende produttrici di carne per fare pubblicità in città.

Ziggy Klazes alla radio Haarlem105 usa toni rassicuranti: “Con questa decisione il comune non vuole certo decidere cosa le persone possano o non possano mangiare, ma non può nemmeno incentivarle a mangiare carne. Se le persone vogliono continuare a mangiare carne, bene. Ma non possiamo dire loro che c’è una crisi climatica e allo stesso tempo incoraggiarle ad acquistare prodotti che sono la causa di questa crisi”. L’auspicio della consigliera verde è che altre città imitino l’iniziativa, e possibilmente il governo nazionale.

“Il divieto è stato sostenuto anche dal partito dei Cristianodemocratici, che invece a livello nazionale avevano appoggiato le proteste degli allevatori contro possibili limiti alla produzione di carne. Di recente alcuni gruppi di allevatori avevano promosso una campagna chiamata Nederland Vleesland (Paesi Bassi paese della carne) per incentivare il consumo di carne tra gli olandesi, sostenendo che questo producesse anche benefici economici per il paese. Al divieto deciso dalla città di Haarlem hanno risposto molto criticamente: uno dei loro portavoce ha detto che il consiglio comunale della città si sta spingendo troppo oltre nel dire alle persone cosa è meglio per loro”.

Critico verso l’iniziativa è Sander van den Raadt, leader locale del partito di centrodestra Trots: “È straordinario che il comune di Haarlem organizzi una grande campagna pubblicitaria per dire alle persone che in città possono essere se stesse e amare chi vogliono, ma allo stesso tempo se a queste piace la carne invece della verdura verrà una brigata paternalistica a dire loro che si stanno sbagliando”.

Secondo Ziggy Klazes, invece, le pubblicità dei prodotti a base di carne dovrebbero raccontare la verità: “Niente agnelli saltellanti e vitelli felici disposti, per così dire, di propria iniziativa a saltare sul coltello per noi. No. Le pubblicità dovrebbero contenere immagini cruente di macelli, mucche infilzate tra gli occhi, rotaie infinite con polli morti, stalle con scrofe e maiali su reti d’acciaio”.

Proprio mentre leggevo questa notizia, una cara amica del blog mi ha inviato la foto che vedete sopra il titolo: riproduce un manifesto del World Economic Forum per il Nitrogen footprint reduction program, un programma di riduzione delle emissioni di azoto. Una mano tiene una cavalletta e la scritta dice: “Se non ti sembra appetitosa, vuol dire che non hai abbastanza fame”.

Commenta l’amica lettrice: “Vincendo disgusto e ribrezzo suscitati da tale immagine (penso studiata di proposito), mi sono soffermata sulla perversa tecnica psicologica che gli ideatori perseguono nei loro ormai deliranti messaggi promozionali: primo piano dell’oggetto repellente, per imprimerti bene le sue fattezze in modo da fartelo riconoscere e pian piano famigliarizzarti per introdurlo poi nel tuo parco immagini abituali, condito dallo slogan intimidatorio che ti rimprovera di non essere mai stato un morto di fame tanto da arrivare al livello di doverti cibare di insetti”.

“Sempre per amplificare il tuo senso di colpa di pasciuto e riprovevole rappresentante di una società opulenta e sprecona, in secondo piano sfuocato (ennesimo simbolo di disedintificazione) ecco una figura di carnagione rigorosamente scura e, si lascia intendere, in attesa spasmodica del prelibato boccone tenuto sospeso in primo piano come se fosse un premio-leccornia per il realmente affamato, in attesa della graziosa concessione e assurto quindi a contraltare della tua colpevole sazietà di tagliatelle al ragù, la produzione delle quali necessita di risorse energetiche non più permissibili. La violenza concettuale di questa immagine in tutto il suo disprezzo per la nostra civiltà e per le nostre tradizioni, non ultime quelle alimentari, può essere concepita solo da menti intrise del più viscerale odio per l’umanità stessa”.

E, come direbbe qualcuno, buon pranzo!

A.M.V.

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