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Questi leader africani non sono stati uccisi perché si sono opposti ai vaccini anti-Covid

Il 13 aprile 2021 su Facebook è stata pubblicata un’immagine che al suo interno raccoglie quattro foto di leader africani deceduti tra il 2020 e il 2021. Si legge che si tratta di John «Magulfi» (Tanzania), Hamed Bakayoko (Costa d’Avorio), Ambrose Dlamini (Swaziland) e Pierre Nkurunziza (Burundi). Gli scatti sono accompagnati da un testo in inglese che recita: «Sono stati assassinati questi leader africani? Per essersi opposti al vaccino contro la Covid-19?».

Si tratta di un contenuto fuorviante che veicola una notizia falsa. 

La morte del presidente della Tanzania John Magufuli (e non «Magulfi» come erroneamente riportato nel post in esame) è stata annunciata il 17 marzo 2021 dall’allora vice presidente Samia Suluhu Hassan. In quell’occasione Samia Suluhu Hassan – successivamente divenuta presidente – aveva comunicato che Magufuli era deceduto presso l’ospedale Mzena situato nella città di Dar es Salaam per una malattia cardiaca che lo affliggeva da un decennio. Nel corso della sua presidenza, Magufuli aveva espresso posizioni negazioniste nei confronti della pandemia di Covid-19. 

Il decesso del primo ministro ivoriano Hamed Bakayoko è stato annunciato il 10 marzo 2021 dal presidente della Costa d’Avorio Alassane Ouattara. Nel suo comunicato, il presidente aveva dichiarato che Bakayoko era morto in Germania – dove era stato trasferito per essere curato – a causa di un cancro. Come raccontato l’8 giugno 2021 dai colleghi di Reuters, l’ex primo ministro non ha mai negato l’esistenza della pandemia di nuovo coronavirus. A marzo la Costa d’Avorio, insieme al Ghana, è stato il primo Paese in Africa a usufruire dei vaccini all’interno del piano Covax, l’azione globale promossa dalla Cepi (Coalition for epidemic preparedness innovations) e dall’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) e in collaborazione con l’Unicef per accelerare lo sviluppo e l’accesso ai vaccini contro la Covid nei Paesi a basso reddito. 

Ambrose Mandvulo Dlamini, primo ministro dello Swaziland dal 2018, è morto il 13 dicembre 2020 dopo che quattro settimane prima era risultato positivo al nuovo coronavirus. In un comunicato il vice primo ministro Themba Masuku aveva dichiarato che Dlamini era deceduto mentre era in cura in un ospedale in Sud-Africa. Il 22 ottobre 2020, Dlamini aveva invitato la popolazione a rispettare le linee guida sanitarie per prevenire nuovi contagi da Covid. Il 30 novembre 2020 Lizzie Nkosi, la ministra della Salute, aveva annunciato che il Paese avrebbe utilizzato i vaccini ottenuti tramite il piano Covax. 

Infine, il 9 giugno 2020, il governo del Burundi ha annunciato la morte del presidente Pierre Nkurunziza – al potere dal 2005 – dopo un attacco di cuore avvenuto il giorno prima. Dopo la notizia, sono emersi dubbi su diversi media sulle reali cause del decesso improvviso di Nkurunziza; il giorno del decesso Simon Allison – giornalista sudafricano per il settimanale sudafricano Mail & Guardianha scritto sul proprio profilo Twitter che «il grande interrogativo è se il presidente sia morto di Covid-19 (e se le autorità lo ammetteranno). Il Burundi ha praticamente ignorato il virus, e ha perfino espulso dal Paese i rappresentanti dell’Oms». Dopo il decesso di Nkurunziza, il nuovo presidente Evariste Ndayishimiye ha annunciato che il suo governo avrebbe affrontato più seriamente la pandemia di Covid. 

In conclusione, quindi, non ci sono prove o riscontri che i quattro leader africani siano stati uccisi: in tutti i casi le cause di decesso sono differenti dall’omicidio. Per chi di loro aveva negato l’esistenza della pandemia o non aveva assunto un comportamento serio nel contrastarla, non ci sono prove che collegano il decesso dei personaggi pubblici alle precedenti scelte politiche e sanitarie.

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