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Santa Cristina e il Miracolo Eucaristico tra Bolsena e Orvieto

ORVIETO – Si torna a viaggiare nel tempo e nella Storia con la rubrica “Orvieto e i suoi personaggi” e dato che ci stiamo approssimando alla Santa Festività del Corpus Domini, ricorrenza religiosa fondamentale per Orvieto e per la vicina Bolsena, presentiamo per l’occasione l’agiografia di Santa Cristina, strettamente connessa al Miracolo Eucaristico che riguarda le due città.

Santa Cristina di Bolsena o Cristina da Tiro, per la Chiesa Ortodossa Cristina la Grande Martire (III secolo – IV secolo), fu una cristiana martirizzata durante la persecuzione dei cristiani sotto Diocleziano, agli inizi del IV secolo. E’ Santa Patrona dei comuni di Bolsena (VT), Campomarino (CB),

Formicola (CE), Gallipoli (LE), Granze (PD), Santa Cristina e Bissone (PV), Santa Cristina Gela (PA), Santa Cristina Valgardena (BZ), Sepino (CB), Porchiano del Monte, frazione di Amelia (TR), Papiano. Frazione del Comune di Pratovecchio Stia (AR), Montefiridolfi. Frazione del Comune di San Casciano in Val di Pesa (FI). Le sue spoglie giacciono nella cattedrale di Palermo, città di cui è compatrona, presso la Cappella delle reliquie in un ricco fercolo argenteo.

Ma per tornare a Bolsena e Orvieto e al Miracolo Eucaristico bisogna prima delineare il percorso che portò al martirio e alla santificazione Cristina da Tiro. Cristina, all’epoca undicenne, a causa della sua straordinaria bellezza, fu segregata in una torre dal padre Urbano, ufficiale dell’imperatore, in compagnia di dodici ancelle.

A nulla sarebbero valsi i tentativi del padre di costringere la figlia, divenuta cristiana, a rinunciare alla sua fede; il padre passò allora dalle blandizie alle percosse: la fece flagellare e rinchiudere in carcere e, in seguito, la consegnò ai giudici che le inflissero vari e terribili supplizi. Nel carcere dove fu gettata a languire venne consolata e guarita da tre angeli. Fu poi condotta al supplizio finale: legatale una pesante pietra al collo, la gettarono nelle acque del lago; la pietra però, sorretta dagli angeli, galleggiò e riportò a riva la fanciulla.

A quella vista, Urbano non resse al dolore e morì. Cristina fu ricondotta in prigione e a Urbano successe un altro persecutore di nome Dione. I giudici tornarono a infierire su di lei condannandola a terrificanti quanto inefficaci torture fino a quando non la uccisero con due frecce.1)

Venne poi a Bolsena edificata una basilica dedicata alla Santa e martire Cristina e nel  1263 (o 1264) si narra del pellegrinaggio di un sacerdote teutonico, pare si chiamasse Pietro, il quale si stava recando a Bolsena per fortificare la propria fede che stava vacillando. Nell’animo di Pietro il ricordo della martire Cristina, la cui fortezza non aveva vacillato di fronte al martirio, aprì uno spiraglio. Dopo aver venerato devotamente la tomba della santa, in quel luogo celebrò l’eucaristia. Al momento della consacrazione, mentre teneva l’ostia sopra il calice, pronunciate le parole rituali, questa apparve visibilmente arrossata di sangue che copiosamente stillava bagnando il corporale.

Ripresosi Pietro dallo sbigottimento, accompagnato dai canonici di Santa Cristina e dai testimoni del prodigio, si recò nella vicina Orvieto dove temporaneamente soggiornava con la sua corte papa Urbano IV, al quale confessò il suo dubbio chiedendo il perdono e l’assoluzione. Il sommo pontefice inviò subito a Bolsena, Giacomo, vescovo di Orvieto, accompagnato, secondo la leggenda, dai teologi Tommaso d’Aquino e Bonaventura da Bagnoregio, per verificare il fatto e portare fino a lui le reliquie.2)

Nello stesso tempo in cui Urbano VI° soggiornava a Orvieto venne istituita dal pontefice la solennità del Corpus Domini con la bolla Transiturus de Hoc Mundo, l’11 agosto 1264 per il patriarcato di Gerusalemme e l’8 settembre per la chiesa universale, e fu affidato a Tommaso d’Aquino il compito di stendere officiatura e messa per la nuova festività, stabilendo che questa venisse celebrata il giovedì dopo l’ottava di Pentecoste.

Oggi questa Festa Solenne viene celebrata sia a Orvieto che a Bolsena e negli ultimi due anni il regista orvietano Giovanni Bufalini ha realizzato le riprese del docufilm “Da sempre”, dedicato alla Festa del Corpus Domini. Il film mescola documentazione sul tradizionale corteo e fiction storica in costume, celebrando anche l’icona di Santa Cristina.

(Valentino Saccà)

Foto ufficiale del film “Da sempre”, scattata da Marco Mandini

Fonti: 1)Wikipedia, 2)basilicasantacristina.it

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