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Sbarchi, Italia assediata dalle Ong: ci stanno per scaricare 1.400 clandestini




Roma, 28 lug – Le Ong attaccano l’Italia? Magari non in senso militare stretto, ma tecnicamente quello a cui stiamo per assistere nei prossimi giorni è l’ennesima ecatombe ai danni di Lampedusa, delle coste italiane e, di conseguenza, della nostra sovranità. I numeri riportati dal Giornale sono impressionanti, e non possono essere ignorati.

L’esercito delle Ong attacca l’Italia: ecco come

Tre navi, tutte Ong (scontato), tutte cariche di clandestini (pardon, “migranti”), tutte dirette verso l’Italia: se non è un esercito o una flotta navale militare, poco ci manca. Si parte con la solita Ocean Viking che ne trasporta ben 387. Poi c’è la Geo Barents, 232 persone a bordo. Infine la Sea Watch 3 che ne contiene 438. Totale, 1.421. Con destini diversi, le tre navi virano dritte verso il nostro Paese. La Ocean Vikings, ad esempio, si muove vicino alle acque territoriali italiane, nei pressi di Lampedusa, mentre Sea Watch 3 staziona nei pressi di Pozzallo, a pochi chilometri dal limite. Il tutto mentre Lampedusa, come raccontavamo qualche giorno fa, esplode.

Lampedusa in ginocchio da settimane

L’isola si trova in una situazione a dir poco drammatica. L’hotspot, già carico di quasi 2000 clandestini nei giorni scorsi, con una capacità massima della metà, potrebbe andare metaforicamente a fuoco (e forse anche letteralmente). Perché gli sbarchi non hanno alcuna intenzione di fermarsi. Non lo vuole chi promuove il fenomeno, non lo vogliono i trafficanti di esseri umani e gli schiavisti, non lo vuole chi insiste nell’opprimere il popolo italiano, innocente fino a prova contraria, costringendolo a subire un’invasione in casa propria. Il record di sbarchi in 24 ore era di 29 nel 2020, ma è stato ampiamente abbattuto dall’inferno dei giorni scorsi: 32. E la stessa Lampedusa ha “accolto” già 600 persone solo la scorsa notte. Egiziani, siriani, pakistani, tunisini, bengalesi. Sempre senza documenti. E senza diritti. Come gli italiani, del resto.

Stelio Fergola

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