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Scuola e giovani, giusto ricordare Mia Filippone ma non solo a parole

Le idee che aveva la vicesindaca

Viviana Lanza — 27 Luglio 2022

Scuola e giovani, giusto ricordare Mia Filippone ma non solo a parole

La politica e il territorio, l’amministrazione locale e la sua distanza dalla città. Sulle colonne di questo giornale don Luigi Merola ha lanciato una proposta agli imprenditori di successo e agli uomini di cultura di Napoli: «Uniamoci, creiamo un movimento e scendiamo in campo intendendo la politica come la forma più alta della carità cristiana, come impegno per il vero riscatto di Napoli». Un appello nato dalla constatazione che in città i problemi sono tanti e sempre gli stessi da anni, segnale delle inefficienze di chi doveva amministrare la cosa pubblica, garantire servizi ai cittadini, diritti ad adulti e bambini, e non lo ha fatto.

La politica e il territorio, l’amministrazione locale e la sua distanza dalla città, dicevamo. Una distanza che spesso è tanta, troppa. Ieri, in Consiglio comunale a Napoli, si è commemorata Mia Filippone, vicesindaco e assessore all’Istruzione deceduta il 16 luglio scorso. La sua esperienza istituzionale è stata breve ma sufficiente a dimostrare come quella distanza si possa effettivamente ridurre se lo si vuole, come si possa conciliare la competenza con l’impegno politico, la presenza e l’ascolto con lo spirito di iniziativa. Ed è questa un’eredità che gli amministratori napoletani dovrebbero ricordare e tenere a mente per il futuro. Significherebbe riempire le belle parole, che si sono spese ieri mattina nella Sala dei Baroni, con fatti concreti, efficiente impegno per i cittadini, garanzia dei servizi, ascolto e risoluzione delle problematiche.

Dai presidi ai preti di frontiera, da chi è impegnato nell’associazionismo al mondo studentesco, dalla cultura al settore dell’imprenditoria è stato unanime l’apprezzamento per la competenza, la generosità, la serietà di Mia Filippone. In un deserto di idee e di progetti, lei aveva mostrato di avere sia le une che gli altri. Poi se ne sarebbe discusso, ma ne aveva. E questo perché, oltre alla sua personalità, c’era sicuramente la competenza. Ecco, la competenza. Parola che dovrebbe essere parola chiave per la politica del futuro. Mia Filippone è stata docente prima di diventare dirigente scolastico, è stata preside dell’istituto tecnico tecnologico Marie Curie di San Giovanni a Teduccio e poi dei licei Genovesi e Sannazzaro nel cuore di Napoli, ed ha visto e conosciuto da vicino tutte le realtà che sono la sintesi di questa città, le periferie e il suo centro.

Ora c’è da aspettarsi che i suoi progetti e le sue idee non vengano sprecati, abbandonati, dimenticati ma approfonditi e resi realtà. Solo così avrebbero davvero senso le parole pronunciate ieri dal sindaco Gaetano Manfredi. «Una grande onda di amore c’è stata dopo la sua scomparsa, le tante persone che ho incontrato in questi giorni mi hanno detto: Mia è stata qua, Mia ha proposto questo, Mia ha detto questo… – ha ricordato il sindaco – Mia aveva la capacità di unire mondi opposti, la Napoli di periferia e quella del centro città. Mia era, anzi è – ha aggiunto – la perfetta sintesi della città, molto presente ovunque, nell’associazionismo e nel volontariato così come nella scuola. Ha interpretato molto bene il ruolo di vice, e la sua è stata una perdita grande che però non deve far solo soffrire, ma dare consapevolezza che l’eredità che ci lascia è grande. Bisogna portare avanti la sua capacità di ascolto e di dialogo, e questo sarà l’impegno dell’amministrazione, portare avanti il suo esempio».

E c’è da augurarselo, altrimenti saranno parole al vento, sarà l’ennesima rivoluzione annunciata e mai attuata, l’ennesimo schiaffo alla città e ai suoi interpreti migliori. Napoli ha bisogno di gente che sa andare tra la gente, sa osservare e vivere il territorio in tutta la sua varietà e complessità. Napoli ha bisogno di politici che alle logiche di partito sappiano anteporre il bene della città, inteso come impegno a rendere la città vivibile, più sicura e con servizi a disposizione del cittadino, dalla scuola ai trasporti e così via. Insomma qualcosa di molto diverso da tutto quello che c’è stato negli ultimi anni.

Napoletana, laureata in Economia e con un master in Marketing e Comunicazione, è giornalista professionista dal 2007. Per Il Riformista si occupa di giustizia ed economia. Esperta di cronaca nera e giudiziaria ha lavorato nella redazione del quotidiano Cronache di Napoli per poi collaborare con testate nazionali (Il Mattino, Il Sole 24 Ore) e agenzie di stampa (TMNews, Askanews).

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