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Scuola, il bluff della riapertura senza mascherina. “Se le cose dovessero cambiare…”




Roma, 8 ago –  A scuola niente mascherina a settembre, secondo quanto riportato anche su Tgcom24. Ma – tanto per cambiare – è un bluff.

Scuola, il no alla mascherina e il presagio oscuro

Insomma, si torna a scuola senza mascherina. Lo dice l’Istituto Superiore di Sanità, insieme ai ministeri della Salute, dell’Istruzione, e alla Conferenza delle Regioni e delle Province autonome. Si respira, finalmente? Macché. La comunicazione dei reparti competenti è una non comunicazione. Per essere più cinici, un’indicazione che non è un’indicazione. Perché? Ma ovvio, cosa potremmo mai aspettarci se un virus dovesse ricominciare a diffondersi? Chi può saperlo, chi può dirlo. E allora se l’inflazionatissima – concettualmente – “situazione epidemiologica” dovesse peggiorare, le misure potrebbero tornare.

Praticamente tutte: dal distanziamento, alle mascherine, alla riduzione degli assembramenti fino agli stop alle gite. E chissà, forse pure la Dad (anche se il ministero per ora non ne parla, non chiarendo se gli istituti dovranno mantenere attiva la possibilità di collegarsi da casa). Nel frattempo, la mascherina dovrebbe restare solo per i fragili. Ma per il futuro non si sa mai. Che dire, un bel momento di solidarietà verso generazioni di studenti letteralmente massacrate in questi due anni. Ovviamente, restano le FFP2 anche per il personale scolastico. Da notare, infine, l’attenzione per l’igiene e per la sanificazione degli ambienti, come se prima del Covid fosse lecito lasciarli lerci: ma, se non altro, questa è una conseguenza – ridicola e bizzarra – sulla quale si può pure esprimere un minimo di positività.

I presidi, deo gratias, esprimono delusione. Ed è difficile dargli torto, visto che chiedevano una chiarezza che ancora non c’è. Il presidente dell’Associazione Nazionale Presidi di Roma Mario Rusconi parla di indicazioni “molto generiche, che non offrono spesso indicazioni percorribili”. Se tutto non peggiora, sarà solo il personale scolastico e gli alunni fragili a dover  indossare la mascherina. E Rusconi, giustamente, incalza: “Ma chi individua questa caratteristica di rischio?”. Senza mezzi termini: un delirio.

L’incertezza che suona minaccia. E a pagare sono i ragazzi

La sensazione è quella. Anche perché è scontato, lo sappiamo, lo ripetiamo ogni maledettissimo anno, che la circolazione di un virus, qualsiasi virus, cresca in autunno. E c’è chi si sgola da anni nel disperato tentativo di farlo capire. Cosa dovremmo fare, bloccarci, limitarci e smettere di esistere appena una pletora di persone contrae, anche se nella stragrande maggioranza dei casi non gli fa nulla? Macché, sembra un’ipnosi dalla quale è ormai impossibile uscire. E a pagare, come al solito, saranno i ragazzi. I cui traumi, evidentemente, non sono ancora sufficienti.

Stelio Fergola

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