segnali-di-restaurazione…

Segnali di restaurazione…

(Alessandro Di Battista) – Dall’Europa ci fanno sapere che fino al 2022 il Patto di Stabilità e Crescita sarà sospeso. Ergo c’è chi sta pensando di ripristinarlo nel 2023. Ho sempre detto che mi fiderò dell’Unione Europea solo quando vedrò il Patto di Stabilità cancellato definitivamente.

Sempre dall’Europa arriva un attacco al blocco dei licenziamenti. “Discrimina i lavoratori precari” dicono dalla Commissione. Coloro che hanno imposto il dominio del precariato ci dicono di dar retta a Confindustria che vuole la fine del blocco dei licenziamenti altrimenti vengono colpiti i precari. E riescono a restare seri.

Nessuno lo ricorda ma l’apostolo Draghi – che oggi riceve applausi a non finire quando dice “è il momento di dare soldi ai cittadini” evitando di dirci (anche perché nessuno osa domandarglielo) se ci saranno o meno nuovi scostamenti di bilancio – fu cofirmatario della letterina che nel 2011 impose al governo italiano misure di macelleria sociale realizzate da Berlusconi (pareggio di bilancio in Costituzione), da Monti (legge Fornero) e da Renzi (Jobs Act). Ebbene in questi giorni dall’Europa continuano a fare richieste del genere all’Italia.

L’ex-presidente Conte ha sollevato la questione Durigon eppure tutto tace. Non si sa che fine abbia fatto la mozione del Movimento. Non si sa se e quando verrà discussa. Un tempo avremmo occupato l’aula per pretenderne la calendarizzazione. Ma oggi si è moderati, liberali e particolarmente inclini al bon ton istituzionale. Auguri.

Sui giornali si parla della Casellati finalmente. Ma non del suo abuso di voli di Stato, si parla della sua possibile corsa (o decollo) al Quirinale.

Gaza è sparita dai radar. Come se al posto delle macerie ci fossero le Jacuzzi.

Salvini si indigna per la scarcerazione di Brusca attaccando a favor di telecamere Cosa nostra ma va a braccetto con un partito fondato da un condannato per concorso esterno in associazione mafiosa (ed in I grado anche per la Trattativa Stato-mafia) e elogia Berlusconi che proprio all’organizzazione di Brusca ha elargito centinaia di milioni di lire.

Condannati due ex-revisori contabili della Lega, uno a 5 anni e l’altro a 4 e 4 mesi. Eppure nel clima da pax-draghiana e “volemose bene” che caratterizza la partitocrazia al giorno d’oggi la notizia ha fatto poco rumore.

La corsa al riarmo (sostenuta dalla balla della nuova guerra fredda) va avanti spedita. Tra qualche mese ci convinceranno che per uscire dalla crisi occorrono più F35.

A distanza di una settimana dalla strage della funivia già non si parla più di manutenzione. Non sia mai che la pubblica opinione si renda conto che alcune grandi opere servono solo a far mangiare il sistema e che la manutenzione dell’esistente è l’opera più urgente della quale abbiamo bisogno.

La parola “nuovo scostamento di bilancio” pare sia stata bandita. Mesi fa tutti i politici chiedevano miliardi su miliardi per ristorare le imprese al collasso. Oggi tutti parlano di ripartenza imminente, normalità e futuro radioso.

Negli Stati Uniti si parla sempre più insistentemente di impiegare 1,5 milioni di americani rimasti senza lavoro (soprattutto giovani) in un programma di “rafforzamento delle infrastrutture di resilienza climatica”. Il progetto prende spunto da quel che fece Roosevelt dopo il crollo di Wall Strett e pare si chiamerà “Civilian Climate Cors”. Peccato da noi non si discute un tema del genere. Eppure proprio un anno fa qualcuno ebbe un’idea identica…

Ancora dall’UE arrivano le solite critiche all’Italia rea di spendere e spandere. Non la sentite questa fragranza di austerità? A cosa serviva Draghi d’altro canto?

Capitolo giustizia. In uno dei momenti più oscuri per la credibilità della magistratura (dilaniata da correnti e conflitti di interesse con la politica) la Commissione Cartabia propone di far tornare tranquillamente in magistratura i giudici che hanno fatto i politici.

In un momento in cui la crisi economica e sociale dovrebbe far tornare di moda la sobrietà istituzionale decine di politici fanno a gara per riprendersi il vitalizio. E chi urla neppure si rende conto che governare con tutti gli ha consumato le corde vocali.

Di Regeni (salvo meritevoli eccezioni) non si parla più. Le commesse militari in tempi di crisi sono troppo importanti.

La parola “programma” è stata sostituita (come avveniva anni fa) da “alleanze”, “convergenze”, “candidatura autorevole”, “grande coalizione”.

Della lotta alla mafia sempre più difficile dopo l’attacco all’ergastolo ostativo si è parlato meno che dello sketch di Pio e Amedeo
(TO BE CONTINUED)

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