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Sfrattata a 95 anni, oltre il danno la beffa: cosa le ha scritto il Comune di Roma

Non si riesce più a tenere il conto delle sciagure che attraversa Roma, la capitale d’Italia, da quando Virginia Raggi ha preso possesso della città. Dopo l’incredibile gaffe dell’altro giorno sulla tarda dell’ex presidente Ciampi, adesso arriva una storia di “vita vera” che è imperdonabile. Una signora, Lea, è stata sfrattata dalla sua casa in zona San Paolo a 95 anni. Circa 70 li ha vissuti lì dentro. Come ricostruisce ilcorrieredellacitta.com, settimana scorsa alla signora Lea è stata recapitata una “Diffida al rilascio per occupazione senza titolo dell’alloggio di proprietà dell’Amministrazione Capitolina a largo Veratti 17”. Lea ha raccontato subito la sua storia a Il Tempo. (Continua a leggere dopo la foto)

“Hanno anche sbagliato civico. Ma poi con che faccia dal Campidoglio hanno detto che vogliono mettere tutto a posto e questi vogliono cominciare proprio da me, che sono in regola? Dicono che vogliono fare la sanatoria perché ci sono tanti abusivi e allora che iniziassero dagli occupanti veri e lasciassero morire in pace me”, ha raccontato. Lea non vuole combattere un’altra guerra, si appella ad un briciolo d’umanità davanti a un atto di sfratto a una 95enne. Ma il comune di Roma ha prontamente risposto. Come? (Continua a leggere dopo la foto)

Su Facebook. Valentina Vivarelli, Assessora al Patrimonio e alle Politiche Abitative di Roma Capitale (Movimento 5Stelle), scrive: “Nessuno sfratto in corso nei confronti della signora Lea. Voglio precisare che si tratta di una comunicazione di un avvio del procedimento a causa di irregolarità amministrative protrattesi negli anni. La signora Lea può ancora presentare domanda di sanatoria entro il termine del 28 maggio 2021 mediante il modulo che Lei o un suo familiare può trovare sul sito istituzionale di Roma Capitale o comunque può mettersi in contatto con gli uffici del Dipartimento Patrimonio per la definizione del percorso istruttorio”. (Continua a leggere dopo la foto)

Conclude l’articolo: “Come si spiega alla Signora Lea che seppur non abbia molta dimestichezza con internet entro tre giorni da oggi deve scaricare una domanda e poi presentarla agli uffici del Comune di Roma? Non sarebbe forse più facile che anziché avere la premura di scriverlo su Facebook, lì in Campidoglio si preoccupassero di comunicare direttamente con la Signora Lea?”.

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