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L’Infarto del miocardio o Infarto Cardiaco solitamente è riconoscibile attraverso 5 segni e sintomi specifici. Vediamo quali sono.

Ne parla su Pagine Mediche il Medico Cardiologo e Angiologo Alessandro Iadanza. L’infarto del miocardio, conosciuto semplicemente come infarto o infarto cardiaco, è una delle cause più frequenti di accesso al Pronto Soccorso e spesso può condurre alla morte o a gravi deficit di salute per chi ne è colpito. Ciò soprattutto nei paesi più industrializzati, anche se di recente, con il Covid, il fenomeno si è ridotto sensibilmente.

Un dolore al petto che si irradia al braccio sinistro, spiega Iadanza: questo è il più tipico, ma non l’unico, sintomo dell’infarto, ossia l’attacco di cuore, che avviene in seguito alla rottura o erosione della placca aterosclerotica in un’arteria coronarica.

Questo evento mette in moto dei meccanismi che portano alla formazione di un coagulo, che blocca il flusso di sangue nel vaso interessato in modo totale o parziale. La conseguenza è la necrosi del tessuto cardiaco sottostante il vaso coronarico, non più irrorato. Per chi ne viene colpito, ovvero circa 140mila persone ogni anno in Italia, ogni minuto è prezioso. Di fronte ai sintomi non bisogna perdere tempo.

Ecco, secondo Iadanza, quali sono i 5 segni per riconoscere un attacco cardiaco:

  • Dolore toracico;
  • Dolore al braccio;
  • Difficoltà a respirare;
  • Nausea;
  • Tachicardia e stanchezza.

I fattori di rischio.

I fattori di rischio sono ben chiari:

  • Età;
  • Colesterolo alto, in particolare LDL molto alto e HDL molto basso;
  • Ipertensione arteriosa;;
  • Diabete mellito;
  • Sovrappeso/obesità;
  • Sedentarietà;
  • Familiarità;
  • Uso di alcool;
  • Uso di droghe e sostanze eccitanti.

Oltre i sintomi: diagnosi di certezza dell’infarto cardiaco.

La diagnosi di certezza di Infarto miocardico richiede l’esecuzione di un Elettrocardiogramma a 12 derivazioni che può essere eseguito dal personale del 118 e in Pronto Soccorso. Tale esame definisce se è presente una condizione di ischemia cardiaca acuta che necessita di uno specifico e tempestivo percorso terapeutico quale l’intervento di angioplastica coronarica percutanea, talvolta la somministrazione di farmaci fibrinolitici per sciogliere il coagulo occlusivo.

Più spesso il dolore toracico è il primo dei sintomi, transitorio, di un processo di rottura e riparazione della placca ateromasica e si configura nel quadro delle sindromi coronariche acute, che possono anche non creare alterazioni specifiche dell’Elettrocardiogramma. In questi casi è sempre necessario un breve periodo di osservazione in ambiente ospedaliero per eseguire uno specifico test ematico chiamato Troponina Alta Sensibilità (Troponina HS) che permette di evidenziare se il soggetto ha presentato una condizione di sofferenza del muscolo cardiaco nelle ore precedenti e quindi procedere a specifici percorsi diagnostici terapeutici.

Quindi in ogni caso di dolore toracico è sempre necessario attivarsi per effettuare una valutazione medica al fine di evitare di perdere tempo prezioso. Mai far finta di nulla e l’appello lo rivolgiamo a Medici e Infermieri che spesso tendono a sottovalutare i sintomi, con gli eventi di cronaca che poi ne susseguono.

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L’articolo Sintomi Infarto Cardiaco: ecco i 5 segni per riconoscere un attacco. proviene da AssoCareNews.it – Quotidiano Sanitario Nazionale.