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Storie – La bizzarra teoria complottista dell’“inversione di genere delle élite” 

di Leonardo Bianchi

Nel pensiero complottista, nulla è mai come appare: c’è sempre qualcosa sotto che ci viene tenuto nascosto. Questo assunto si può applicare sia ai grandi eventi storici (come la pandemia o l’invasione russa dell’Ucraina) che agli aspetti più intimi e personali, come la propria identità di genere o il proprio orientamento sessuale.

A tal proposito, negli ultimi anni sempre più celebrità e personalità pubbliche sono state accusate di occultare il loro genere per fini oscuri, o perché implicate in sordide cospirazioni per “corrompere” i minori e distruggere i “valori tradizionali”.

Questa teoria si chiama “inversione di genere delle élite” e ha un metodo di smascheramento, chiamato in gergo “transvestigazione”. Vediamo di seguito com’è nata e com’è riuscita a diffondersi al punto da irrompere nel dibattito politico di diversi Paesi.

“Big Mike”

Il 3 luglio del 2014 la celebre attrice e comica statunitense Joan Rivers stava per entrare in una libreria di New York per celebrare un matrimonio improvvisato tra due suoi fan dello stesso sesso.

Mentre è per strada, un cronista si avvicina e le chiede se gli Stati Uniti avranno mai un presidente LGBTQIA+. «Ma ce l’abbiamo già avuto con [Barack] Obama», risponde Rivers, che aggiunge: «Sai bene che Michelle è un travestito». Il giornalista è incredulo, e chiede spiegazioni. «Ma sì, è una transgender» incalza la comica, «lo sappiamo tutti».

Rivers dà per scontato, per l’appunto, che tutti conoscano quella che in realtà è una diceria che circola da qualche anno in ambienti complottisti, repubblicani e di estrema destra: Michelle Lavaughn Robinson, moglie del presidente Obama, sarebbe una donna transgender o alternativamente un uomo che si traveste da donna.

La teoria è penetrata così tanto a fondo in certi ambienti che ancora adesso rispunta fuori in varie forme, ed è persino in grado di acquisire una nuova vita (e una nuova popolarità) su social come TikTok.

Non c’è una vera e propria data di nascita del mito, piuttosto si tratta di una serie di speculazioni infondate accumulatesi all’inizio degli anni Dieci del Duemila. Nel 2014 è stato persino pubblicato uno pseudo-documentario su YouTube (poi rimosso dalla piattaforma) intitolatoIrrefutable Proof That Michelle Obama Is a Man” (in italiano, “Prove innegabili sul fatto che Michelle Obama è un uomo”).

Screenshot tratto da una trasmissione del sito complottista InfoWars su Michelle Obama

Le “prove” che dimostrerebbero il vero genere di Michelle Obama sarebbero contenute in alcuni video, come quello in cui l’ex First Lady balla in una puntata dell’Ellen DeGeneres Show dove si vedrebbe uno strano rigonfiamento all’altezza del cavallo dei pantaloni; oppure altri in cui Barack Obama avrebbe sbagliato a pronunciare il nome della moglie, “Michael” invece di “Michelle”, da cui deriva il nomignolo “Big Mike”.

In un’altra teoria collegata, l’ex presidente degli Stati Uniti avrebbe sviluppato una predisposizione verso le persone transgender sin da bambino, perché in Indonesia era accudito da una donna transgender. La stessa donna, in un’intervista del 2012 all’Associated Press, ha detto che Obama non conosceva la sua identità di genere perché “era troppo giovane”.

Il principale amplificatore di tutte queste falsità su Michelle Obama è Alex Jones, il fondatore del sito InfoWars. Tra il 2016 e il 2020 il noto complottista ha passato diverso tempo a discutere della presunta mascolinità di Michelle Obama, dicendo cose di questo tipo: «Ogni volta che vedo Michelle o Michael Obama, la first tranny [“la prima transessuale”], c’è qualcosa che non torna. Non assomiglia a nessuna donna nera, o qualsiasi donna, che abbia visto in vita mia».

In generale, le illazioni sull’identità di genere di Michelle Obama hanno un chiaro obiettivo politico: se nasconde il suo vero genere, allora dev’esserci sotto qualcosa di più sinistro, una cospirazione ben più vasta e pericolosa.

Come si legge in un articolo pubblicato nel 2020 sulla piattaforma Medium, «la possibilità che Michelle Obama sia una donna transgender significa che l’intera presidenza Obama è stata costruita su una menzogna». Una volta che si assume quel punto di vista, la realtà «è invertita per sempre, e ogni fatto non ha più la stessa valenza di prima».  

L’inversione di genere delle élite

La storia di “Big Mike” ha fatto da apripista per il filone delle cosiddette “transvestigazioni”. Con questo termine si indicano le indagini che, basandosi su interpretazioni anatomiche sballate, pseudo-medicina e pregiudizi omolesbobitransfobici, puntano a smascherare quella che in gergo viene definita Elite Gender Inversion, ossia “l’inversione di genere delle élite”.

Un post sul subreddit r/conspiracy – una sezione del sito di discussioni Reddit – ad esempio, sosteneva che «un numero impressionante di politici, portavoce, amministratori delegati e altre figure di spicco praticano sin dall’infanzia l’inversione sessuale come parte della loro ‘religione’» che sarebbe “l’adorazione di Bafometto” – cioè il demonio.

Esistono blog e siti interamente dedicati all’inversione di genere delle élite, dove si possono trovare documenti di centinaia di pagine in cui vengono analizzati polpacci, spalle, mandibole, andature e altri dettagli anatomici delle celebrità per determinare il loro reale genere.

L’immagine di una “transvestigazione” complottista sugli attori americani Matt Damon, Adam Driver, Robert De Niro e Mel Gibson.

Anche su YouTube si possono trovare diversi video dedicati al tema, tra cui uno che dimostrerebbe come l’attrice Angelina Jolie sia segretamente un uomo e un “documentario” di oltre 40 minuti che fa una carrellata piuttosto nutrita di persone famose che avrebbero compiuto l’inversione di genere.

Al di là delle celebrità, il bersaglio principale di queste teorie sono le figure che ricoprono incarichi politici o che hanno un’influenza pubblica rilevante. Nel 2018 un sito complottista neozelandese (chiamato MediaWhores) ha accusato la premier Jacinda Arden di fingere la sua gravidanza, dato che in realtà sarebbe un uomo. Lo stesso sito – gestito dal 48enne Cohen James Glass, come ha scoperto la testata The Spinoff – si era spinto oltre, dicendo che Jacinda Arden sarebbe il travestimento drag di Peter Thiel, co-fondatore di PayPal nonché uno dei più noti imprenditori della Silicon Valley.

Poi è toccato a Bill Gates, da tempo al centro di numerose teorie del complotto. A maggio del 2021 è circolato su Twitter e altri social network un video – manipolato per primo dall’account Twitter @mazemoore, stando al fact-checking di Reuters – in cui il fondatore di Microsoft attraverserebbe una strada con un seno prominente. Il filmato è falso, ma è stato interpretato dagli utenti complottisti come la prova della “transizione” di Gates verso un altro genere.

L’ascesa del complottismo omolesbobitransfobico

Sempre nel 2021, una versione localizzata della teoria ha colpito la moglie del presidente della Repubblica francese, Brigitte Macron. Tra novembre e dicembre, sui social network si è diffusa la voce che la moglie di Emmanuel Macron fosse una donna transgender di nome Jean-Michel Trogneux.

In base alla ricostruzione di Libération, l’hashtag #JeanMichelTrogneux è entrato nei trending topic di Twitter sospinto da account contrari a Macron, antivaccinisti e negazionisti della Covid-19, per poi propagarsi nella cosiddetta fasciosfera, una rete informale di blog, siti e forum dell’estrema destra francese.

Un’inchiesta del sito StreetPress ha individuato l’origine della teoria in un articolo della giornalista indipendente e attivista antivaccinista Natacha Rey, pubblicato nell’aprile del 2021 sulla rivista scandalistica di estrema destra Faits et documents (fondata nel 1996 dal giornalista antisemita e complottista Emmanuel Ratier).

La teoria complottista, come tutte quelle di successo, mescola elementi reali ma decontestualizzati (ad esempio foto di famiglia e documenti) con informazioni completamente inventate (tra cui il cambio di nome e genere). Oltre ai citati Libération e StreetPress, la teoria è stata smontata pezzo per pezzo da Le Monde, Freelance Infos e dal media indipendente Blast. Alla fine, Brigitte Macron ha dato mandato ai suoi legali di querelare gli inventori e i diffusori della teoria.

Come ha scritto il giornalista William Audureau su Le Monde, le fantasie transfobiche su Brigitte Macron sono il segnale di una pericolosa «trumpizzazione del dibattito pubblico in Francia» in cui tutto è permesso, inclusa la promozione di teorie infamanti.

A ogni modo, le transvestigazioni fanno ormai parte dell’armamentario propagandista del complottismo americano (e non solo), che le impiega facendo leva sulla presunta decadenza morale delle élite, il panico morale sul satanismo, la corruzione dei minori e la difesa dei valori cristiani e tradizionali. Questa flessibilità permette loro di fondersi con altre teorie, quali l’ideologia gender o QAnon, e di agganciarsi alle accuse di pedofilia, molestie e traffico di minori che colpiscono la comunità LGBTQIA+ negli Stati Uniti e in molti altri Paesi.

Nel corso della pandemia di Covid-19, inoltre, le teorie del complotto omolesbobitransfobiche sono state adottate anche dai movimenti antivaccinisti e anti-restrizioni. Ad esempio lo scorso luglio, nel Regno Unito, decine e decine di manifestanti hanno impedito lo svolgimento di due eventi (previsti in alcune librerie di Bristol e Reading) che facevano parte della Drag Queen Story Hour, un’iniziativa inclusiva nata negli Stati Uniti nel 2015, in cui drag queen leggono favole a bambini e bambine.

Secondo la Bbc, le manifestazioni sono state organizzate da «gruppi e personalità note del mondo complottista» e dell’estrema destra. Tra questi spiccano gli Alpha Men Assemble, persone che si rifanno alla teoria estremista statunitense dei “cittadini sovrani”, che non riconosce le leggi e l’autorità statale, e l’Independent Nationalist Network, formato da ex membri del partito neofascista British National Party.

Per quanto le transvestigazioni sembrino – e sono – assurde e strampalate, non si tratta affatto di un qualcosa di innocuo. Al contrario: rappresentano la prima porta d’ingresso per teorie ancora più aggressive e disumanizzanti, che puntano a colpire categorie già marginalizzate e possono causare gravi conseguenze nel mondo reale.

In conclusione

A partire dalle accuse di travestitismo mosse a Michelle Obama, moglie dell’ex presidente degli Stati Uniti Barack Obama, nei circuiti complottisti e dell’estrema destra americana si è diffusa la teoria del complotto dell’“inversione di genere delle élite”.

Secondo questa teoria, celebrità e potenti nasconderebbero il proprio genere per promuovere surrettiziamente l’ideologia gender o corrompere i minori. Il metodo con cui i complottisti smascherano l’impostura è chiamato “transvestigazione” e si basa su deduzioni illogiche, analisi sballate di materiale audiovisivo e falsità inventate da zero.

Nel corso del 2021 il metodo ha oltrepassato i confini degli Stati Uniti ed è stato usato in Francia contro Brigitte Macron, moglie del presidente Emmanuel Macron, a dimostrazione di come l’inversione di genere delle élite è una delle teorie omolesbobitransfobiche in grado di colpire, potenzialmente, personaggi anche tra loro molto diversi.

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