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Terni, ‘storni weather’: trombe Asm in piazza per salvare quelle di Umbria Jazz. Ma c’è chi non apprezza

12 Set 2022 22:48

di F.T.

‘Incidente diplomatico’ Comune/Asm sul temuto guano degli storni che da qualche anno a questa parte albergano sugli alberi di piazza Tacito, quand’è il momento di migrare. In attesa di capire chi abbia deciso cosa e perchè (si nota al momento una certa riservatezza circa gli uccelli), ci limitamo a riportare quanto osservato nel tardo pomeriggio/prima serata di lunedì nella suddetta piazza, dove da qualche giorno insiste il maxi palco allestito per l’imminente versione ternana di Umbria Jazz. Alcuni addetti Asm – non a caso alla vigilia dell’evento – si sono posizionati con delle trombette, tipo quelle da stadio, per ‘dissuadere’ gli storni dal trovare riparo fra le fronde di piazza Tacito. Una sorta di prova – pare – per testare l’efficacia del metodo. A qualcuno, però, quel continuo strombazzare – vedremo se sarà replicato in attesa delle note ben più suadenti di Umbria Jazz – è andato di traverso e allora ha fatto intervenire la polizia Locale. Che, rilevata l’assenza di titoli per dare seguito all’intervento, a sua volta ha fatto cessare la ‘sinfonia’. Ora, c’è chi sostiene che il Comune fosse informato dell’azione di Asm, tant’è che quelle panchine ‘inguanate’ vengono tenute d’occhio da qualche giorno dall’Ente per capire che aria tiri. Altri invece sono pronti a giurare che non è stato così e che la comunicazione fra piazza Ridolfi, corso del Popolo e via Capponi non abbia funzionato a dovere. Sempre nell’attesa di capire, appare curioso non tanto il metodo (sì anche quello in realtà, ma non è del tutto nuovo visto che i colpi di cannone sparati via stereo per scacciare i predatori, costarono un processo penale qualche anno fa ad un imprenditore sangeminese), quanto il fatto che l’azione si sia sviluppata nel cuore di Terni, fra passanti ed esercenti incuriositi, quando non allibiti o, peggio, infastiditi. Intanto la battaglia con gli storni, che cessate le vuvuzelas nostrane sono tornati al loro posto, prosegue. Ora però il nemico non è più il passante qualunque, ma un signor evento che può dare lustro alla città in un periodo in cui tutti si lustrano. E allora forse stavolta rischiano sul serio.

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