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Tilde Minasi e Pasquale La Gamba, voci identitarie della Calabria | CulturaIdentità

L’Assessore alle Politiche Sociali della Regione e l’ex vicesindaco di Vibo candidati alle elezioni del 25 settembre

Il prossimo 25 settembre gli italiani finalmente saranno chiamati alle urne dopo anni di governi tecnici e mai scelti dagli elettori. Il centrodestra punta sul patrimonio culturale e sulla riduzione delle tasse, ma anche a una maggiore sicurezza sul territorio nazionale. In Calabria la coalizione di centrodestra ha schierato nelle liste nomi autorevoli che, con l’esperienza politica maturata negli anni, possono raccogliere e rendere attuabili le istanze dei territori calabresi rimasti per troppo tempo inascoltate. Tra questi Pasquale La Gamba, Coordinatore Fratelli d’Italia per la provincia di Vibo Valentia, già militante politico fin dall’età di 14 anni, innamorato della sua famiglia e della sua Calabria, già vicesindaco e più volte amministratore della città di Vibo, oggi candidato nel collegio plurinominale del Senato per Fratelli d’Italia alle prossime elezioni politiche. E Tilde Minasi, assessore regionale alle Politiche Sociali con competenze in materia di immigrazione, nuove marginalità e inclusione sociale, centro anti-discriminazione, contrasto alla povertà, famiglia e minori, terzo settore, volontariato e servizio civile.

Che significato assumerebbe la vittoria del centrodestra al governo per una regione come la Calabria?

La Gamba: «Con Giorgia Meloni al governo avremmo il primo Presidente del Consiglio donna, con ciò che ne consegue anche in termini di sensibilità femminile. Ma, soprattutto, avremmo finalmente un ruolo dell’ Italia come nazione al centro del Mediterraneo. In quest’ottica la Calabria giocherebbe un ruolo strategico anche negli scambi commerciali via mare. Secondo noi la Calabria dovrebbe essere capofila dello sviluppo del Paese con il potenziamento di porti e infrastrutture per garantire un maggiore sviluppo economico».

Minasi: «La vittoria del centrodestra significherebbe in generale riportare le persone al centro dell’attenzione politica. La sinistra, o quel che ne resta, ha ormai perso il contatto con il Paese reale. Chi invece difende realmente gli interessi della gente siamo noi della Lega e del centrodestra, che raccogliamo le grida di aiuto della comunità dando risposte concrete. In Calabria, dove i tassi di disoccupazione sono più elevati, le opportunità sono ancora ridotte e anche i servizi sono ancora poco efficienti: una vittoria del centrodestra sarebbe la migliore opportunità per la Calabria di essere ben rappresentata».

La Calabria è terra di arte e di cultura…

La Gamba: «La cultura è la nostra vera industria, che deve viaggiare in simbiosi con il turismo. Siamo conservatori e in quanto tali per noi l’Italia nella sua integrità è unica, con la sua identità e patrimonio culturale. A mio avviso la cultura non ha colore politico, diversamente da quanto millanta la sinistra, ma cammina sulle gambe degli uomini. Le istituzioni devono difendere il nostro patrimonio culturale affinché, soprattutto nelle generazioni più giovani, possa nascere un senso di appartenenza forte alla terra dei Padri».

Minasi: «Assolutamente sì. Abbiamo avuto per anni Ministri della Cultura di sinistra, come Dario Franceschini, che hanno predicato bene e razzolato male, ricordando in più occasioni, per esempio, come la gran parte del meraviglioso patrimonio archeologico italiano si trovi al Sud, ma mai riuscendo a valorizzarlo realmente, se non con qualche intervento più evidente in alcune Regioni. La Calabria ha una storia millenaria le cui tracce sono presenti ovunque, è piena di siti archeologici, musei, ha una forte cultura enogastronomica: tutto ciò potrebbe garantirci ricchezza eterna. Mi viene in mente l’apertura, proprio in questi giorni, del magnifico anfiteatro di Locri, che potrà diventare un polo di attrazione per tutto il Meridione con rappresentazioni di alto livello.»

Formazione, cultura, diritti degli studenti e numero chiuso a Medicina, cosa si può fare per cambiare una realtà che rischia di essere claudicante?

La Gamba: «La Calabria è un’eccellenza anche in ambito universitario. Secondo noi la scuola non deve diventare un “diplomificio”, ma tornare ad essere il luogo dove forgiare i professionisti del domani. Per quanto riguarda il numero chiuso a Medicina, preferirei una selezione sui risultati ottenuti al primo anno di Università anziché continuare con i test d’ingresso che penalizzano il sistema».

Minasi: « La pandemia ha fatto emergere tutte le criticità del nostro sistema sanitario. In Calabria abbiamo dovuto fare i conti soprattutto con le carenze di organico e, appunto, il numero chiuso a Medicina. Decenni di pessima gestione politica hanno portato a considerare la sanità la “Fiat” a cui attingere per creare clientele. Se vogliamo iniziare a programmare con una visione il futuro del nostro sistema sanitario dobbiamo emulare il sistema francese: aprire le Università, senza impedire a tanti ragazzi di inseguire il proprio sogno. E, sono certa, sarebbero molti più di quelli che oggi superano i primi test di ammissione».

In un mondo sempre più globalizzato quanto è importante preferire le aziende e i prodotti locali, eredità di tradizioni che devono resistere nel tempo?

La Gamba: «Noi immaginiamo la Calabria come la porta d’Europa. Dobbiamo sfruttare la nostra posizione strategica per movimentare merci, favorire gli scambi commerciali, essere virtuosi, creare ricchezza, tutelando però le aziende del territorio, soprattutto le realtà più piccole: prediligere i prodotti locali vuol dire scegliere la qualità che il mondo ci riconosce e ci invidia. Lo Stato deve essere l’alleato principale del tessuto imprenditoriale italiano e calabrese, non un nemico. E per quanto riguarda la disoccupazione, non la si combatte con il reddito di cittadinanza ma fornendo alle aziende strumenti utili per assumere e dare lavoro soprattutto ai giovani».

Minasi: «Nel mondo globalizzato consumare cibo e bevande italiani e calabresi è garanzia di qualità e di ricchezza. L’Italia è tra gli Stati con la migliore legislazione in tema di controlli sulle filiere produttive, dal produttore al consumatore. Preferire il made in Italy significa produrre ricchezza e difendere la nostra identità, le nostre radici, la nostra cultura: proprio ora che i pesantissimi rincari del gas, dell’energia, delle materie prime stanno mettendo a rischio il nostro artigianato e le nostre produzioni. Con l’abbassamento delle bollette e con la flat tax si potrà dare respiro a molti imprenditori e, di conseguenza, a moltissime famiglie.»

L’immigrazione in Italia ha raggiunto numeri esorbitanti, la Calabria è diventata negli ultimi anni terra di approdo per l’immigrazione clandestina. Cosa cambierà dal 25 settembre con la destra al governo?

La Gamba: «E’ evidente che l’immigrazione di questi ultimi anni non è tornata utile sotto nessun profilo, anzi ha amplificato le lacune del nostro Paese in termini di accoglienza e redistribuzione delle risorse. I migranti che raggiungo l’Italia diventano i soldati del malaffare, le donne ostaggio della prostituzione e sistemi perversi. Sono convinto che maggiore sicurezza e difesa dei nostri confini siano la chiave di volta per salvare un’Italia che rischia di andare alla deriva».

Minasi: «Torneremo a gestire i flussi migratori che con il governo Draghi e il ministro Lamorgese sono ormai totalmente fuori controllo. L’accoglienza va condotta secondo criteri ben precisi, che possano offrire ai migranti condizioni dignitose di vita e di lavoro. Io in Calabria lo sto già facendo con il progetto di un villaggio eco-solidale per i braccianti della Piana di Gioia Tauro, che ci consentirà di chiudere la pagina buia delle tendopoli e offrire ai lavoranti stagionali un’ospitalità dignitosa».

La recente polemica della fiamma nel simbolo di Fratelli d’Italia…

La Gamba: «Polemiche sterili di chi non ha argomentazioni su termini politici. Gli italiani hanno bisogno di risposte e la Meloni è oggi quel politico in grado di darle».

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