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Tiziana Fausti rimprovera i giovani: “Permissivismo ha prodotto imbecilli”

Tiziana Fausti si è accodata alla sfilza di imprenditori che negli ultimi tempi si è scagliata contro i giovani e le loro difficoltà nel mondo del lavoro: “Chiedono solo degli straordinari”

Ci risiamo, ancora. Dopo Alessandro Borghese, Flavio Briatore, Al Bano ed Elisabetta Franchi, questa volta è toccato a Tiziana Fausti. Si allunga la lista dei sostenitori di uno dei più fastidiosi cliché dei nostri tempi. “I giovani non hanno voglia di lavorare”. Il tutto, questa volta, è partito dal dibattito sul vestiario scolastico in quel di Bergamo, dove l’istituto Einaudi ha vietato con una circolare i bermuda in classe.

Tiziana Fausti
Tiziana Fausti (Facebook)

L’imprenditrice e “regina della boutique” bergamasca, adesso a capo della holding Exor da 80 milioni di euro di fatturato, ha parlato di “problema di educazione, a scuola come nel mondo del lavoro”. Ed ecco che come per magia, la donna è finita per seguire le orme della sfilza di luminari sopracitata, e della collega Elisabetta Franchi che, ultima in ordine cronologico, si era detta convinta che “ogni tanto qualche sacrificio, questi ragazzi di oggi dovranno pur farlo”.

Le sue parole al Corriere di Bergamo hanno “creato un putiferio” racconta il Corriere della Sera. Una paternale assolutamente evitabile e non gradita, che infierisce ancora una volta nei confronti di una generazione piuttosto stufa di questo stucchevole luogo comune. “Che sopportino un po’ di caldo che si cresce pure meglio“, è stato il  livello degli interventi: “Questo eccessivo permissivismo che abbiamo adottato negli ultimi tempi ha prodotto degli imbecilli“. Ma i passi della sua intervista che hanno fatto più discutere sono stati quelli sulle assunzioni dei giovani.

Tiziana Fausti sui giovani: “Mancano di umiltà”

Tiziana Fausti
Tiziana Fausti (Facebook)

Mancano di umiltà. Ai colloqui per le assunzioni chiedono solo di weekend liberi e straordinari, io gli dico di pensare di diventare indispensabili“. In effetti, un diritto fondamentale come straordinari e weekend liberi farebbe storcere il naso a qualsiasi imprenditore e datore di lavoro. Ma la Fausti non scherza, e continua: “Dei giovani non sono certo la prima a metterne in evidenza le difficoltà ad adattarsi alla realtà del lavoro”. Ma anche se con un presupposto totalmente sgangherato, il punto stavolta è quello giusto. Difficile ammettere però che la causa di tali difficoltà sia proprio il mondo del lavoro creato dalla sua generazione.

Una generazione che dimostra ancora una volta di non avere la minima idea di quanto di sia difficile pensare al futuro per un under 30. Creare una famiglia, investire, comprare una casa, sono ormai miraggi per le nuove generazioni. Lavori sottopagati, stipendi irrisori, totale sacrificio del proprio tempo libero, sono invece le realtà con cui fanno i conti ogni giorni milioni di giovani, professionisti e non, magari alla ricerca di un nuovo impiego. Ma pare che sia il chiedere dei giorni liberi e degli straordinari, o l’indossare bermuda in classe, il vero principio su cui focalizzarsi.

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