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Topinambur: tutto quello che c'è da sapere | Agrodolce

Accanto al tubero più famoso della cucina italiana e oltreoceano – ossia la patata – ne esiste un altro meno conosciuto ma dall’aspetto e dalle proprietà organolettiche molto simili: il topinambur. Noto anche con il nome di carciofo di Gerusalemme, questa grossa radice dall’aspetto bitorzoluto e dalla consistenza soda e carnosa, originaria del Nord America, ha preso piede nella nostra alimentazione con una certa facilità, soprattutto come ingrediente alternativo e meno calorico alle patate.

Proprietà

Perfetto per chi sta seguendo un regime alimentare ipocalorico e povero di grassi, il topinambur si caratterizza per essere un alimento con pochissime calorie (poco più di 70 per 100 g di prodotto), ricco di fibre e di potassio, soprattutto se consumato crudo. Ma non finisce qui, l’elevato contenuto di inulina in esso contenuto ne fa un ingrediente ideale per depurare il fegato e disintossicare l’organismo, combattendo anche eventuali problemi di stitichezza e anemia. Per chi inoltre ha problemi metabolici legati al diabete e non può eccedere con il consumo delle patate, il topinambur rappresenta l’alternativa perfetta: povero di amido, questo tubero ha un indice glicemico molto basso e può essere portato in tavola anche più volte alla settimana.

Come pulirlo

A prescindere dal modo in cui deciderete di cucinare il vostro topinambur dovrete pulirlo con molta cura. Per prima cosa, sciacquatelo sotto acqua corrente e, con una spugnetta leggermente abrasiva, eliminate le escrescenze e le impurità terrose. A questo punto, asciugatelo e con un pelapatate o un coltellino affilato eliminate le parti nodose e privatelo della buccia. Come per i carciofi, il trucco per evitare di macchiarvi unghie e mani è quello di immergerle in acqua e limone prima di iniziare a pulirlo. Una volta che lo avrete privato della buccia passatelo nuovamente sotto l’acqua e rimuovete le eventuali parti che si saranno annerite.

Come cucinarlo

Il sapore molto simile a quello di patate e carciofi rende il topinambur un ingrediente particolarmente versatile in cucina. Ovviamente, per sfruttare al massimo le proprietà nutrizionali, sarebbe preferibile consumarlo crudo, magari in insalata: in questo caso lasciate la pelle sottile, grattugiatelo o tagliatelo a listarelle molto sottili e conditelo con del succo di limone. In questo modo, eviterete che la polpa si annerisca e potenzierete l’effetto dell’inulina. Per quanto riguarda invece i metodi di cottura, ricordatevi che il topinambur ha una consistenza molto simile a quella delle patate, quindi potrete rifarvi alle tecniche e alle tempistiche che seguite di norma per queste ultime. Per ammorbidirlo basterà immergerlo in acqua bollente per circa 15-20 minuti, scolarlo e condirlo come più preferite. In questo modo otterrete una consistenza perfetta per realizzare vellutate, purè o per condire risotti e primi piatti. In alternativa, potete proseguire la cottura saltandolo in padella con un filo d’olio e uno spicchio d’aglio, fino a che non risulti bello dorato. Otterrete un contorno gustoso e saporito da abbinare ad altre verdure di stagione o a un secondo piatto a base di uova o formaggi. Ma con il topinambur potete preparare anche originali sformati o millefoglie di verdure: create degli strati intervallati da besciamella o sugo di pomodoro e infornate fino a perfetta doratura. Un’altra idea sono le chips di topinambur che potete utilizzare come aperitivo o snack spezza fame: tagliatelo a fettine sottili, conditelo a piacimento con spezie e aromi e mettetelo in forno a 200° per 6 minuti completando la cottura nella modalità grill.

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