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Torino: le nuove aperture del 2022 | Agrodolce

Sebbene il periodo non sia dei più felici per gli imprenditori della ristorazione, a Torino fioccano nuove aperture gastronomiche. Tra le tante insegne che hanno aperto i battenti negli ultimi mesi, valgono la pena di essere menzionati 9 nomi tra ristoranti, pasticcerie, gelaterie e pizzerie.

  1. HAUI – Via Parma, 60. Da via Catania a via Parma. È questo il breve tratto che i proprietari di Ca’ Mais hanno fatto per inaugurare il loro secondo locale torinese nel quartiere Aurora. A differenza del bistrot, in questo caso siamo di fronte a un ristorante che punta tutto sulla griglia. Cosa si mangia? Ostrica al fumo, Capasanta affumicata, Carrè di agnello neozelandese, Salsiccia di bellota, Melanzana alla cenere, Sbrisolona con crema al cioccolato affumicato e tanto altro.
  2. Antica Focacceria San Francesco – Via Principe Amedeo, 3. Lì dove un tempo c’era la pizzeria La Fila, in Via Principe Amedeo angolo Piazza Carignano, ha aperto una delle insegne iconiche di Palermo, nata nel lontano 1834. A Torino, prende avvio l’undicesimo locale oltre regione dopo le aperture di Brescia, Caserta, Catania, Firenze, Mantova, Milano (2), Palermo, Roma (2) e Trieste. Se si rimane affascinati dal bel lavoro di restauro effettuato negli interni, una volta seduti a tavola non si può non ordinare il cibo di strada siciliano: dallo Sfincione, la pizza palermitana con cipollata, acciuga, estratto di pomodoro, origano e pangrattato alla Focaccia maritata con milza, polmone, trucioli di caciocavallo e ricotta, fino alle Panelle, frittatine con farina di ceci da mangiare rigorosamente con pane, pepe e limone. Meritano una speciale menzione anche i Cannoli, spolverati con zucchero a velo e farciti con crema di ricotta, e tutti gli eccellenti fornitori siciliani in ambito di cibo e bevande.
  3. Aria – Via Santa Giulia, 32/F. Ne hanno già parlato tutti e ha aperto da soli quattro mesi, a inizio maggio. Dietro al successo di questa gelateria in Vanchiglia, ci sono le menti illuminate di Davide Ferrero e Roberto Speranza, rispettivamente in forze negli anni passati nelle gelaterie di Mara dei Boschi e Alberto Marchetti. Questo piccolo locale si caratterizza per i colori pastello che mettono un altro umore rispetto agli ambienti clinici di tanti concorrenti. Che cosa bisogna ordinare? Ci si può sbizzarrire. Dagli intramontabili gianduja, cioccolato, pistacchio, stracciatella ai gusti alla frutta (mirtilli, albicocca e ramassin tra gli altri), per passare alle proposte più identitarie, che variano più di frequente e che rispecchiano davvero l’unicità del locale. Alcuni esempi? Tè verde e cocco, Basilico con croccante di mandorla e liquirizia, Ananas e basilico, Caffè leccese, Poppy seeds cake e Crema 2022 (con limone di Amalfi e vaniglia bourbon). Da non perdere anche la brioche, con granita alla mandorla e panna montata, le granite e i maritozzi
  4. Totzo – Via Accademia Albertina, 3 BIS/M. Don’t call me maritozzo! è il motto di questo locale, inaugurato a metà tra Piazza Carlina e via Po a inizio maggio. Gli interni sono vintage ma l’intento è molto più attuale: proporre il maritozzo a tutte le ore del giorno, anche in versione salata. Per arrivare allo scopo, in menu sono state inserite numerose proposte molto golose, per tutti gli amanti del tema: pulled pork, ciliegine di bufala e friarielli, pollo alla cacciatora, stracciatella e alici, patate e salsiccia, ma anche panna, panna e Nutella e panna e pistacchio. In abbinamento si possono bere bevande, birre o vini e, cosa ancora più interessante, non mancano mai le formule, come l’Aperitotzo, con maritozzo special, chips con salsa e cocktail/calice di vino. Ogni giorno, dalle 18 alle 20.
  5. Recina Focaccia e Cucina – Via della Misericordia, 4f. Recina, come il nome latino di Recco, il comune di poco meno di 10.000 abitanti nel genovese, è celebre per l’omonima focaccia. I proprietari di Gaudenzio Vino e Cucina, ristorante torinese in Guida Michelin, hanno scelto questo nome per dare il la al loro secondo locale, il primo a impronta ligure. Nel ristorantino di via della Misericordia da inizio giugno si viene per assaggiare una focaccia a regola d’arte (con stracchino/pesto e stracchino/stracchino, pomodoro, olive, capperi, origano) e una cucina che stupisce per l’autenticità della proposta tradizionale ligure, difficile da trovare persino nella regione natale. Così, si possono assaggiare le Focaccette di Megli e la Panissa tra i pe comensâ (gli antipasti), i Mandilli de sea verdi e bianchi al pesto e i genovesi Ravioli di magro cu tuccu tra i primi e il Coniglio alla ligure o la Trippa alla genovese tra i secondi.
  6. Pasticceria Da Guido – Via Ermanno Fenoglietti, 14. Dopo Giù Da Guido, inaugurato nel punto vendita di Eataly Torino Lingotto, la famiglia Alciati si è ampliata negli stessi spazi con un’insegna dolce. L’idea è quella di una pasticceria – supervisionata dalla pasticcera di Giù Da Guido Alessandra Cangialosi – che punta su semplicità e tradizione per soddisfare i clienti con una proposta di pasticceria fresca e secca. Ci sono le meringhe ripiene di panna montata, le bignole ripiene di crema, zabaione o gianduja, i tartufini a base di nocciola Tonda Gentile Trilobata e cioccolato, e il Gran Torino, una grande bignola al cioccolato ricoperta di craquelin, ripiena di cremoso al gianduja e guarnita con una salsa al caffè. Non mancano i dolci al cucchiaio, tra cui bonet, panna cotta e crème caramel.
  7. Pescheria Gallina 2 – Via Giuseppe Baretti, 25. Nel capoluogo sabaudo, quando si parla di pesce, Beppe Gallina è un’istituzione. Lui, che ha fatto di qualità e sostenibilità della sua materia prima un vanto al mercato, ora ha fatto lo stesso nel suo locale, in Piazza della Repubblica. La formula dimostratasi vincente è quella di un abbondante piatto unico, primo o secondo, non elaborato oltre il dovuto. Tutto era partito già nel 1920 con la bisnonna Rosa Bosco che al mercato di Porta Palazzo, in quello che diventerà il famoso banco n.2, commercializzava perlopiù pesce d’acqua dolce e stoccafisso. Poi, la guida passò alla nonna, alla mamma e quindi a Beppe, dal 1984. Da Pescheria Gallina 2, aperta a luglio in San Salvario, le idee rimangono sempre le stesse. Poche proposte alla lavagna, tutte pensate come piatti unici, al prezzo di 17€, con acqua microfiltrata, focaccia, vino e contorno.
  8. Antica Pizzeria Da Michele –  Via S. Quintino, 2. Dopo tanta attesa, è arrivata anche la data di apertura dell’Antica Pizzeria Da Michele a Torino: il 22 settembre. Dopo Starita e Gino Sorbillo, così, nello stesso distretto gastronomico, in via San Quintino 2, arriva un altro fautore della pizza napoletana autentica. Questa volta è il turno di un’attività storica, inaugurata nel 1870, che ha basato il proprio successo sulla semplicità, avendo avuto sempre in menu pochissime proposte, quali la Marinara e la Margherita. Anche a Torino, la pizzeria, che conta 26 punti vendita in tutto il mondo e che non accetta prenotazioni, non si snaturerà. Per la felicità degli affezionati.
  9. Bogianen Pizzeria Piemontese – Via degli Artisti, 1/bis. Nati dall’impasto tradizionale, cresciuti nel tipico sapore piemontese si legge nella bio di questa neo-insegna con dehors vista Mole Antonelliana. Si trova in Via degli Artisti e ha la particolarità, più unica che rara, di combinare due elementi apparentemente distanti come l’arte bianca napoletana e la gastronomia piemontese. Sulle pizze, anche proposte nella variante fritta, si adagiano i piemontesi formaggi e salumi Raschera, Toma di Lanzo, Salame di turgia (di carne di vacca sterile, con lardo e pancetta suina) e Blu del Moncenisio. Ci sono anche le saccocce – piccoli paninetti ripieni di delizie – e, per chiudere in bellezza, i dolci, compreso l’immancabile bonet. 

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