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Trattoria del Moro – Bolsena – Secolo d'Italia


31 Ott 2022 0:01 – di Redazione

Trattoria del Moro

Piazzale Dante Alighieri, 5– 01023 Bolsena (VT)

Tel. 0761/798810

Sito Internet: www.trattoriadelmoro

Tipologia: tradizionale

Prezzi: antipasti 6/18€, primi 10€/14€, secondi 11/18€, piatti della tradizione 18/28€, dolci 5€

Chiusura: Giovedì

OFFERTA

La storia di questa trattoria di pesce risale al 1950, quando Gino Mancini detto “il Moro” per la sua carnagione scura apre il Cin Cin bar, un chiosco in cui vendeva bibite sul lungolago. In pochi anni divenne un riferimento per lo svago locale, al punto tale che con la moglie Gerbina decisero di realizzare una palafitta sul lago. Quella piccola balera galleggiante ebbe talmente successo da portarli ad aprire una trattoria, nella quale fin da subito i piatti più richiesti erano quelli a base di pesce di lago. Negli anni ’70 al timone della trattoria si aggiunse la nipote Antonella, che ancora oggi gestisce insieme ai due figli questo faro della cucina del lago di Bolsena, rendendo onore ai mitici Gino e Gerbina e alla loro storia fatta di gloria e sacrifici. Il menù è ben strutturato con proposte prevalentemente di pesce di lago, dal coregone, al luccio, al persico. La creatività si ritrova nella presentazione dei piatti e nell’utilizzo sapiente di alcune spezie e ingredienti della cucina asiatica e internazionale. Siamo partiti bene con il mantecato di coregone con salsa di cocco, curry, pecorino e corn flakes alle alici, dove la presenza equilibrata del curry e del latte di cocco erano piacevolmente in contrasto con la sapidità del pecorino e delle alici. Molto buoni i tonnarelli all’Amalasunta con ragù di pesce di lago e mentuccia di campo, dove il pomodoro (spesso utilizzato a sproposito, soprattutto nelle pietanze a base di pesce) era nella giusta dose per valorizzare il tutto. Tra i secondi abbiamo optato per un piatto storico, l’anguilla alla Vernaccia, dalle carni morbide e il salmoriglio a dare quella nota in più al piatto. Come test di romanità non potevamo non provare i fiori di zucca fritti ripieni di ricotta e alici che si sono rivelati ben fatti, con la frittura croccante e asciutta e il ripieno molto abbondante e goloso, a cui è seguito un caffè giustamente estratto.

AMBIENTE

La palafitta, o meglio la “balera di spiaggia” come la definiva il titolare Gino Mancini, sulla quale si erge la trattoria, è molto suggestiva. Immersa nella riva del lungolago di Bolsena, offre un contesto magico e rilassante con le anatre che nuotano vicine e si mostrano in tutta la loro bellezza alla ricerca di qualche avanzo di cibo, e le barche dei pescatori in lontananza. Il legno del parquet, i tavoli e le sedie in stile marinaro rendono il contesto piacevole, elegante, ma al tempo stesso informale.

SERVIZIO

Attento, puntuale e preciso nei tempi. La mise en place è completa e adeguata al livello del locale.

Recensione a cura di: Roma de La Pecora Nera – ed. 2022 – www.lapecoranera.net

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